Regolamento per la tutela degli animali

Regolamento per la tutela degli animali: una proposta di legge per tutelarli

Di fatto, cani o altri animali da compagnia possono entrare in locali pubblici? A livello normativo statale non esiste alcun divieto che lo impedisce, fatta eccezione per quei pubblici esercizi in cui si producono alimenti, con l’obbligo di condurli con guinzaglio e museruola, salvo che non venga segnalato il divieto con apposito cartello a cui deve corrispondere un apposito certificato amministrativo rilasciato all’esercente dal comune.

Una proposta di legge, però, potrebbe permettere senza alcun problema il libero accesso degli animali domestici in luoghi pubblici o aperti al pubblico.

E’ questo quanto predisposto nella bozza del nuovo Regolamento per la Tutela degli animali, messo a punto dal garante Valerio Pocar e dall’assessorato al Benessere del Comune di Milano.

Non solo. Nella proposta di legge viene anche chiesto che non vengano più presentate aragoste vive in ghiacciaia, che non vengano più proposte rappresentazioni circensi e spettacoli con animali, la messa al bando di petardi e di fuochi di artificio rumorosi e l’obbligo di tenere negli acquari almeno due pesci rossi, in quanto “animali sociali”.

Libero accesso degli animali anche in Chiesa

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Fra i luoghi di pubblico accesso, oltre a bar, ristoranti, ospizi, impianti sportivi e uffici pubblici, rientrano anche i luoghi di culto, dunque le Chiese.

E a tal proposito, la Curia milanese sembra non esserne affatto in disaccordo, tant’è che qualche parroco ha permesso ad alcune signore anziane di entrare in chiesa insieme al proprio cane di piccola taglia.

Le altre proposte elaborate dal Regolamento

dossi-rallentatori-trafficoIl nuovo regolamento, comunque, è davvero molto ampio, e in esso si possono incontrare, per esempio, prese di posizione contro la sperimentazione medica su animali, pur nel rispetto della normativa europea in materia, con l’impegno al “reinserimento in comunità degli animali usati in laboratorio“.

Oppure, si propone al Comune di inserire dei dossi rallentatori del traffico nelle zone in cui vi siano colonie feline, così che i gatti randagi nell’attraversare la strada non rischiano di essere investiti.

Altre proposte sono il sequestro dell’animale per gli accattoni che li usano, di qualunque specie, per muovere alla compassione i passanti e farsi dare elemosina.

Ma il nuovo Regolamento è stato bocciato dal Consiglio comunale

La bozza doveva essere votato dal Consiglio comunale entro il mese di Ottobre, ma, a quanto pare, è stata ampiamente bocciata dall’assoluta maggioranza.

Questo perchè tale regolamento risulta essere non solo fumoso e pieno di norme di principio solo apparentemente sensate ma anche senza alcuna possibilità di essere controllate e messe in pratica.

Gianluca Comazzi, consigliere comunale di Forza Italia, a tal proposito dichiara:

“Il Regolamento è tutto tranne che un regolamento: un elenco di principi inapplicabili che non solo non tutela gli animali ma sminuisce il ruolo dei veterinari e dei cittadini che il Comune pretende di controllare perfino nelle loro abitazioni. Ecco qualche folle esempio partorito da chi ha scritto e pensato il nuovo Regolamento, cioè il Garante per la Tutela degli Animali Valerio Pocar: divieto di bollire a casa propria le aragoste vive. Siamo d’accordo con il principio ma chi andrà a controllare a casa di un milione di cittadini che ciò non avvenga? Oppure il Comune consente la macellazione rituale a casa propria solo se effettuata da personale specializzato. Chi controlla tutto ciò? Sono quindi regole o demagogia? Altre stranezze: la possibilità di utilizzare il collare a strozzo solo per un periodo limitato. Che senso ha? Oppure il divieto, sotto i 14 anni, di portare a passeggio cani di grossa taglia. Un ragazzo quindi di 13 anni non può portare a passeggio il suo Labrador? E’ inoltre vergognoso che sul divieto di sfruttare gli animali per l’accattonaggio, la Giunta Pisapia si sia piegata alle proteste della comunità Rom che pretende le sia riconosciuto un ‘diritto’ che di certo non tutela gli animali…”

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Roberto Malini, co-presidente di Everyone Group, ha invece osservato come dal regolamento non sia stato preso alcun provvedimento per chi, invece, “costringe il cane a partecipare a battute di caccia, lo addestra con tecniche che somigliano a torture, per chi lo tiene chiuso in casa tutto il giorno costringendolo a una totale segregazione o a diventare un giocattolo per i bambini, come se fosse un pelouche vivente“.

Insomma, sono ormai tre anni che l’assessore Bisconti continua a proporre per poi ritirare il nuovo Regolamento per la Tutela degli Animali del comune di Milano. Adesso Bisconti ha annunciato il ritiro del documento per permettere una rielaborazione e delle modifiche al testo, che prevedano delle norme separate, controllabili e sanzionabili. Sarà la volta giusta?