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Cirque Bidon: un circo controcorrente all’insegna della lentezza e della poesia

Un salto indietro nel tempo, un viaggio in un’epoca passata quando ci si spostava ancora a bordo di carovane trainate da cavalli o muli. Elogio della lentezza. Questo è il Cirque Bidon di François Rauline, che lo fondò nel 1974. Clown, giocolieri, cantastorie, acrobati si spostano da un luogo all’altro percorrendo al massimo 20 Km al giorno, solo durante l’estate e a passo di cavallo.

E quest’anno avremo il privilegio di vederlo in Italia a partire dall’11 giugno con una tournèe che partirà da Pennabilli per raggiungere Bologna, dal 20 agosto al 5 settembre. Nel 2016, ultima volta in cui il Cirque Bidon fece tappa nel Belpaese riscosse un successo clamoroso, e quest’anno ci si aspetta altrettanto clamore.

È morto Tony Wolf: l’illustratore di Storie del Bosco, Pingu e altri capolavori dell’infanzia

E’ morto l’illustratore Tony Wolf, il cui vero nome è Antonio Lupatelli, artista italiano che ha dato vita nel corso del tempo a personaggi indimenticabili: da Draguzzo a Pingu, da Pandi a Ciccio Sprai, fino agli indimenticabili gnomi, fate e folletti della serie “Storie del Bosco”. Un universo colorato, magico, pieno di meraviglia, che ha conquistato i bambini ma anche gli adulti.

Nato nel 1930 a Busseto, Emilia Romagna, si trasferì ancora piccolo a Cremona, rimanendovi per tutta la vita. E sempre qui si sono svolti i suoi funerali, nella Chiesa di San Michele, in seguito al decesso avvenuto a 88 anni.

Il codice dell’Anima di James Hillman: ognuno di noi nasce con una vocazione

“Prima della nascita, l’anima di ciascuno di noi sceglie un’immagine o disegno che poi vivremo sulla terra, e riceve un compagno che ci guidi quassù, un daimon, che è unico e tipico nostro. Tuttavia, nel venire al mondo, ci dimentichiamo tutto questo e crediamo di esserci venuti vuoti. È il daimon che ricorda il contenuto della nostra immagine, gli elementi del disegno prescelto, è lui dunque il portatore del nostro destino.” James Hillman da “Il codice dell’anima”

Artrite reumatoide: una malattia dolorosa ma spesso invisibile

L’artrite reumatoide è una malattia autoimmune che può presentarsi se il sistema immunitario attacca per sbaglio i tessuti del corpo. Si tratta di un disturbo cronico che colpisce il rivestimento delle articolazioni causando dolore intenso. L’infiammazione che si viene a creare può danneggiare diverse parti del corpo portando nei casi più gravi a disabilità fisiche.

Rispetto all’osteoartrosi, l’artrite reumatoide colpisce inizialmente la membrana sinoviale e non la cartilagine, inoltre è meno frequente e può presentarsi anche in soggetti giovani. Interessa circa l’1-2% della popolazione e l’esordio avviene di solito alla fine dell’adolescenza con un secondo picco tra i 60 e 70 anni.

Sindrome del Colon irritabile: un disturbo dovuto (anche) allo stress

La sindrome del colon irritabile, più conosciuta con il nome di colite, è un disturbo intestinale non particolarmente grave ma molto fastidioso. A quanto pare colpisce di più le donne e i primi sintomi compaiono tendenzialmente prima dei 35 anni. Ha un andamento cronico fluttuante e può riacutizzarsi nei momenti di particolare stress fisico o psichico.

Sebbene i sintomi possano variare da persona a persona, ve ne sono alcuni molto comuni come dolore all’addome, nausea, stipsi, diarrea e nei casi più gravi sangue nelle feci, perdita di peso, febbre.

“Io non penso positivo”: il libro che fa esaudire i desideri grazie agli ostacoli

In un mondo che pensa (sempre più) positivo, ecco un libro controcorrente che sfata tanti miti. Se finora vi eravate convinti di poter esaudire tutti i desideri immaginandovi nei panni di un “voi” ideale, Gabriele Oettingen vi dà una cattiva notizia: il tanto osannato pensiero positivo è destinato al flop.

E a dirlo non è una provocatrice nichilista, una disfattista, una bastian contraria, ma una ricercatrice che conosce approfonditamente il mondo della scienza motivazionale e che dopo anni e anni di studio sul campo, ha stanato i contro del pensare (solo) positivo.

Il Tao del disordinato: il manuale che riconosce nel disordine la chiave verso la felicità

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Se l’ordine è la parte razionale che ha bisogno di rendere la vita coerente, il disordine, più emotivo e spirituale, fluisce con essa, senza bisogno di imbrigliarla. L’ordine crea, il disordine trasforma, l’ordine fissa, il disordine favorisce la metamorfosi. Chi è migliore? Nessuno dei due, non è una gara, la vita si nutre di entrambi.
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Neo-paladina del disordine è Marcella Danon, giornalista, psicologa e direttrice della Scuola di Ecopsicologia Ecopsiché, convinta che il troppo ordine, anche in casa, sia tossico e deleterio. Perché fondamentalmente basato sul dovere, sull’imposizione, sulla ragione. Il disordine dal canto suo rappresenta invece l’eros, dice la Danon, l’impulso che muove e trasforma tutto. Da non intendere nell’accezione sessuale, ma erotica, molto più ampia.
Ne parla nel suo libro, “Il Tao del disordinato”, in cui sdogana tanti luoghi comuni sull’ordine rivalutando il disordine. Per la Danon quest’ultimo è un ordine più profondo, non programmabile, non programmato, non definito nè predefinito. Esattamente come la vita, altrettanto imprevedibile nonostante i vacui tentativi umani di tenerla sotto controllo.
Ma la Danon si spinge oltre, sostenendo che il disordine sia anche il mezzo per raggiungere la felicità, perché una persona che lo rifiuta, non può definirsi realmente serena. Gioiscano i disordinati e per gli altri, il consiglio dell’autrice è di abituarsi a pensare fuori dagli schemi, accettando una nuova bellezza, libera da costrizioni, canoni, imposizioni. Per fluire con “il Tao della vita” il disordine è indispensabile, aggiunge, ma nelle giusti dosi.
Un manuale controcorrente rispetto a best seller come “Il magico potere del riordino“, adatto a chi vuole valorizzare il proprio disordine anziché estinguerlo gettandolo nella spazzatura.
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La vera sfida però è trovare il giusto equilibrio tra una forza e l’altra, una sintesi che permetta di vivere in modo armonico, alternando ordine e disordine, a seconda dei momenti e delle fasi esistenziali. Come fare?
Secondo “Il Tao del disordine” bisogna innanzitutto capire chi predomina nella propria vita e in che ambiti, quindi lasciarsi contaminare dalla forza opposta. Nella professione siete eccessivamente organizzati? Evitate se possibile di programmare tutto, lasciatevi condurre dall’intuizione di tanto in tanto. Nella vita privata è il caos a predominare? Cercate di chiarirvi le idee, razionalizzare la situazione e agire di conseguenza.
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In pillole il libro della Damon elogia il disordine per i seguenti motivi:
– Perché prepara al cambiamento e lo favorisce
– Perché è meno giudicante e più flessibile
– Perché allena il pensiero laterale
– Perché mantiene attivo il cervello
– Perché è alleato della creatività
– Perché è alleato dell’intuizione e trova risposte alle domande più difficili per via inaspettate
– Perché aiuta ad accettarsi e ad accettare con maggiore disinvoltura gli errori
– Perché rende la vita più interessante e sorprendente
– Perché senza disordine non c’è ordine e senza ordine e non c’è disordine, insomma questione di equilibri
– Perché è imprevedibile come la vita e pertanto indispensabile per essere felici
Laura De Rosa
mirabilinto.com

 

Il “Non ti scordar di me” è il fiore dell’amore, ecco perchè…

Non ti scordar di me è l’evocativo nome del Myosotis, fiore selvatico dai caratteristici petali azzurri. Simbolo del ricordo e della speranza, ma anche dell’amore, deve questo significato all’epoca vittoriana quando venne associato alla fedeltà dell’amore duraturo. Non a caso veniva utilizzato per decorare gli abiti delle donne innamorate. Fra l’altro il Non ti scordar di me sboccia proprio in primavera, stagione degli amori, sull’erba dell’amore, pianta che nasce in luoghi umidi e che non si fa notare.

Parco nazionale dei Laghi di Plitvice: un tuffo nella natura incontaminata della Croazia

Il Parco nazionale dei laghi di Plitvice è una meraviglia della natura, tanto da essere considerato uno dei più belli d’Europa. Fa parte del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco con la sua area di 29.685 ettari di pura bellezza incontaminata, titolo che si è aggiudicato per via del processo di sedimentazione del calcare che qui ha dato luogo alle barriere tufacee e ai famosi laghi.

I visitatori possono immergersi alla scoperta del parco percorrendo sentieri e passerelle di legno, oppure visitarlo a bordo di appositi trenini panoramici che permettono di raggiungere i luoghi meno accessibili, o ancora approfittare dei traghetti elettrici “Kozjak”, “Sedra”, “Vidra 2”, “Lija”, “Medo”, “Buk” e “Slap” per immergersi alla scoperta dei laghi. Il parco ne include ben 16, collegati da altrettanto meravigliose cascate.

Le leggende più belle degli Aborigeni e i loro insegnamenti

Con l’espressione aborigeni ci si riferisce alle popolazioni autoctone dell’Australia, non a caso la parola aborigeno deriva dal latino ab e origine, a significare “fin dall’origine”. Queste popolazioni entrarono in contatto per la prima volta con i colonizzatori europei nel tardo XVIII secolo, quando si dedicavano ancora alla caccia e alla raccolta.

Non si sa molto sulle loro origini, alcuni ricercatori ritengono siano arrivati in Australia 50.000 anni fa dall’Indocina, secondo altri 60.000 anni fa. A quanto pare la nudità presso gli aborigeni non era affatto considerata sconveniente: gli uomini di età compresa fra i 30 e i 50 anni mostravano gli organi digitali, dimostrando così la loro maturità, ma coprivano le natiche. Le donne si vestivano solitamente con tuniche. I giovani con età tra i 18 e i 29 anni rimanevano completamente nudi, scoprendo anche le natiche, mentre i giovanissimi erano soliti coprire solo i genitali.

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