Il cellulare è nocivo per la salute oppure no? E con quale intensità?

Diversi studi sono stati condotti negli anni sui possibili effetti dovuti ad un uso frequente del cellulare: chi sostiene quanto il continuo contatto con il dispositivo possa possa essere nocivo per la nostra salute, per vie delle numerose onde elettromagnetiche da esso emesse; chi, invece, sostiene che l’uso del cellulare possa essere escluso dai rischi legati alla nostra salute.

ARPA: gli effetti del cellulare sulla nostra salute, e un'app per monitorarne l'utilizzo

L’ultimo studio, decisamente più completo, arriva dall’ARPA (Agenzia Regionale Per l’Ambiente) del Piemonte, la quale ha condotto un’indagine mettendo a punto uno specifico sistema di misura della potenza trasmessa dai telefoni mobili, attraverso il quale è stato possibile quantificare le emissioni elettromagnetiche dei telefonini in funzione del tipo di rete utilizzata (2G o 3G) e delle condizioni di ricezione del segnale.

Un approccio sperimentale che, secondo quanto dichiarato da Angelo Robotto, Direttore Generale dell’Agenzia, risulta unico nel panorama scientifico internazionale, in quanto nelle altre indagini pubblicate la potenza trasmessa era determinata per mezzo di specifici software.

Ebbene, quello che è emerso è che l’utilizzo della rete 3G, presente nei telefoni di ultima generazione, rispetto alla più datata rete 2G, avrebbe portato a una riduzione dell’esposizione personale a telefoni cellulari dalle dieci alle cento volte più basse.

ARPA: gli effetti del cellulare sulla nostra salute, e un'app per monitorarne l'utilizzoInoltre,  la potenza emessa dal telefonino si riduce fortemente all’aumentare del livello di segnale ricevuto. Questo significa che effettuare telefonate in quelle aree in cui il nostro telefono gode di un’ottima ricezione può ridurre le esposizioni dalle decine di volte alle diverse centinaia di volte più basse rispetto a quelle aree dove, invece, la ricezione del segnale è scarsa.

Nell’indagine, inoltre, è emerso quanto la propria esposizione al campo elettromagnetico sia strettamente legata alla distanza che intercorre tra noi e il dispositivo in questione: quanto più si è distanti dall’antenna dell’apparecchio, quanto più l’esposizione al campo si riduce.

Proprio per questo motivo viene consigliato di utilizzare l’auricolare o il viva voce, quando il telefono è mantenuto ad almeno 30 cm dal proprio corpo.

Come dicevamo prima, l’effetto dei campi elettromagnetici dei telefoni cellulari sulla nostra salute è da diversi anni oggetto di dibattito sia nella comunità scientifica sia al di fuori di essa.

ARPA: gli effetti del cellulare sulla nostra salute, e un'app per monitorarne l'utilizzoPer esempio nel 2011 l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza tra gli agenti possibilmente cancerogeni (gruppo 2B) sulla base di una limitata evidenza di incrementi di rischio di glioma e di neuroma del nervo acustico tra gli utilizzatori di telefoni cellulari.

La tecnologia utilizzata si è molto modificata nel tempo ed è piuttosto complesso definire una stima esatta dell’esposizione e quindi stabilire un nesso causale certo per l’impatto sulla salute.

Proprio per questo motivo, a fronte di questa incertezza ancora presente sull’argomento, è giusto prendere le giuste precauzioni così da lenire ogni possibile ed eventuale danno.

E per farlo, dunque, non bisogna far altro che adottare strategie utili a ridurre le esposizioni alle radiofrequenze emesse da telefoni cellulari.

Non solo. Sempre ARPA Piemonte, infatti, ha realizzato un’applicazione molto utile per smartphone con sistemi operativi Android in grado di monitorare l’utilizzo del proprio telefono.

La stessa applicazione è disponibile anche in una versione che permette di trasmettere i dati ad un server ftp per analisi su un campione di utilizzatori finalizzabili anche a studi di tipo epidemiologico.

L’applicazione può essere scaricata cliccando qui.

[Fonte: www.arpa.piemonte.it]