Spiritualità

Terzo Occhio: cos’è e come attivarlo in modo corretto

Di Laura De Rosa - 30 Settembre 2025

Il terzo occhio è collegato al sesto chakra, ajna, e alla ghiandola pineale, si dice sia collocato sopra agli occhi al centro della fronte mentre il chakra corrispondente si trova dietro di esso. Il sesto chakra, il cui colore è l’indaco, associato all’intuizione e alla visione, è formato da novantasei petali rotanti, che si trasformano in un vortice turbinante quando il terzo occhio viene aperto. L’apertura del terzo occhio permetterebbe di vedere oltre la forma e rappresenterebbe il presupposto dell’intuito e addirittura della chiaroveggenza.

“Il terzo occhio non significa
che la fronte di qualcuno
si sia incrinata
e che sia uscito qualcosa!
Significa semplicemente
che si è aperta
un’altra dimensione
della percezione.”
Sadhguru

Terzo occhio legato all’intuito

statua del Buddha

Credit foto
© Pixabay

Ma cos’è l’intuito? Spesso confuso con l’istinto, esso in realtà rappresenta la capacità di captare le cose senza ricorrere alla mente logica. Ma se l’istinto è una risposta automatica legata alla sopravvivenza, l’intuito è piuttosto un insieme di istinto, intelletto e intuito stesso. L’attivazione del sesto chakra consentirebbe il risveglio di questa facoltà insita in tutti noi, ma spesso addormentata. Come riporta Salvatore Brizzi nel suo blog, il Vangelo stesso ci parla indirettamente di questa facoltà:

La lucerna del corpo è l’occhio; se dunque il tuo occhio è chiaro, tutto il tuo corpo sarà nella luce; ma se il tuo occhio è malato, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra!“(Mt 6,22-23).

Si ritiene infatti che vedere con occhi chiari significhi proprio vedere oltre i contenuti della coscienza e tutti quei limiti mentali, giudizi, parole inutili per la nostra evoluzione.

Il terzo occhio viene anche chiamato Occhio centrale di Shiva o Occhio di Horus. Si ritiene che esso svolga sia il compito di ricevente che trasmittente e che permetta la percezione dei piani interiori, delle forme pensiero e delle entità solitamente non percepibili. Ajna, che è la sua sede, nasce dall’unione degli occhi fisici che insieme ci permettono di guardare oltre l’apparenza, ovvero di guardare senza guardare, sviluppando tutta una serie di qualità come l’intuizione e la concentrazione, incrementando nel contempo la consapevolezza di noi stessi. Focalizzandosi su questo punto durante la meditazione, facilitiamo secondo alcuni autori il suo sviluppo.

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Pinocchio e il Terzo occhio

Come riportato su campoquantico.it e sul blog di Salvatore Brizzi, la favola che meglio simboleggia il percorso verso l’apertura del terzo occhio è quella di Pinocchio. Il nome stesso del burattino è composto da due parole, pino e occhio:

Pinocchio deriva dalla composizione delle parole “pino” e “occhio”. Il pino è l’albero i cui frutti, i pinoli, hanno la stessa forma della ghiandola pineale, che nella tradizione esoterica rappresenta appunto il “terzo occhio”.La favola di Pinocchio rappresenta quindi il percorso verso l’apertura del “terzo occhio”, verso il risveglio dell’essere.”

Non a caso la favola è intrisa di simbologie, basti pensare a Geppetto che come un padre “divino” crea suo figlio da un pezzo di legno o ancora la fatina, che è l’anima del burattino, pronta a soccorrerlo nei momenti più bui. Il risveglio, nella favola, è rappresentato dalla trasformazione del burattino in bambino in carne e ossa.

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Esercizi per aprire il terzo occhio: perché é meglio essere prudenti

terzo occhio buddha

Esistono moltissimi esercizi per aprire il terzo occhio ma è sempre bene approfondire le fonti prima di sperimentare qualunque cosa. Il fatto è che sebbene ve ne siano di innocui, lavorare con le energie sottili richiede sempre un po’ di attenzione, specialmente oggi come oggi, visto che non abbiamo ancora una conoscenza così approfondita di queste tematiche. Consigliamo di fare esercizi ad hoc e soprattutto di sperimentarli con persone di fiducia, con insegnanti che conoscete, diffidando di chi vi promette risultati rapidi e semplici da ottenere.

Il percorso di crescita spirituale, e più banalmente anche il percorso di crescita psicologica, richiede costanza, buona volontà, fiducia, autenticità, ma soprattutto tempo e sebbene ci venga venduto come qualcosa di estremamente facile, non è così.

Come suggerisce Salvatore Brizzi,

il ricercatore spirituale moderno non si rende conto che quando si lavora con le energie della psiche non si può scherzare. Non passa settimana nella quale non vengo a sapere di qualcuno che si è amaramente pentito di aver praticato esercizi miranti ad aprire il Terzo Occhio, a risvegliare la Kundalini, a fare sogni lucidi e viaggi astrali. E non sto esagerando, il numero delle persone danneggiate è altissimo; ci sono scuole che stanno letteralmente creando dei danni a tappeto sulla popolazione divulgando queste pratiche!

Cerchiamo di informarci, confrontare le fonti, approfondire gli argomenti di nostro interesse in modo da non fare di tutta l’erba un fascio sperimentando qualunque cosa senza un minimo di cognizione e consapevolezza. Se non abbiamo mai sperimentato queste partiche spirituali affidiamoci all’inizio ad esperti per poi proseguire in modo autonomo.

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Due vie per aprire il terzo occhio

Jaggi Vasudev, conosciuto come Sadhguru, è un mistico e yogi indiano, popolare sul web per i suoi video e corsi, premiato Padma Vibhushan, e autore di best seller per il New York Times. Egli individua due vie per poter attivare il terzo occhio: il primo è rendere l’interiorità completamente vuota, il secondo è contenere tutto dentro per un periodo di tempo.

Ci sono due modi per aprire il terzo occhio. Un modo è che l’interno sia diventato un vuoto totale, quindi la porta viene risucchiata dentro e deve aprirsi naturalmente. La porta collassa e cade verso l’interno perché non c’è nulla. Shiva ha bruciato non solo il suo pensiero, le sue emozioni, le sue relazioni e i suoi beni: ha bruciato il suo stesso essere. C’è un vuoto totale. Quindi la porta è caduta verso l’interno e si è aperta.

Un altro modo per aprire il terzo occhio è contenere tutto dentro. Non trovi alcuna espressione per il tuo pensiero, emozione o qualsiasi altra cosa. Non puoi nemmeno pronunciare una parola. Vedrai, se rimarrai in silenzio per quattro giorni, il quinto giorno ti verrà voglia di cantare all’improvviso. Se non sai cantare, vorrai ululare perché vuoi lasciarti andare. Ma se non lasci andare nulla, si accumulerà così tanta pressione che la porta verrà spalancata dall’interno. Questo è un altro modo.

Eccovi la spiegazione approfondita nel seguente video:

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Laura De Rosa

Articolo aggiornato il 30-09-2025





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