“Io chiamo lettura l’interpretazione di un’idea, da segni grafici. Il bambino che non ha sentito dettare la parola e che la riconosce vedendola composta sul tavolino con lettere mobili, e sa dire cosa significa (è un nome di bambino, di città, di un oggetto ecc.), quegli legge” (Maria Montessori)

Spesso siamo portati a pensare che un bambino che sa scrivere sappia anche leggere. In realtà le due cose non sono strettamente correlate. Un bambino che sa scrivere sa mettere insieme diversi suoni, un bambino che sa leggere sa interpretare il senso e il significato della parola letta. Badate bene che pare sia la stessa cosa ma in realtà non lo è.

La Montessori racconta che generalmente il bambino prima impara a scrivere e successivamente a leggere. Per la scrittura ci sono diversi strumenti, che aiutano sicuramente anche il processo verso la lettura, come ad esempio l’alfabetario mobile.
Serie di lettere in corsivo minuscolo, divise in consonanti e vocali tramite il colore (blu per le consonanti e rosso per le vocali) che vengono utilizzate per comporre parole quando il bimbo ancora non le sa scrivere ma le vuole comporre.

alfabeto-mobile

Questo strumento può essere utilizzato anche per la lettura. La mamma scrive una parola e il bambino la deve leggere, ma andiamo con ordine. L’esercizio per eccellenza che Maria Montessori aveva pensato e praticato con i bambini che seguiva era un gioco fatto di cartellini con su scritti nomi di oggetti, piegati e riposti in una scatola. Su un tavolo venivano predisposti dei giocattoli che rappresentavano quelli scritti nei cartellini. Ogni bambino pescava un cartellino, leggeva il nome, lo ripiegava e lo portava sotto all’oggetto corrispondente. La direttrice controllava e se era giusto il bambino aveva conquistato il diritto di tenere quel giocattolo per tutto il tempo desiderato. Questo gioco inizialmente funzionò alla grande. Addirittura il bambino che non riusciva a leggere veniva aiutato da uno più grande e aveva anche lui il diritto al giocattolo. Ci si stupì quando i bambini iniziarono a rifiutare i giocattoli e la loro attenzione era focalizzata sulla lettura di tutti i cartellini più che sulla conquista del premio. Stava accadendo la magia!
Prepararono così una serie di scatole con centinaia di cartellini. I bambini in preda a famelica scoperta vuotavano le scatole a gran velocità prima di passare dall’una all’altra. E non solo i bambini leggevano ma erano in grado anche di leggere in un carattere differente dal corsivo. Fu raccontato infatti dalle madri che essi si fermavano per leggere le insegne dei negozi mentre si andava a fare la spesa e addirittura leggevano il gotico!

A questo punto si passò alla lettura di frasi. Cartellini preparati con lunghe frasi che intendevano un’azione da farsi. Ad es. “chiudi gli scuri delle finestre e va’ ad aprire la porta d’ingresso; poi aspetta un momento e rimetti le cose come prima”. I bambini estraevano a sorte un cartellino, leggevano “mentalmente” una o più volte, finché erano sicuri di aver compreso bene, davano poi il bigliettino alla direttrice ed eseguivano l’azione.

“La lettura, donde occorre ricavare un senso, deve essere mentale e non vocale. Infatti la lettura ad alta voce implica l’esercizio dei due meccanismi del linguaggio -articolato e grafico- e rende quindi più complesso il lavoro. Chi non sa che un adulto, il quale debba leggere forte un brano, in pubblico, vi si prepara cominciando col comprenderlo alla lettura mentale? E che la lettura ad alta voce è tra le azioni intellettuali più difficili? I bambini, dunque, che principiano a leggere per interpretare il pensiero, devono leggere mentalmente.”
“L’idea che dalla lettura di una serie di parole possa trarsi la comunicazione di complessi pensieri altrui, i quali ci vengono con tale mezzo trasmessi, doveva essere pei miei bambini una delle più luminose conquiste dell’avvenire, una nuova fonte di sorprese e gioia. “

Uno dei primissimi esercizi di lettura si fa con la Margherita Montessoriana.

Margherita Montessoriana
Margherita Montessoriana

Questo strumento si utilizza per far comprendere il concetto di sillaba e il suono delle stesse. Si sceglie una consonante dall’alfabetario mobile (escludendo c e g) e la si pone al centro. La si nomina e si dice: facciamo fare un giro alla “m”? E la si pone vicino alla “a” e si nomina la sillaba. Si compone poi una parola con la sillaba iniziale (in questo caso “ma”) e ad esempio “mare” o “mamma”. Poi si procede facendo fare un altro giretto alla “m” e mettendola vicino alla “e”. E così via per tutte le vocali. In un secondo momento si può giocare mettendo la consonante dietro la vocale e quindi il suono diventa “am” o “em” ecc…
Questo lavoro piace molto ai bambini, lo trovano divertente e stimolante!

Un gioco di riconoscimento delle lettere e conseguente lettura sonora è la tombola.

tavole della tombola

Tavole della tombola

Due tavole con le lettere, un sacchetto contenente le lettere singole, 3 giocatori. Un bambino estrae una lettera, la nomina ad alta voce e gli altri due cercano nelle loro rispettive tavole. Se la trovano la mettono sopra. E si procede così fino alla tombola. Si può anche mettere nel sacchetto oggetti che iniziano con le varie lettere (elefante, macchina, drago ecc) e giocare con questi.

Un altro lavoro che si può proporre è quello di comporre le parole partendo da un oggetto. Un sacchetto contenente diversi oggetti o immagini; l’alfabetario mobile e il tappeto con il rigo. Si estrae un oggetto, lo si nomina, il bambino si dirige verso l’alfabetario mobile e sceglie le lettere per poi comporre la parola sul rigo e leggerla per verificarne l’esattezza. O al contrario si compone una parola e il bambino deve leggerla e ricercare l’oggetto o l’immagine che c’è scritta. Un’alternativa ai cartellini.

Questi esercizi si possono fare anche a casa perché sono divertenti e accattivanti, ma nello stesso tempo esercitano il bambino alla lettura e alla composizione di suoni e parole.

Vivere Montessori vi augura buoni giochi di lettura!

Educatrice Manuela Griso