Il Dalai Lama, ovvero “Oceano di Saggezza” è la massima autorità spirituale del Buddhismo tibetano dagli inizi del Seicento. Il primo monaco buddhista ad essere chiamato Dalai Lama fu  Sonam Gyatso, quando, nel 1578, il sovrano dell’Impero Mongolo Altan Khan attribuì questo nome.

tenzin gyatso dalai lama

Considerando che Sonam Gyatso era visto come un Lama reincarnato, furono nominati tali anche i suoi due predecessori,  Gendun Drup (1º Dalai Lama) e Gendun Gyatso (2º Dalai Lama); questo fece di lui il terzo Lama in linea di successione, e da allora ci sono stati ben 14 Lama.

Dalai Lama: ❝La compassione, l’altruismo, il buon cuore non sono unicamente nobili sentimenti di cui trae vantaggio il nostro prossimo. Sono stati mentali, condizioni mentali di cui beneficiamo anche noi stessi. Una persona altruista e compassionevole è in genere una donna o un uomo più felice, più sereno.❞

L’attuale Dalai Lama è Tenzin Gyatso, riconosciuto, all’età di due anni, reincarnazione di Avalokiteshvara, il “Bodhisattva della Compassione”. La visione che ebbe Reting Rinpoce al lago Lhamo Latsomostrava tre lettere dell’alfabeto tibetano, un monastero col tetto color giada e oro e una casa con il tetto turchese. Quella casa sarebbe stata quella dove avrebbero trovato il quattordicesimo Dalai Lama.

Lago Lhamo Latso
Preghiere al vento sul lago Lhamo Latso

Il Dalai Lama dovette assumere i suoi pieni poteri appena quindicenne, a seguito dell’invasione della Cina in Tibet nel 1950, della quale rivendicava i territori. Dopo aver spostato i monaci al Monastero di Dunkhar, lungo il confine con l’India, il giovane Dalai Lama visti i nuovi attacchi brutali ai monaci decise di partire per Pechino per negoziare direttamente con Mao Tse-tung. Rimase in Cina due anni ma non riuscì nel suo intento. Nel 1959 diede l’esame finale dei suoi studi religiosi, superandolo con onore e ricevendo il titolo diGhesce Lharampa, la qualifica più alta, ottenuta prima di lui soltanto dal Grande Tredicesimo.

Quando l’uccello di ferro volerà e i cavalli correranno sulle ruote, il Dharma arriverà nella terra dell’uomo rosso e i tibetani saranno dispersi per tutta la terra❞

Questa antica profezia attribuita a Padmasambhava (VIII sec.) sembra calzare perfettamente sulla testa nel nuovo Lama.

Il Dalai Lama fuggì poi in India, a Dharamsala dove formò il primo governo in esilo, insieme a centoventimila tibetani e dove avviò una lotta basata sulla nonviolenza e sulla disobbedienza civile seguendo l’esempio del Mahatma Gandhi. Divenne così il primo Lama a dover vivere al di fuori del Tibet. La sua fuga avvenne a causa della rivolta del movimento di resistenza tibetano che subì una brutale sconfitta dal dall’Esercito Popolare di Liberazione cinese che massacrò migliaia di uomini,donne e bambini.

Dharamsala
Monastero Namgyal di Dharamsala

A Dharamsala, ogni anno accoglie rifugiati tibetani in fuga dalla Cina.

Controversie religiose legate ai culti costellarono la vita e le decisioni del Dalai Lama, che però rimase sempre incentrato sulla sua missione di pace. La sua idea di nonviolenza e della pace tra tutte le creature lo ha portato a ricercare sempre soluzioni per la liberazione del Tibet in maniera pacifica cercando il dialogo, la tolleranza e il rispetto reciproco, e questo ha fatto si che venisse insignito del Nobel per la Pace nel 1989.

Dalai Lama: ❝Giudica il tuo successo in relazione a ciò a cui hai dovuto rinunciare per ottenerlo.❞

Durante la consegna del premio parlò del suo popolo e dei suoi valori e dedicò a loro il riconoscimento come un incoraggiamento a non smettere di inseguire la loro fede fatta di pace e non violenza:

«Mi considero solo un semplice monaco buddhista. Niente di più, niente di meno. Quello che è importante non sono io, ma il popolo tibetano. Questo premio rappresenta un incoraggiamento per i sei milioni di abitanti del Tibet che da oltre quarant’anni stanno vivendo il più doloroso periodo della propria storia. Nonostante ciò la determinazione della gente, il suo legame con i valori spirituali e la pratica della non violenza rimangono inalterati. Il premio Nobel è un riconoscimento alla fede e alla perseveranza del popolo tibetano»

tenzin gyatso dalai lama

Nonostante non sia vegetariano, il Dalai Lama sostiene il rispetto per gli animali oltre alla costante ricerca di una soluzione dei conflitti internazionali, di una soluzione al problema dei diritti umani e alle questioni ambientali globali.

Ancora oggi è alta la tensione tra Cina e Tibet, negli ultimi cinque anni oltre 20 tibetani si sono immolati chiedendo la libertà o l’indipendenza della loro terra, è ormai dal 1987 che il Dalai Lama ha proposto un “Patto di Pace in Cinque Punti” per una soluzione pacifica, ma la Cina ad oggi non ha ancora risposto a nessuno dei punti in questione.

Il Dalai Lama si auspica che un giorno il Tibet possa diventare un santuario di pace, nel cuore dell’Asia, dove tutti gli esseri viventi possano esistere in armonia e dove l’ambiente possa prosperare.

dalai lama
Il Dalai Lama Tenzin Gyatso.

Dalai Lama: ❝Siamo tutti esseri umani e, da questo punto di vista, siamo uguali. Noi tutti vogliamo la felicità e non vogliamo soffrire. Se consideriamo questo fatto, troveremo che non ci sono differenze tra persone di diversa fede, razza, colore, cultura. Tutti noi abbiamo questo comune senso di felicità.❞