Sahaja Yoga, da yoga “unione” e sahaja “innato o spontaneo”, un metodo diffuso capillarmente in tutto il mondo, concepito dalla fondatrice Shri Mataji Nirmala Devi. Rispetto ad altre tecniche, lo Sahaja Yoga privilegia l’aspetto meditativo e ha per scopo ultimo il risveglio dell’energia Kundalini, addormentata in prossimità dell’osso sacro, grazie alla quale si ha il risveglio del sé, ovvero della pura essenza di ogni essere vivente.

La Kundalini è un’energia avvolta su se stessa in 3 spirali e mezzo, tant’è vero che il termine kundal significa proprio “spirale”. Attraverso la pratica meditativa associata a specifici movimenti del corpo, che solitamente non richiedono grossi sforzi, la Kundalini può essere risvegliata in qualunque uomo. Essa attraversa il canale energetico sito lungo la spina dorsale spingendosi sino al cervello e all’osso della fontanella. E’ attraverso questa parte che fuoriesce per connettersi con l’energia universale, consentendo all’adepto di arrivare alla cosiddetta unione, yoga.

I canali energetici e i chakra

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Una delle prime cose che si impara seguendo un corso di Sahaja Yoga è la tripartizione dei canali energetici. In ogni essere umano si celano infatti 3 canali, definiti nadi, e 7 centri energetici, definiti chakra.

I tre canali, il cui scopo è controllare le nostre funzioni fisiche, psichiche e spirituali, sono: 1. Ida Nadi o Tamo Guna, il canale sinistro o lunare. 2. Pingala Nadi o Rajo Guna, il canale destro o canale solare. 3. Sushumna Nadi o Satwa Guna è il canale centrale. I canali energetici corrisponderebbero, a livello fisico, al sistema nervoso autonomo. Per quanto riguarda i 7 chakra, essi sono centri di energia corrispondenti ai plessi solari: Muladhara, Swadisthana,Nabhi, Anahat, Vishuddhi, Agnya, Sahasrara.

Attraverso il risveglio della kundalini, i chakra vengono a loro volta risvegliati e migliorati. Se ci sono blocchi, possono essere percepiti attraverso le mani poiché vi sarebbe una corrispondenza fra dita delle mani e chakra. Prenderne consapevolezza è fondamentale per capire dov’è più opportuno agire e quali cambiamenti apportare per raggiungere il risveglio. La realizzazione del sé avviene quando la Kundalini, passando attraverso i 7 chakra, fuoriesce dalla fontanella, manifestandosi come una brezza fresca sopra alla testa e uno stato di silenzio interiore molto benefico.

La consapevolezza individuale si apre così alla consapevolezza collettiva. Questo ha ripercussioni positive non solo su di sé, rallentando la mente, purificando il corpo sottile, migliorando nel complesso lo stile di vita, ma anche sul modo di percepire la realtà circostante. Per quanto concerne le tecniche utilizzate dallo Sahaja Yoga, esse includono esercizi respiratori (pranayama), mantra, musicoterapia, sviluppo dell’attenzione e molto altro ancora. L’esercizio fisico, rispetto ad altre tecniche, è meno preponderante.

Chi è Shri Mataji Nirmala Devi

Shri Mataji Nirmala Devi

Nata a mezzogiorno del 21 marzo 1923 nello stato indiano del Maharastra, viene chiamata Nirmala, il cui significato è pura. Vive fin da piccola nell’ashram del Mahatma Gandhi, divenendo presto una leader del Movimento di Liberazione dell’India. Studia Medicina e Psicologia al Christian Medical College di Lahore, sposandosi in seguito con Sir C.P. Shrivastava, ex Segretario Generale dell’Organizzazione Marittima delle Nazioni Unite. Dopo il matrimonio delle due figlie, inizia a dedicarsi attivamente alla promozione e diffusione dello Sahaja Yoga in tutto il mondo, venendo presto riconosciuta come uno dei maggiori yogi e leader spirituali della modernità. La sua morte avviene il 23 febbraio 2011.

I corsi di Sahaja Yoga: quanto costano e la mia esperienza personale 

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I corsi di Sahaja Yoga, diffusi ovunque nel mondo, non sono a pagamento ma sostenuti da donazioni volontarie. Non è cosa da poco mettere a disposizione di chiunque, indipendentemente dalle possibilità economiche, un tale bagaglio di conoscenze. E posso confermare, frequentando i corsi da qualche mese, che non sono mai stata forzata a versare denaro, solo invitata a fare offerte spontanee. Sinceramente trovo lodevole questa scelta perché ritengo che tutti abbiamo il diritto di accedere a risorse spirituali, indipendentemente dal nostro conto in banca. Sebbene, al tempo stesso, non condanni chi decide di dedicare la propria vita professionale alla spiritualità, esigendo un pagamento da parte dei clienti. E’ questione di scelte. Purché il tutto avvenga nella massima trasparenza e con la massima serietà.

Per quanto riguarda l’efficacia dello Sahaja Yoga, posso senz’altro affermare di averne beneficiato sotto il profilo meditativo. Le lezioni, che solitamente includono un breve riepilogo descrittivo della tecnica seguito da esercizi di meditazione tesi a risvegliare l’energia Kundalini, favoriscono il silenzio della mente, che è forse uno dei problemi più diffusi al giorno d’oggi, visto che la nostra società privilegia la dimensione mentale. Per quanto concerne la brezza fresca, personalmente non sono riuscita ancora a percepirla, ma non credo dipenda dal metodo, bensì da blocchi personali. In definitiva, per l’esperienza maturata nel corso di qualche mese, posso affermare che lo Sahaja Yoga è alla portata di tutti, sebbene i risultati dipendano da individuo a individuo, anche a livello di tempistiche. Per fortuna siamo diversi!

Laura De Rosa

www.yinyangherapy.it