Ci siamo, è arrivato il momento… c’è chi sceglie il parto in ospedale, chi il parto in casa, chi il parto in acqua ecc ecc….
Tutte queste scelte sono rispettabilissime e nessuno può permettersi di giudicarle, l’importante è che siano compiute con serenità e consapevolezza secondo il desiderio della madre.
Ciò su cui è interessante riflettere è la necessità di accogliere il neonato in un ambiente che gli ricordi la sua “casa”, il grembo materno che lo ha protetto, nutrito e accolto amorevolmente per 9 mesi.

In tutte le culture del mondo esiste un rito per l’accoglienza al neonato: parole d’amore per il neonato senegalese e per gli aborigeni australiani: “sei arrivata nel momento in cui ti desideravamo e occupi il posto che ti abbiamo riservato” “Sappi che sei amato e sostenuto in questo tuo viaggio. Tu non sei mai solo. Sei collegato al Tutto” (M.Montessori il segreto dell’infanzia); i nativi americani regalano una coperta simbolo del calore materno e dei mocassini, simbolo della protezione paterna.

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Ciò che è determinante subito dopo la nascita è la comprensione della stanchezza di mamma e bambino; il bisogno di stare a contatto pelle/pelle senza interferenze. La necessità di conoscersi con calma, senza fretta, senza movimenti bruschi. Il desiderio di sintonizzarsi con il proprio ritmo.

Nel grembo materno il bambino era avvolto da calde braccia che lo contenevano, lo scaldavano, lo facevano sentire al sicuro. Di colpo egli deve affrontare il trauma di uscire da questo meraviglioso mondo per entrare in un altro, sconosciuto, freddo, spaventevole. Non ci sono altri passi intermedi, da dentro a fuori nel giro di pochi istanti e come se non bastasse dovrà da subito badare a se stesso. Sì, perché se prima la placenta lo conteneva, lo nutriva e lo proteggeva, adesso dovrà fare tutto da solo. Viene reciso il cordone ombelicale e il bambino deve restare vivo. Un ingresso così diciamo che non è proprio quello che ci si augura, per questo è necessario diffondere la cultura alla nascita. Ci sono tanti tipi di nascita e questo inciderà su tutta la vita futura del nostro bambino.

È dunque nostro dovere tentare di scegliere quella che ci sembra essere la più giusta per noi e per il nostro bambino. Ad oggi è tornato a far parlare di sè il Lotus Birth, ovvero il parto in cui placenta e bambino non vengono separati immediatamente, ma si attende l’essicazione e il distacco naturale del cordone permettendo all’energia vitale della mamma di fluire ancora per qualche giorno, finchè natura non deciderà che è giunto il momento, nel corpo del bambino.
È sicuramente un’esperienza molto forte per le nostre abitudini, ma certamente da tenere in considerazione vista la straordinaria importanza di questa pratica.

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Un altro grande passo avanti è stato fatto con il breast-crawling che letteralmente significa “movimento di strisciamento verso il seno”, utilizzato per indicare la pratica di lasciare il neonato a contatto pelle-pelle con il corpo materno per la prima ora dopo la nascita permettendogli così di arrivare da solo al seno attraverso l’odore prodotto dalle ghiandole del seno materno e la vista del volto della mamma, nonché dall’ascolto della sua voce. Nel primo quarto d’ora dopo la nascita il bambino ricerca il viso della mamma. Questo fatto è straordinario ed è la chiara dimostrazione del fatto che lo sguardo viene prima del cibo: il bisogno di essere guardati e riconosciuti è il nutrimento primario per un essere umano.
Chiara la connessione poi tra la voce della mamma e lo stato d’animo del bambino, che udendola si calma e si tranquillizza fino a far decelerare il battito cardiaco.
Quando il bambino raggiunge il seno è stato già toccato con dolcezza, accarezzato, guardato con amore e ha già udito la voce della mamma. Tutto questo permette al bambino di prendere il suo ritmo, di arrivare serenamente alla vita nuova che lo attende. L’arrivo al seno e la prima boccata di latte materno che è “amore liquido, un amore che fluisce e che scorre” (Elena Balsamo, Libertà e amore) sono per il bambino la conquista del suo territorio. Il latte materno è nutrimento non solo per il corpo ma anche per la mente, il cuore e lo spirito.

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“Quale più sacra proprietà che il latte materno per il piccolo bambino? Egli può dire come Napoleone imperatore:”Dio me l’ha dato”. Sulla legittimità della proprietà non c’è alcun dubbio: il suo solo capitale,il latte, è venuto al mondo con lui e per lui. Tutta la sua ricchezza è lì: la forza di vivere, di crescere, di acquistare robustezza sta tutta in quel nutrimento.” (M.Montessori L’Autoeducazione)

Quando nasce un bambino, le uniche mani che debbono toccarlo sono quelle della mamma, poiché esiste un legame speciale nell’universo che collega con un filo dorato la mamma al suo bambino e solo lei può udire e comprendere le mute domande del piccolo appena nato.
Tutte le risposte ai bisogni sono racchiuse nel corpo materno così come lo erano prima della nascita. Il bambino non va vestito, ma adagiato sul corpo della madre che ha la temperatura ideale per lui, migliore di una termoculla; va spostato con molta cura, evitando movimenti bruschi, addirittura la Montessori propose di utilizzare una sorta di amaca per spostare il bambino in modo che potesse avere la stessa sensazione provata nella vita intrauterina. “L’importanza dell’ambiente nel periodo neonatale è massima:in nessuno dei periodi di sviluppo psichico-dice Maria Montessori-esso assume l’importanza che ha immediatamente dopo la nascita“(Elena Balsamo Libertà e amore) .

Ritagliatevi dunque il vostro Spazio Sacro lontano dal mondo e godetevi il silenzio, la penombra e la pelle del vostro bambino appena nato!
Vivere Montessori vi augura una nascita accogliente, serena e gioiosa!

Educatrice Manuela Griso

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Operatrice socio-assistenziale per l'infanzia, direttrice de "Il Mondo di Anya". Mamma di due splendide bimbe e un angioletto. Ama scrivere e riflettere sul mondo, l’educazione, la vita, le gioie e i dolori. Ritiene che la vita vada assaporata con calma, seguendo i tempi che la natura ci suggerisce. Sostiene dunque un’educazione più naturale, a contatto con la terra e gli animali. Ha fatto del Montessori uno stile di vita e si impegna nella diffusione dell’approccio attraverso il lavoro con i bambini, gli incontri con i genitori e gli articoli su EticaMente. “Ogni bambino è un essere unico e speciale, aiutiamolo a tirare fuori ciò che è senza giudizio ne' aspettativa”