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Cos’è la Cabala o Kabbalah? Letteralmente il termine significa “ricevere”, ma anche “tradizione”, e di fatto indica una serie di insegnamenti esoterici e mistici di origine ebraica, il cui scopo è investigare i segreti del cosmo e della vita. Non si tratta di una religione, nonostante venga utilizzata da diverse correnti ebraiche, piuttosto di un’interpretazione mistica degli insegnamenti divini.

La cabala ebraica originaria è stata oggetto nel corso del tempo di numerose rivisitazioni, tant’è che ad oggi viene riproposta in chiave moderna come una forma di misticismo contemporaneo. Nella tradizione occidentale essa concilia magia, gnosi, orfismo e altri insegnamenti di tipo esoterico. Ma indipendentemente dalle rivisitazioni essa si rifà nella sua dottrina alla Torah (l’insegnamento della tradizione religiosa ebraica che secondo la letteratura rabbinica si riferirebbe ai primi cinque libri della Bibbia). Lo Zohar, o Libro dello splendore, è invece il suo testo sacro.

Detto questo, scopriamo a cosa serve lo studio della Kabbalah nella vita quotidiana e per quale ragione tanti contemporanei, fra cui divi come Madonna, si siano appassionati alla materia. C’è però da fare una precisazione, la Kabbalah difatti non è, come premesso, una religione, e come tale si rivolge a persone di tutti i credi, senza distinzioni.

A cosa serve la Cabala

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Indipendentemente dalle diverse correnti cabalistiche, ognuna delle quali rivisita a modo proprio gli insegnamenti mistici ebraici, ciò che le accomuna è la volontà di investigare i segreti del cosmo e della vita per apportare miglioramenti nella quotidianità. Sappiamo bene che l’appagamento e la felicità non dipendono da qualche momento di euforia isolato, ma da un senso di benessere generale, che dovrebbe accompagnarci in ogni singolo momento, persino nella sofferenza. Difatti anche il dolore ha un motivo d’essere e la Kabbalah ci aiuta a decifrarne il significato, perché solo comprendendo la lezione è possibile trascenderla, accettarla e quindi superarla in modo costruttivo.

Nell’ottica cabalistica nulla accade a caso, ogni sfera della nostra vita è interconnessa e connessa con il cosmo. Per questo è fondamentale comprendere le leggi universali al fine di decifrare il significato simbolico degli eventi che ci accadono. Purtroppo tutti noi, presi come siamo dalle incombenze quotidiane e dalle necessità primarie di sopravvivenza, dimentichiamo col passare del tempo l’importanza dei quesiti esistenziali, per esempio “qual è il mio scopo?”, “perché sono qui?”, “dove devo andare?”. Ci abituiamo ad accettare passivamente la realtà circostante, accusando la sfortuna piuttosto che gli altri degli alti e bassi della nostra vita. Senza accorgerci che in realtà tutto dipende da noi, dalla nostra volontà o dai desideri inconsci, inespressi, che proiettiamo all’esterno per non affrontarli, per non crescere.

Secondo la Kabbalah questa instabilità che ci rende frustrati e negativi può essere trascesa, ovvero tutti noi possiamo accedere a un livello di consapevolezza interiore maggiore, il cui scopo è migliorare la nostra vita terrena e spirituale. Tutti possono farcela, indipendentemente dall’età, dall’intelligenza, dallo status sociale.

Gli insegnamenti della Kabbalah

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La Kabbalah mette a disposizione degli strumenti di conoscenza che investigano i segreti del cosmo al fine di decifrare il significato degli eventi che ci accadono, della sofferenza, del caos e di tutto ciò che sembra al di fuori del nostro controllo. Secondo questa forma di misticismo l’universo è regolato da leggi spirituali precise, che possono essere comprese da chiunque attraverso lo studio dello Zohar, il libro sacro della Kabbalah, che sviscera il significato simbolico della Bibbia. Difatti i cabalisti ritengono che la Bibbia custodisca insegnamenti molto importanti, non solo di tipo etico, il cui significato segreto può essere decifrato attraverso i codici e i sistemi cabalistici.

Se i versi, le parole, le lettere dell’Alfabeto biblico vengono interpretati in modo corretto, ecco che magicamente diventano compatibili con la mentalità dei giorni nostri. Difatti la Kabbalah intende conciliare il sapere religioso con quello scientifico, consapevole che l’uomo, per sentirsi realmente appagato, non può dipendere solo dalla ragione, ma deve accettare anche la sua parte mistica, illogica, spirituale.

L’albero della Vita e le sue facoltà

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La sintesi degli insegnamenti cabalistici è riassunta graficamente nel cosiddetto Albero della Vita, un diagramma simbolico costituito da dieci entità dette Sefirot, disposte su 3 pilastri verticali paralleli. Secondo i cabalisti l’Albero della Vita fornisce importanti informazioni sulla creazione dei mondi e rappresenta simbolicamente il cammino di discesa e risalita delle anime, percorrendo il quale è possibile ricongiungersi con l’Unità.

La nostra consapevolezza interiore sale e scende lungo questo albero, i cui 3 pilastri sono la Forza (a sinistra), l’Amore (a destra) e la Compassione (al centro). Percorrendo la via mediana, detta anche “via regale”, è possibile giungere all’unione degli opposti, ovvero la conciliazione dello Yin e Yang taoista, del maschile e del femminile insiti in ognuno di noi e nella realtà stessa.

Lo psicoanalista Carl Gustav Jung riformulò a suo modo il concetto, individuando l’Animus e l’Anima, ovvero una parte maschile e una parte femminile che risiederebbero in ciascuno di noi, indipendentemente dal sesso di appartenenza. Capita soprattutto nella vita di coppia che le donne proiettino il proprio Animus (maschile) sull’uomo anziché integrarlo in se stesse, e gli uomini, secondo lo stesso meccanismo, proiettino l’Anima (femminile) sulla propria compagna. La proiezione è alla base di tanti problemi perché solo se le due parti opposte e complementari vengono integrate e accettate all’interno di se stessi, la relazione a due può funzionare.

E vale lo stesso per l’universo: è necessario che le due polarità dell’esistenza, ovvero luci e ombre, bianco e nero, maschile e femminile, diventino collaborativi anziché contrastarsi reciprocamente. L’universo e l’uomo stesso hanno bisogno di entrambe queste energie, una che si espande, l’altra che accoglie.

Spesso nel corso della vita sono i traumi a risvegliare in noi questa consapevolezza ma la Kabbalah propone un metodo alternativo, in grado di “risvegliarci” senza dover necessariamente passare attraverso il dolore. Ovviamente, essendo esseri imperfetti e spesso molto egoisti, è difficile riuscire nell’intento ma non impossibile. Dipende da quanto siamo disposti a studiare e a metterci in discussione.

Sempre secondo la Kabbalah ogni essere umano deve attraversare una doppia crisi, pratica e interiore, prima di poter accedere all’Albero (ritorna il due, la polarità, gli opposti). Se la fede nella Verità rimane intatta ecco che l’Albero fa la sua comparsa, illuminando la nostra via. Chiunque non sia pronto in termini di consapevolezza, ne è invece allontanato. D’altronde è comprensibile tale logica visto che un uomo ancora in preda dei propri demoni, che avesse accesso a una fonte di potere e conoscenza elevata, potrebbe nuocere gravemente ai suoi simili. A chiunque fosse interessato ad approfondire l’argomento ricordo che molte scuole cabalistiche sono ormai accessibili sul web, alcune propongono corsi e insegnamenti a pagamento, altre offrono lezioni totalmente gratuite.

Laura De Rosa

www.yinyangtherapy.it

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