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Farm Serenity Cow: la storia di Fabrizio, l'allevatore diventato vegano

Di Daniela Bella - 9 Maggio 2014

Si chiama Fabrizio Bonetto ed è un allevatore come tanti, con una fattoria, che custodisce, fa crescere e, quando serve, fa accoppiare i suoi animali per poi destinarli al commercio. O perlomeno lo era.

Adesso Bonetto quella fattoria ce l’ha ancora, ma è la sua visione di vita ad essere cambiata, e con essa la gestione della fattoria stessa.

Ci troviamo nel cuore del Piemonte, a Cavour, dove Bonetto lavora insieme ala moglie Michela, proprietaria della fattoria ereditata dai genitori.

Tutto ebbe inizio nel 2011, quando i due coniugi decisero di convertire la loro piccola azienda agricola da allevamento di bovini da carne destinati alla macellazione e alla produzione di carne e latte in qualcosa di più “etico”.

Già alcuni mesi prima, Bonetto aveva iniziato la scelta alimentare vegetariana, e Michela lo aveva seguito a ruota. Fu così che, dopo aver visto il camion ritirare gli ultimi loro vitelli destinati al macello, la coppia decise che a cambiare non doveva essere solo il loro stile alimentare, ma anche la loro fattoria.

Il progetto si chiama adesso Farm Serenity Cow, e conta venti giornate di terra e due stalle che ospitano 9 mucche e 8 cavalli, più due caprette, un maiale, un paio di cani e di gatti e un numero imprecisato di conigli, galline e oche.

E quella fattoria, oggi, è diventato un orto completamente biologico per la coltivazione e produzione di frutta e ortaggi. Gli animali contribuiscono con la produzione di letame, utile per concimare le coltivazioni, e questo consente di impiegare solo metodi naturali e senza l’apporto di nessun prodotto chimico di sintesi.

Un “aiuto”, inoltre, è dato anche dalle coccinelle, allevate dai Bonetti, utili a eliminare altri insetti nocivi. Mentre le chiocciole non sono mai degli ospiti sgraditi: quando i Bonetto le trovano intente a far “colazione” con le insalate dell’orto (segno evidente che ci troviamo di fronte a prodotti 100% naturali), infatti, le prelevano delicatamente e le portano sulle rive non coltivate.

Inoltre, da quanto è partito questo nuovo progetto, le mucche non vengono impiegate nemmeno per la produzione di latte, perchè, secondo quanto spiegato da Bonetto, questi animali non devono essere visti come dei “prodotti”, ma come degli esseri viventi.

Quella che Farm Serenity Cow propone, dunque, è un’agricoltura sana, ecosostenibile rispettosa dell’ambiente e anche degli animali che vi sono ospitati. Agricoltura che è stata apprezzata molto dai clienti, specie quelli vegani e vegetariani, e dalle associazioni animaliste.

Bonetto spiega che oggi i suoi animali sono visti solo come animali da compagnia, e di conseguenza vivono molto più serenamente, perchè non vedono più quel camion che puntualmente si recava alla fattoria per portarli al macello.

Certo, le spese per il mantenimento di tutto ciò non sono certo modeste. Dice infatti a riguardo:

“Sono piuttosto costosi. Vivono all’aperto di giorno, mangiano l’erba, ma d’inverno dobbiamo acquistare grandi quantità di fieno. Ora stiamo proponendo loro anche gli sfalci delle siepi, come già si fa nei paesi dell’Est, con buoni risultati. I cavalli invece ce li hanno portati. E noi li abbiamo adottati, pensando che magari poi qualcuno li avrebbe ripresi. Diciamo che stanno facendo un soggiorno piuttosto lungo, e che sono più facili da mantenere delle mucche…”

La Farm Serenity Cow, inoltre, è diventata anche una fattoria didattica. Questo, dunque, permette di condividere giornate con i più piccoli e far conoscere loro gli animali più da vicino.

I bambini possono visitare la fattoria, coltivare la frutta e gli ortaggi, conoscere i segreti dell’agricoltura, e possono anche nascondersi nel capanno per osservare gli uccelli selvatici, come i codirossi, i fringuelli e i verdoni che sono tornati grazie a un’altra innovazione dei Bonetto: la creazione di siepi campestri alte fino a 4 metri e le mangiatoie invernali.

Ma ad essere attratti dalla Farm Serenity Cow sono anche quelle persone che vogliono recuperare il rapporto con la terra, che vogliono imparare come si coltiva un orto, che vedono con i propri occhi quanto lavoro ci sia dietro la produzione di ortaggi coltivati senza l’ausilio di prodotti chimici, scoprono la stagionalità del cibo, e cose di questo genere.

Insomma, quello della Farm Serenity Cow col tempo è diventato un progetto più amplio che ha permesso di spianare la strada a parecchie opportunità di scambio culturale, ma anche a corsi di cucina vegana, passeggiate nella natura, in mezzo al verde, ai colori e agli odori che sono una coltivazione naturale è in grado di donarci.

La frutta e la verdura possono essere acquistati direttamente in azienda, e per chi vuole può raccoglierla direttamente dal campo.

Insomma, un lavoro che richiede tanto impegno e molta dedizione, ma che richiede soprattutto molta passione, conoscenza e rispetto nei confronti degli animali e dell’ambiente.

Un progetto che vuole dimostrare che è possibile essere un allevatore o un agricoltore senza per forza dover trasformare gli animali in prodotti, senza per forza dovere ricorrere alla chimica e ai veleni per produrre cibo, senza per forza dover alterare gli ecosistemi e profanare la natura modificandola a nostro piacimento, per ottenere in cambio un pugno di soldi.

E chissà che i Bonetto, proponendo questa nuova “realtà ecologica” non diano il via ad una vera e propria tendenza.

Tutte le notizie e le iniziative proposte dalla Farm Serenity Cow potete trovarla nell’apposito sito dedicato (cliccando qui) o nella pagina Facebook relativa al progetto (cliccando qui).

[Immagini da: Farm Serenity Cow – Pagina Facebook]

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