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Dian Fossey: le ragioni dell'amore oltre i confini della specie

Di Giordana - 17 Gennaio 2014

Dian Fossey, il 16 gennaio 2015 sarebbe stato il suo ottantatreesimo compleanno. Forse molti di voi già conoscono la storia di questa donna forte e piena di passione che ha amato oltre ogni difficoltà, oltre ogni sacrificio, i suoi gorilla, ai quali ha dedicato la vita, quella vita che ha perso per amore loro e fedeltà agli ideali che l’avevano spinta a raggiungere traguardi insperati per la primatologia.

Dian (nata a S.Francisco nel 1932) zoologa e primatologa ha dedicato la sua esistenza allo studio dei primati. L’occasione che cambiò la sua vita fu quella che le diede il celebre archeologo e paleontologo Louis Leakey. Diane fu inserita da lui nel gruppo delle “Trimates” insieme a Jane Goodall e Biruté Galdikas che furono mandate a studiare i primati nel loro ambiente naturale. Questa esperienza cambiò per sempre la vita della Fossey, che decise di dedicarsi non solo allo studio dei gorilla, ma alla lotta contro il bracconaggio spietato che mieteva e miete vittime in Africa, uccidendo centinaia di gorilla e lasciandone altrettanti senza le madri.

Prima in Congo e poi in Ruanda, Dian si è dedicata all’osservazione dei gorilla in natura, lei, ex studentessa di economia, partita per l’Africa a sue spese dopo un breve corso in veterinaria, con alle spalle un’esperienza da insegnante a bambini con difficoltà di apprendimento, lei la donna che aveva folgorato Leakey al punto da farsi affiancare alla Goodall, ebbe un’intuizione di cui ancora oggi la primatologia beneficia, imitò i gorilla per farsi accettare da loro e per poterli così studiare da vicino senza nessun elemento di stress da parte degli animali.

L’idea di Dian fu quella di osservare per un periodo i gorilla di montagna che stava studiando e di iniziare ad avvicinarsi a loro imitandone gesti e richiami (tra i primati e tra le scimmie in genere, i richiami sono di importanza fondamentale, completano il quadro del linguaggio non verbale e aiutano a comunicare e stabilire i ranghi), forse per l’incredibile abilità d Diane nel riprodurre il loro linguaggio non verbale, forse perché ogni essere sa riconoscere l’amore nell’altro a prescindere dalla specie, fatto sta che Dian fu accettata nel branco, fu accettata dal maschio dominante e dalla sua femmina e fu quindi perfettamente “inserita” come ospite gradita.

Uno degli elementi di difficoltà in etologia e/o zoologia è il fattore di stress, gli studi sono solitamente finalizzati alla salvaguardia della specie sotto osservazione, ma molti risultati sono falsati dai fattori di stress, dovuti alla presenza di un essere umano, che condizionano il comportamento della specie in questione falsando il risultato stesso degli studi. Diane Fossey superò questo ostacolo e rimase talmente dolcemente e passionalmente “intrappolata” nell’amore per il suo lavoro e i suoi gorilla da intraprendere una lotta ad armi assolutamente impari contro i bracconieri. Fu uccisa il 26 dicembre 1985, uccisa come venivano uccisi i suoi gorilla, con lo stesso strumento, il panga (un machete usato dai bracconieri per uccidere gli animali catturati).

Ha lasciato un segno indelebile nella primatologia mondiale e nei cuori di chiunque senta dentro di sè quel feeling particolare verso la spettacolare natura e dignità dei grandi primati. Cliccando qui potrete conoscere la fondazione a lei dedicata e potrete anche fare qualcosa di concreto per salvare i gorilla.

Vi lascio con un video a lei dedicato, ho preferito la versione originale, ma le immagini non necessitano d’altro.

[Foto by gorillafund.org ]





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