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Orange Fiber: non buttiamo le arance, ma utilizziamole nel settore dell'abbigliamento, ecco come

Di Luigia - 31 Dicembre 2013


Possiamo confermare che anche il settore dell’abbigliamento, dopo quello della carta, utilizza gli scarti agroalimentari. Questa è la brillante idea di Adriana Santanocito, una ragazza catanese di 35 anni che ha già pronta una collezione di abiti tutti rigorosamente vitaminici!
Si tratta di un tessuto fatto esclusivamente con le arance che rilasciano vitamine al contatto con la pelle. Questa è stata un’originale idea che ha vinto prima un premio dalla provincia di Milano, poi l’arrivo in finale alla business plan competition ‘Start Cup Lombardia’ ed infine le è stato assegnato anche il premio ‘Dall’idea all’impresa’ di Assolombarda.
Solo poco più di quattro anni fa, Adriana Santanocito, si è trasferita da Catania a Milano proprio per intraprendere questa nuova avventura di fashion designer. Per la sua tesi finale ha detto: “avevo una gran voglia di mettere in piedi qualcosa di nuovo”.

A quanto pare così è stato. Adriana ha inoltre dichiarato: “ho sempre trovato molto interessante lo studio dei materiali e partivo dal presupposto che il mio obiettivo fosse creare un nuovo tessuto, che derivasse dalla parte biodegradabile di sostanze biologiche vegetali: sono siciliana, la prima cosa che m’è venuta in mente è stata un’arancia”.
Santonocito ha così messo in progetto una collezione composta da 10 abiti, tutti creati di una stoffa proveniente dagli scarti dell’industria agrumicola siciliana. La ragazza catanese ha inoltre aggiunto: “ho cercato un collegamento tra la mia terra e il lavoro”.
Adriana Santonocito ha creato, insieme ad Enrica Arena, 26enne, laureata in Cooperazione Internazionale, una vera e propria squadra basata principalmente sulla fiducia. La stilista di Catania ha infine voluto aggiungere queste parole: “è un’amica di sempre e mi piaceva l’idea che potesse dare un valore aggiunto al progetto con la sua professionalità perché non si può pensare di lavorare solo in Italia. Insieme a lei, e con l’aiuto del Politecnico di Milano, Orange fiber è diventato un progetto di ricerca prima e imprenditoriale poi, con un brevetto adesso in attesa di approvazione”.
E voi cosa ne pensate di questa idea innovativa?





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