Tutti hanno giocato almeno una volta con la sabbia, la sensazione di piacere fisico che si prova nel manipolarla è tale che negli anni ’50 Dora Kalff, un’allieva di Carl Gustav Jung, gettò le basi della Sand Play Therapy, ovvero della terapia basata sul giocare con la sabbia.

La prima volta fu sperimentata in Svizzera dove Dora Kalff relazionò il gioco con la sabbia al comunicare e all’esprimersi attraverso la motilità delle mani. In Italia l’AISPT (Ass.Ital.Sand Play Therapy) è stata riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione come scuola di specializzazione alla psicoterapia.

Con la sabbia è possibile creare e disfare milioni di volte innumerevoli forme, non si esaurisce mai, si possono esprimere sensazioni, sentimenti, paure e traumi attraverso le mani che non si riescono ad esprimere a parole, proprio come diceva Jung: “Spesso accade che le mani sappiano svelare un segreto intorno a cui l’intelletto si affanna inutilmente”.

sabbia cinetica

Quindi manipolare la sabbia può aiutare a tirare fuori il profondo dell’animo attraverso la terra, e questo non solo per quanto riguarda la psicologia infantile ma ance quella degli adulti, soprattutto per le persone che hanno problemi con la verbalizzazione.

Nella sand play therapy è essenziale che la sabbia sia contenuta entro certi limiti, una spiaggia ad esempio non andrebbe bene perché mancherebbero i confini dell’azione dove i vari elementi vanno creati e definiti, praticamente uno “spazio libero” e nello stesso tempo “protetto”.

Per lavorare con la sand play therapy si necessita di una stanza con delle scaffalature in cui ven­gono ordinati numerosi oggetti in miniatura secondo varie categorie (essere umani, animali, case, mezzi di trasporto, alberi, ecc.) tutti oggetti che il “giocatore” può usare all’interno della cas­setta di sabbia, di dimensioni stabilite (cm. 57x72x7), aventi  il fondo blu.

sand play therapy

Ovviamente la sabbia non serve solo a scopo terapeutico ma anche prettamente ludico o riabilitativo per quelle terapie basate sulla motricità fine.

In casa tenere un recinto o una cassetta con la sabbia farebbe rabbrividire ogni mamma al pensiero di vedersi a raccogliere granelli ovunque, per questo probabilmente è stata inventata la sabbia cinetica, una speciale sabbia composta per il 98% di sabbia e per un 2% di un polimero atossico che converte la sabbia in una speciale pasta modellabile che mantiene le caratteristiche fisiche della sabbia ma con le caratteristiche fisiche di una pasta modellabile… insomma una cosa strepitosa da tenere in mano.

Questa sabbia non secca mai, la si può trovare nei negozi di giocattoli o su internet, ma a noi piace il fai da te e allora perché non fare la sabbia cinetica in casa?

Eccovi due ricette davvero strepitose per far giocare i vostri bambini con questo prodotto con caratteristiche fisiche fuori dal comune.

sabbia cinetica

La prima ricetta è edibile, nel senso che non usa la sabbia vera ma prodotti commestibili, quindi adatta anche ai più piccini.

La seconda invece sfrutta la teoria dei fluidi non newtoniani

Per entrambe le ricette dovrete valutare le quantità in base alla consistenza che volete raggiungere, in linea di massima si va “ad occhio” o in questo caso “a tatto”  😉

Sabbia cinetica edibile

Ingredienti:

• una parte di farina di mais (quella della polenta)
• una parte di amido di mais (o maizena o fecola di patate o fecola di mais)
• un quinto di olio di semi

Mescolate bene tutti gli ingredienti e aggiustate le dosi per raggiungere la consistenza voluta.

Sabbia non-newtoniana

Ingredienti:

• una parte di sabbia (potete acquistarla nei negozi di giocattoli)
• mezza parte di amido di mais o fecola di patate
• acqua q.b.

Iniziate a mescolare bene l’amido alla sabbia e pian pianino aggiungete acqua… l’impasto risulterà piuttosto duro soprattutto se cercherete di affondare con forza in esso, quindi cercate di mescolare delicatamente, vi accorgerete che sarà molto più morbida, è infatti questa la peculiarità di questa sabbia che rimane molto dura se premuta o manipolata con forza mentre rimane molto morbida e quasi semi-liquida se lavorata con delicatezza.

Ora non vi resta che provare a farla, non sporca, non si attacca a nulla, non lascia residui strani, si può colorare con coloranti alimentari o qualche goccia di colore acrilico e regala ore di divertimento a tutti i bambini e perché no anche agli adulti!

Valeria Bonora