In moltissimi articoli vi ho ribadito l’importanza insostituibile dell’ambiente. Nel metodo Montessori, ma se ci pensiamo attentamente è pura logica, l’ambiente riveste il ruolo essenziale, quello che comunemente viene affidato all’adulto, ma in modo più silenzioso, stimolante ed è anche autocorrettivo, elemento che costituisce la base dell’autostima.

Tutto l’ambiente viene preparato in base all’osservazione dei bambini e ai loro periodi sensitivi. Maria Montessori però non dimenticò l’ambiente naturale che circonda il bambino. La natura e l’osservazione della stessa permette al bambino di comprendere la vita stessa. La ciclicità delle stagioni, il mutare del tempo. Vivere sulla pelle queste sensazioni ci permette di capire il cambiamento, viverlo e accettarlo positivamente. Le piante che germogliano, i fiori che sbocciano sono la vita che nasce. Poter osservare un fenomeno tanto affascinante così da vicino e magari aiutare la natura annaffiando piante e fiori per nutrirli affinché possano germogliare meglio è un’emozione indescrivibile.

La natura in sé ha già tutte le risposte. Esattamente come il bambino.

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Per questo l’ambiente naturale non deve mai mancare nella vita di un bambino. Deve essere parte integrante di un tutto ed essere vissuta in modo pieno. Se piove, non proibite ai bambini di uscire. Attrezzati nel modo giusto lasciateli liberi di scoprire che sensazione donano le gocce d’acqua sul viso, i piedi zuppi per aver saltato nelle pozzanghere, il fango sulle mani. “Com’è? Freddo o caldo? Liscio o ruvido? Appiccicoso o no? Che profumo ha? Che cosa ti ricorda? È modellabile? Cosa vorresti costruire con il fango? Da dove arriva il fango? Com’è fatto?”

Guardate da una semplice uscita “sotto l’acqua” (come direbbe mia madre) quante meravigliose scoperte ed esperienze possono nascere. Nel fango poi si imprimono bene le impronte… Andiamo a “caccia” di animali da osservare! Di chi sono queste orme?

E vogliamo parlare della neve? Uno dei miei suoni preferiti in assoluto è lo scricchiolio della neve sotto le scarpe.. E sdraiarmi a pancia in su ad occhi aperti ad osservare i fiocchi che cadono, avvertire il fievole rumore che fanno quando si posano sui rami degli alberi. Vogliamo privare i nostri bambini di tutto questo? Giammai!!!

E il vento! Ahh il vento! Strumento di dolci carezze impalpabili, ma anche grande distruttore e disturbatore. Emozioni contrastanti che vivono nello stesso fenomeno… Come del resto l’essere umano.

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La nebbia. Nella nebbia si possono fare anche dei giochi: nascondino per esempio viene benissimo! 😁😁😁 quella rugiada leggera che si posa sul giaccone, sui capelli e il viso, quella sensazione di umido nelle ossa… Perché non farla provare?

Il sole. Be’, credo piaccia a tutti. Il calore sulla pelle, un bacio d’amore che ogni volta riscalda non solo la pelle ma anche l’umore.
Senza contare le meraviglie dei colori, i profumi, i suoni della natura. E tutto ciò che si può costruire raccogliendo elementi naturali come pigne, foglie, rametti, pietre ecc ecc. A tal proposito vi lascio qualche idea di utilizzo. Zaino in spalla e via!

1- Il vassoio delle stagioni

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Consiste in un vassoio abbastanza grande, dove all’interno vengono raccolti diversi elementi che si presentano in una data stagione in modo che il bimbo possa osservare, maneggiare, sperimentare e domandare, dando anche modo di percepire il senso del trascorrere del tempo e dei mutamenti che avvengono. Verrà così un vassoio autunnale con foglie di tanti colori, ricci, castagne, noci… ecc. E così l’estate può presentarsi con sabbia, conchiglie, pietre, ecc.. E così via per tutte le altre.

2- Quest’attività invece l’ho scovata nel web e mi è piaciuta tanto. L’occorrente sono pietre piccole raccolte da voi, un ciotolino per contenerle e dei fogli in cui appaiono dei disegni semplici (righe, onde, un volto, un cuore, il sole, ecc…). Il bambino andrà a ricomporre l’immagine utilizzando le pietre o potrà crearne di nuove seguendo la sua fantasia. Può essere dunque un lavoro di concentrazione, di manualità fine e coordinazione oculo-manuale o di libera creatività ed interpretazione.

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3- Infine, un’attività che amo in modo particolare sono i mandala.
Si possono creare dei mandala meravigliosi con elementi naturali semplici da reperire. Vi lascio alcune immagini.

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In lista per la prossima occasione mettete una tuta antipioggia, galosce, scarponcini da trekking, marsupio o zaino per raccogliere elementi da conservare in ricordo dell’esperienza vissuta o per le vostre composizioni, un libro sulle erbe che si possono incontrare nelle vostre zone e uno sugli alberi e le piante selvatiche. Vi torneranno utili ad ogni passeggiata. Coltivate un piccolo orto e seminate dei fiori. Vivete la natura con spirito libero da preconcetti ormai antichi che privano solo voi e il vostro bambino di esperienze di vita fondamentali.

Vi lascio con questa frase di Maria Montessori.

“Se un fiore non sboccia bisogna modificare l’ambiente in cui vive. Non dare la colpa al fiore cercando di modificarlo, perché tanto non sboccerà comunque. Cambiate l’ambiente intorno a lui, rendetelo più bello, e lui fiorirà”

Vivere Montessori vi augura di avvicinarvi il più possibile all’outdoor education per riscoprire il potenziale e i benefici della natura!

Educatrice Manuela Griso