Ampiamente utilizzati in tutte le attività produttive e presenti in natura, negli esseri viventi e nello stesso corpo umano, i metalli pesanti sono in alcuni casi indispensabili (in piccolissime quantità) per lo svolgimento delle funzioni metaboliche. Se basse concentrazioni di ferro, zinco, cromo, rame e selenio si rivelano benefiche per il nostro organismo, è pur vero che altri metalli (su tutti alluminio, arsenico, cadmio, mercurio e piombo) sono particolarmente tossici anche in percentuali minime, risultando nocivi e pericolosi per la salute umana.

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Attraverso l’alimentazione, l’aria, l’acqua, i vestiti e il ricorso ai più comuni oggetti e prodotti di uso quotidiano, queste sostanze inquinanti e non biodegradabili penetrano nell’organismo umano e si accumulano lentamente negli organi e nel tessuto adiposo, compromettendo il nostro stato di benessere. La loro tossicità è elevata sia per l’uomo che per le altre specie viventi, poiché si legano con le strutture cellulari in cui si depositano, ostacolando lo svolgimento delle funzioni vitali. Con la loro azione bloccano l’attività di numerosi complessi enzimatici a vari livelli, provocando un danno metabolico ed energetico. L’accumulo di metalli pesanti, definiti “killer subdoli”, causa inoltre la formazione di radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento cellulare e dell’insorgenza di numerose malattie.

Un pericolo tutt’altro che trascurabile, se è vero che l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha ammesso che il 60-70% delle malattie croniche delle società progredite è dovuto proprio all’intossicazione da metalli pesanti. Quest’ultimi vengono naturalmente eliminati dal nostro organismo mediante l’apparato gastro-intestinale, i reni e in minima parte tramite la traspirazione, la salivazione, l’esfoliazione della pelle e la perdita di capelli e unghie. In caso di un loro accumulo in eccesso, però, l’organismo umano non riesce più a espellerli e si verifica uno stato di intossicazione.

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La sintomatologia dell’intossicazione da metalli pesanti è svariata e spesso di difficile interpretazione, comprendendo principalmente irritabilità e instabilità dell’umore, depressione, cefalee, perdita di memoria, tremori e ridotte capacità visive. Nel dettaglio, ecco le complicazioni più importanti provocate dall’eccesso dei più pericolosi metalli tossici:

Alluminio: anoressia, atassia, coliche, demenza, esofagiti, gastroenteriti, epatopatie, nefriti, mialgie, psicosi e stanchezza.

Arsenico: alitosi, pirosi gastrica, vomito, diarrea anche emorragica, tachicardia, ipotensione, danno epatico e renale, convulsioni. In alcuni casi può essere anche letale.

Cadmio: alopecia, anoressia, anemia, enfisema, epatopatie, psicosi, stanchezza, ipertensione, osteoporosi, lombalgia, pelle secca e denti gialli.

Mercurio: anemia, anoressia, atassia, coliti, depressione, dermatiti, instabilità emotiva, cefalee, calo dell’udito, ipertensione, insonnia, irritabilità, ridotto quoziente intellettivo, perdita coordinazione motoria, deficit della memoria, psicosi, stomatiti, calo del visus.

Piombo: anemia, anoressia, ansietà, difficoltà di concentrazione, costipazione, depressione, cefalea, ipertensione, irritabilità, turbe della memoria, iperattività, dolori addominali, alle ossa e ai muscoli, tremore.

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Il metodo migliore per la reale determinazione della tossicità da metalli pesanti è il test diagnostico di chelazione. Per curare l’intossicazione esiste invece la terapia chelante, che ricorre a delle sostanze chimiche (su tutte l’Edta, acido etilendiaminotetraacetico) per afferrare i metalli tossici ed espellerli dall’organismo. Con l’azione chelante (paragonabile proprio a quella delle chele di un granchio), un minerale accetta lo scambio di almeno due elettroni con le molecole dell’Edta, perdendo le sue proprietà fisiologiche o tossiche. Una volta chelato viene infatti sequestrato all’interno della struttura dell’Edta ed eliminato tramite la via urinaria. Utilizzata in campo medico dal 1950, questa terapia si effettua per infusione venosa lenta ed è praticata anche in Italia. Controindicazioni: nefropatie o epatopatie in fase acuta e gravidanza.

Al di là della terapia chelante, è bene sapere che esistono molti rimedi naturali per prevenire o trattare l’intossicazione da metalli pesanti. Nel primo caso è importante seguire un’alimentazione naturale con cibi biologici o biodinamici e ricca di vitamine e sali minerali, cercando anche di evitare l’utilizzo di pentole d’alluminio, cosmetici o prodotti ad alto contenuto di sostanze chimiche. Nel secondo si può ricorrere ad alimenti e integratori con proprietà disintossicanti. Rispetto a quelli sintetici, i chelanti naturali sono perfettamente tollerabili dall’organismo e presentano meno effetti collaterali. Al fine di ottenere i massimi benefici la loro assunzione deve essere continuativa e protratta nel tempo. Vediamone alcuni in particolare.

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Acido alfa-lipoico: disponibile come integratore, è solubile nei lipidi e nell’acqua e riesce a superare la barriera emato-encefalica (può quindi raggiungere il cervello) per rimuovere i metalli tossici a livello del sistema nervoso centrale. Nella sua forma più attiva (acido R-lipoico) lega inoltre quelli intracellulari.

Acido ascorbico (Vitamina C): contenuto in frutta e verdura, potenzia l’assimilazione di minerali essenziali, combatte i radicali liberi e favorisce l’escrezione di metalli tossici nell’intestino.

Acido malico: chelante supplementare, l’acido organico tratto dalle mele migliora l’ossigenazione dei muscoli e disintossica dall’alluminio, riducendone quantità e tossicità nell’organismo e aumentandone l’escrezione fecale e urinaria.

Aglio: antibiotico e antimicrobico naturale per eccellenza, contiene un alto quantitativo di zolfo, utile a ossidare metalli pesanti quali cadmio, mercurio e piombo. Nell’aglio si ritrova inoltre la migliore forma di selenio disponibile, quello bioattivo, che protegge dalla tossicità del mercurio. Se consumato crudo esplica al meglio le sue proprietà benefiche, altrimenti provate l’estratto.

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Alga clorella: è un’alga monocellulare che si trova nei fiumi, ricchissima di clorofilla, proteine (ne ha un quantitativo 38 volte superiore a quello della soia!), vitamine, minerali e aminoacidi essenziali. Energizzante e più digeribile rispetto alla similare alga spirulina, agisce sul sistema metabolico ed è indicata per i diabetici e per coloro che soffrono di problemi cardiovascolari. Oltre a favorire la depurazione dell’organismo, migliora la funzionalità del sistema immunitario e contrasta gli effetti nocivi dei radicali liberi. Ricca di vitamina K1 e ferro, è utile per trattare le anemie e regolare il ciclo mestruale. L’alga clorella ha un buon effetto nel legare i metalli nello stomaco, ma è meno efficace nel mobilitarli ed espellerli dall’organismo, poiché non raggiunge quelli intracellulari e il cervello. Indicata soprattutto per l’azione anti- mercurio, è disponibile in tintura e compresse.

Bentonite: utilizzata da secoli in tutto il mondo per la cura di svariate malattie e come integratore alimentare, è un tipo di argilla particolarmente benefica per la salute umana. Stando ad alcuni studi scientifici, la bentonite riesce ad assorbire virus patogeni, aflatossine, pesticidi ed erbicidi, rivelandosi utile anche a catturare i metalli pesanti grazie a un processo di scambio ionico. Tra le altre sue proprietà, migliora la digestione, rafforza il sistema immunitario, purifica l’organismo rinvigorisce la pelle.

Coriandolo: erba aromatica di antica origine e nota anche col nome di prezzemolo cinese, riesce a mobilitare mercurio, piombo, cadmio e alluminio, sia nelle ossa che nel sistema nervoso centrale. La sua azione di rimozione dei metalli pesanti è molto efficace ma può originare anche un processo di re-intossicazione: per questo è bene abbinarlo con un altro agente chelante che elimina le tossine a livello intestinale, quale la zeolite o l’alga clorella. Ottimo per migliorare le funzionalità gastrointestinali, risulta utile anche nei casi di dispepsia, digestione lenta, spasmi gastrici, colon irritabile e flatulenze. Il coriandolo è indicato in particolare anche per ridurre i problemi digestivi e i fenomeni diarroici legati allo stress. Dotato di proprietà antiossidanti, favorisce un corretto metabolismo dei carboidrati e aiuta la perdita di peso. Si può consumare come spezia o utilizzarlo come tintura officinale.

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Crusca di riso: utilizzata nell’aromaterapia, è particolarmente efficace nel chelare il ferro, un metallo utile che però può causare problemi quando si presenta in quantità superiori al necessario. Tali proprietà risanatrici si devono all’inositolo, una sostanza che abbonda nella crusca di riso.

Curcuma: spezia di origine orientale attualmente molto in voga, depura l’organismo e facilita la digestione. Ottima per purificare il sangue, contribuisce a eliminare i metalli pesanti e le altre sostanze inquinanti in circolo nel corpo umano. Se la utilizzate in cucina come condimento, abbinatela al pepe nero per sfruttare tutte le sue proprietà benefiche.

Metil-sulfonil-metano (Msm): composto organico sulfureo, si ritrova in molti alimenti e può esser assunto anche come integratore. Le sue proprietà si devono all’alto contenuto in zolfo, un elemento che agisce a livello di permeabilità delle membrane cellulari, favorendo processi metabolici di disintossicazione.

Zeolite: minerale di origine vulcanica, è spesso utilizzato negli apparecchi inonizzatori e alcalinizzatori per depurare l’acqua del rubinetto. Grazie alla sua struttura microporosa, riesce ad attrarre e legare metalli tossici e altre sostanze nocive in circolo nel nostro organismo, originate da un’alimentazione scorretta e da un’eccessiva acidità. Commercializzato in polvere, se ne consiglia l’utilizzo di un cucchiaino prima dei pasti per combattere l’intossicazione.

Questi sono solo alcuni dei più efficaci chelanti naturali…scopritene altri con l’aiuto di specialisti!

Marco Grilli