Viaggi spirituali: le mete più interessanti del mondo

Di solito viaggiamo per raggiungere mete da sogno, città e paesi ricchi di perle culturali e artistiche, meno di frequente scegliamo di partire per i viaggi spirituali. Vi sono mete, in giro per il mondo, particolarmente indicate per ricontattare le parti più profonde di se stessi, dai pellegrinaggi più famosi a destinazioni alquanto originali, in bilico fra la realtà e la leggenda. Basti pensare alla mitica Avalon, che la maggior parte delle fonti identifica con la cittadina di Glastonbury in Inghilterra, a sud di Bristol, dove ogni anno si svolge il celebre Glastonbury Festival of Music and Performing, in cui musica, arte, mitologia e tradizioni pagane danno vita a una manifestazione apprezzata a livello internazionale. Scopriamo allora le mete spirituali più interessanti del mondo.

Avalon

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Avalon può essere visitata durante tutto l’anno e la scelta del periodo dipende più che altro dal tipo di viaggio che si intende fare. Se in occasione del famoso Festival si possono incontrare persone da tutto il mondo, in un viavai di artisti e musicisti senza paragoni, nei mesi restanti Avalon è più tranquilla e forse più adatta, quindi, a un viaggio introspettivo. Fra le mete più note Gog E Magog, le antiche querce che introducevano all’isola, come porte d’entrata a un universo altro. E ancora Tor, la misteriosa collina ove si svolgevano le cerimonie druidiche, per passare poi al Chalice Well, il giardino sacro a Morgana e alla Dea Madre. Visita d’obbligo anche all’albero sacro Holy Trone e all’abbazia di Wells. Un viaggio ad Avalon riserva sicuramente sorprese purché si parta con lo spirito giusto, consapevoli di accedere a un luogo di trasformazione che può anche risultare sconvolgente, per certi versi. Difatti liberarsi da vecchie abitudini, da emozioni bloccate e ricontattare parti di se stessi a lungo dimenticate può non essere inizialmente così piacevole, sebbene sia un passaggio fondamentale per migliorare la qualità della vita.

Perù

Machu-Picchu

Machu-Picchu

Il Perù affascina da sempre le persone interessate alla spiritualità, difatti è una terra ricca di misteri e luoghi sacri, come il famoso Machu Picchu, sito archeologico inca situato nella valle dell’Urubamba, il cui nome significa “vecchia montagna”. La città perduta è un luogo davvero magico, costellato di riferimenti astronomici e sacri, come per esempio la Intihuatana, collina che prende il nome da una pietra collocata al suo centro, perfettamente allineata con altri luoghi sacri e considerata, essa stessa, pregna di energia. Che dire poi del celebre Lago Titicaca e di Cuzco, città situata nella sierra meridionale del paese, fondata secondo le leggende locali dalla figura leggendaria Manco Capac, insieme alla sorella e consorte Mama Ocllo, su rivelazione del dio sole in persona. Ed è sempre nelle montagne peruviane che i più temerari possono raggiungere remoti villaggi nati appositamente per ricongiungere l’uomo ai cosiddetti Apu, spiriti della montagna che proteggevano i popoli dei monti. Oramai non è difficile scovare visite guidate dalla forte valenza mistica, con sessioni di yoga pensate per rigenerarsi e attingere energia da questi luoghi sacri, meditazioni e rituali a tema.

Il giorno dei morti in Messico

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Un Samhain alternativo quello che si festeggia ogni anno in Messico con il nome di Dias de los muertos, festa millenaria molto vivace ed allegra, il cui scopo è proprio festeggiare i defunti. Si ritiene che la tradizione sia molto antica, addirittura risalente agli Aztechi, secondo i quali la morte era un viaggio e in occasione del giorno dei morti, questi ultimi potevano tornare a salutare i familiari sulla terra. Ed ecco perché il 2 novembre le case dei messicani si riempiono di altarini dedicati ai propri cari, considerati mezzi di comunicazione, una sorta di tramite tra vivi e morti. Essendo la loro funzione così importante, vengono preparati secondo regole precise. Innanzitutto sono organizzati generalmente su 7 livelli e includono sempre i 4 elementi naturali, ovvero fuoco (candele), acqua, terra (semi) e aria (fogli di carta velina traforata). Uno dei luoghi più consigliati per festeggiare il giorno dei morti è lo stato di Michoacan, visto che qui la tradizione è particolarmente viva, con festeggiamenti grandiosi che prevedono anche rappresentazioni teatrali, danze, giochi. Ad Aguascalientes si svolge invece il “Festival de Calaveras” dal 31 Ottobre al 9 Novembre, dedicato a Catrina, simbolo della morte.

Il cammino di Santiago de Compostela

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Infine come non citare il famosissimo Cammino di Santiago di Compostela, pellegrinaggio di origini antiche, risalente al Medioevo. 800 Km attraverso Francia e Spagna, che conducono al santuario omonimo, ove sarebbe situata la tomba dell’Apostolo Giacomo il Maggiore, ritrovata nel IX secolo. La leggenda riporta: “San Giacomo il Maggiore dopo l’ascesa di Gesù al cielo iniziò la sua opera di evangelizzazione della Spagna spingendosi fino in Galizia, remota regione di cultura celtica all’estremo ovest della penisola iberica. Terminata la sua opera Giacomo tornò in Palestina dove fu decapitato per ordine di Erode Agrippa nell’anno 44. I suoi discepoli, con una barca, guidata da un angelo, ne trasportarono il corpo nuovamente in Galizia per seppellirlo in un bosco vicino ad Iria Flavia, il porto romano più importante della zona. Nei secoli le persecuzioni e le proibizioni di visitare il luogo fanno sì che della tomba dell’apostolo si perdano memoria e tracce. Nell’anno 813 l’eremita Pelagio (o Pelayo), preavvertito da un angelo, vide delle strane luci simili a stelle sul monte Liberon, dove esistevano antiche fortificazioni probabilmente di un antico villaggio celtico. Il vescovo Teodomiro, interessato dallo strano fenomeno, scoprì in quel luogo una tomba, probabilmente di epoca romana, che conteneva tre corpi, uno dei tre aveva la testa mozzata ed una scritta:”Qui giace Jacobus, figlio di Zebedeo e Salomé.” Questo pellegrinaggio che continua ad attirare milioni di fedeli in tutto il mondo, è un vero e proprio viaggio di ricerca spirituale, per alcuni di penitenza. La tradizione afferma che i pellegrini intenzionati a percorrerlo dovevano liberarsi dei beni materiali, firmare addirittura un testamento e indossare un sacco come abito, aiutandosi con un bastone.

Laura De Rosa

yinyangtherapy.it

Laura De Rosa

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avatar Articolo scritto da Laura De Rosa il 28/03/2016
Categoria/e: Primo piano, Viaggiando Eticamente.



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