Avete mai sentito parlare di biblioterapia? Ebbene sì, la lettura può diventare terapeutica in quanto strumento di crescita individuale e collettiva, che consente di acquisire conoscenze, promuovere consapevolezza, allargare gli orizzonti. Peccato che nel Bel Paese non vada di moda.

Secondo l’Istat il 42% degli italiani sfoglia almeno 1 libro all’anno ma solo il 13,7% rientra nella categoria dei lettori assidui, che leggono in media 1 libro al mese.

Se la lettura fosse popolare quanto l’osannato benessere, si scoprirebbe presto che oltre a renderci più informati, anch’essa fa bene alla mente e al cuore. Stando a uno studio pubblicato sulla rivista Neurology, leggere stimola infatti l’attività cerebrale incrementando la connettività, migliorando la memoria e le diverse funzioni cognitive. E poi emoziona!

biblioterapia

Non a caso esiste una disciplina che vede protagonisti proprio i libri, la già citata biblioterapia, utilizzata in vari ambiti, persino come tecnica psicoeducativa e cognitiva nel settore della psicoterapia, dove un libro può diventare una vera e propria medicina per la mente e per lo spirito. Fra l’altro si ritiene che leggere favorisca l’empatia, qualità importantissima per mettersi nei panni altrui.

La biblioterapia è particolarmente popolare nell’orientamento psicoterapeutico ad indirizzo cognitivo-comportamentale tant’è che i libri, da alcuni professionisti, vengono prescritti come compiti a casa ai pazienti.

Il primo a utilizzarli in questo modo fu negli anni’ 30 lo psichiatra statunitense William Menninger. Il libro, in tale ottica, diventa infatti un luogo condiviso da paziente e medico, perché pur essendo letto al di fuori dello studio, è pur sempre collegato simbolicamente all’attività terapeutica e quindi al medico stesso.

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Nel giro di alcuni anni la Biblioterapia dagli USA si è espansa in tutto il mondo, tanto da meritarsi numerosi riconoscimenti internazionali, che ne hanno attestato nel corso del tempo la validità.

Ed è così che ha cominciato a essere sempre più popolare nel trattamento di disturbi d’ansia, depressione, disturbi del comportamento alimentare e sessuale. Ma anche nell’ambito della psicoeducazione e persino nel trattamento della schizofrenia, come ha dimostrato lo psichiatra Ian Falloon, che con i suoi testi a tema ha aiutato operatori sanitari, pazienti e loro familiari a gestire questo tipo di disagio psichico.

Ma al di là dei suoi impieghi curativi per chi soffre di disagi psicologici, la lettura si rivela terapeutica anche in altri sensi. A chi non è successo di leggere il libro giusto al momento giusto. Quello che apre orizzonti catapultando il lettore in mondi sconosciuti tutti da esplorare. Non solo terre “fisiche” ma anche interiori, ricche di nuove strade, nuovi dubbi, nuove domande, capaci di proiettarci oltre i nostri limiti.

Ecco cosa può fare un “semplice” libro. Può rigenerarci. Può innescare cambiamenti. Può aiutarci ad abbandonare rami secchi e farne fiorire di nuovi. Può travolgerci. Tutto sta nel lasciarglielo fare.

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Lettura e cambiamento, quindi, per tutti. Ed è bello accorgersi di come un libro letto in un certo momento della vita, si rinnovi se riletto a distanza di tempo. Perché i libri aiutano a crescere, non solo ad accumulare informazioni.

E a proposito di salute, è curiosa la definizione fornita dall’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo cui essa deriva da un equilibrio tra gli aspetti fisico, psichico e sociale dell’individuo. Che significa? Che per stare bene a 360 gradi non basta essere sani fisicamente ma è necessario sentirsi in forma anche a livello mentale e sociale, cosa che presuppone una crescita culturale nell’ambito di un processo dinamico sostenuto dalla lettura.  Torniamo quindi al concetto di biblioterapia, o libroterapia, come disciplina del benessere. 

Perché il libro apre la mente e al tempo stesso guarisce tramite il racconto, fornendo talvolta modelli in cui identificarsi.

Pensiamo per esempio alle fiabe più conosciute in Occidente che vedono spesso protagonisti bimbe e bimbi alle prese con mostri, streghe e boschi oscuri. Il percorso attraverso la foresta buia riecheggia le iniziazioni che, da che mondo è mondo, prevedono delle sfide da superare prima di conquistare l’amato principe o l’amata principessa, simboli (probabilmente) dell’altra metà di se stessi, grazie alla quale raggiungiamo la completezza e la maturità.

E poi ci sono le letture di auto-aiuto, educative, formative, di comunicazione, insomma libri per tutti i gusti e per tutte le esigenze.

Oggigiorno la Biblioterapia è promossa anche in diverse carceri italiane attraverso percorsi di lettura guidata, e persino in numerose biblioteche e strutture sanitarie.  Le letture guidate, che possono essere sia individuali che di gruppo, prevedono letture ad alta voce su vari argomenti e con libri di autori diversi, nel rispetto di un programma prestabilito.

Ovviamente non tutti i libri sono uguali e non tutti i libri sono di qualità, ma a volte anche un romanzo banale può aiutare a risvegliare emozioni sopite, toccando corde profonde. Ed insegnando, perché no, qualcosa su se stessi e sul mondo circostante.

Forse i libri più “pericolosi” sono quelli che dietro a una facciata di positività, promettono miracolose guarigioni, felicità e risoluzione di tutti i problemi nel giro di qualche settimana. Non che siano da escludere ma è opportuno esercitare, di tanto in tanto, un po’ di spirito critico.

Perché leggere non ha a che fare con il raggiungimento di obiettivi materiali a breve termine, a meno che non si cerchino manuali specifici per il successo professionale (che è un’altra storia), ma con se stessi, con l’animo umano, con la società, con i sogni, con le speranze, con le emozioni.

Insomma, la lettura è un mondo sfaccettato di possibilità e più è capace di scardinare punti di vista, verità (pre)confezionate, e di allargare gli orizzonti del lettore, meglio è!

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E i bambini? Ebbene la biblioterapia si rivolge anche a loro, sia per trattare eventuali disturbi d’ansia, comportamentali, di autostima e via dicendo, sia per educarli a vivere bene, dando pari importanza allo sviluppo fisico, mentale, emotivo.

Anche l’immaginazione ha un ruolo primario nella lettura, trattandosi di un’attività mentale di tipo creativo. Sebbene infatti a prima occhiata possa sembrare passiva, la lettura in realtà fa galoppare l’immaginazione dando vita a mondi, universi, realtà parallele. Che non sono affatto inutili ma importantissime per cambiare il mondo e farlo evolvere.

Perché senza pensiero e senza immaginazione, si rimane inevitabilmente fermi. 

In Italia il sito di riferimento per chi fosse interessato ad approfondire la Biblioterapia è il seguente, www.biblioterapia.it, indirizzato sia agli adulti che ad adolescenti e bambini.

Laura De Rosa

mirabilinto.com