Natale non è Natale se nelle case non entra un rametto di vischio (Viscum album), il simbolo di fortuna e felicità per l’anno nuovo; questa usanza ha radici antiche, nasce infatti ai tempi dei Druidi del nord Europa quando si incontravano sotto una pianta che portava del vischio, deponevano le armi e si concedevano una tregua e per sancire questo patto si scambiavano un bacio.

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I Celti consideravano il vischio (chiamato oloaiacet) una pianta sacra perchè la ritenevano in grado di curare molte malattie, allo stesso tempo la collegavano direttamente al mondo del cielo, in grado di raccogliere i fulmini.

Nonostante sia usata in erboristeria questa pianta è segnalata dai centri antiveleni per l’incredibile collosità delle sue bacche, che sono molto pericolose soprattutto per i bambini.

Il vischio non cresce spontaneamente, ma è una pianta sempreverde epifita, emiparassita di numerosi alberi, infatti la sua crescita avviene grazie allo spargimento dei semi, da parte degli uccelli che se ne cibano, sulle cortecce di alberi che ne ospiteranno la crescita.

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La leggenda della sua nascita è anglosassone e narra di Freya la sposa del dio Odino, ma ce n’è anche una cristiana, entrambe molto belle…

La Leggenda del Vischio e dei figli di Odino

La dea anglosassone Freya, sposa del dio Odino e protettrice dell’amore e degli innamorati aveva due figli, Balder e Loki, il primo buono e dolce, il secondo ovviamente cattivo e invidioso nei confronti del fratello.

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Freya era preoccupata di quello che poteva fare Loky al fratello e cercando di proteggere Balder e chiese a Fuoco, Acqua, Terra, Aria e a tutti gli animali e le piante di giurare che avrebbero protetto suo figlio.

Loki però era astuto e scoprì che la madre non si era rivolta ad una pianta particolare che non viveva né sopra né sotto la terra, ma che cresceva sfruttando le altre piante: il vischio.

Intrecciando i rami di questa pianta fece così un dardo appuntito, lo diede al dio cieco dell’inverno, che lo tirò dal suo arco e colpì Balder, il quale morì sul colpo.

Freya pianse disperatamente lasciando uscire il suo dolore attraverso le lacrime sul corpo del figlio. Alcune lacrime della dea arrivarono fino al dardo di vischio e si tramutarono in piccole bacche color delle perle… e in quell’istante l’amato figlio ritornò in vita.

Freya, colma di felicità, ringraziò chiunque passasse sotto l’albero su cui cresceva il vischio con un bacio… Da qui l’usanza di baciarsi sotto il vischio per augurarsi buona fortuna.

La Leggenda Cristiana del Vischio

Molto tempo fa un vecchio mercante viveva tra i monti in solitudine, senza moglie, senza figli e senza amici; durante la sua vita aveva tenuto una condotta che lo aveva portato ad essere avaro e avido, anteponendo il guadagno all’amicizia e ai rapporti umani.

L’unica cosa che fosse sempre interessata al vecchio erano i suoi affari, dormiva poco e passava le notti a contare il denaro nascosto in una cassapanca; il suo comportamento non era sempre onesto, spesso approfittava delle persone e della loro ingenuità per truffarle.

A lui non interessava intrecciare rapporti con le persone, non ascoltava le loro storie e i loro problemi, e non gli importava se nessuno gli voleva bene.

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Una notte, vicino al periodo di Natale, il vecchio si alzò a contare i suoi soldi, e quando ebbe finito uscì a fare una passeggiata… Fu la notte in cui iniziò a sentire delle voci e delle risate, urla gioiose di bambini e canti natalizi.

Iniziò a pensare che fosse strano sentire tutto quel vociare di notte inoltre senza incontrare nessuno; ad un certo punto udì distinta una voce che lo chiamava “fratello” e pronunciava il suo nome chiedendo aiuto. Non avendo lui ne fratelli ne sorelle si stupì e incuriosì al punto che passò tutta la notte ad ascoltare quelle voci che cominciarono a raccontare storie tristi e allegre, vicende familiari e d’amore. Attraverso quelle storie scoprì che alcuni vicini erano molto poveri e che sfamavano a fatica i figli mentre altre persone soffrivano la solitudine e ancora altre soffrivano perchè non avevano mai dimenticato un amore di gioventù.

Pentito per non aver mai capito che cosa si nascondeva dietro alle persone che vedeva tutti i giorni, il vecchio cominciò a  piangere e pianse così tanto che le sue lacrime si sparsero sul cespuglio al quale era appoggiato…

Le sue lacrime non sparirono al mattino, ma continuarono a splendere come perle appese ai ramoscelli, da quelle lacrime nacque il vischio.

Ora conoscete la leggenda del vischio, in due versioni ed entrambe narrano di come le bacche di questa pianta nacquero dalle lacrime di qualcuno, lacrime di gioia e lacrime di redenzione.

Valeria Bonora