Il magico matrimonio autoprodotto di Claudia e Roberto

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Un matrimonio autoprodotto quello di Claudia e Roberto, una vera e propria opera d’arte dettata dalla fantasia e dall’amore. Un matrimonio che nella sua semplicità ed originalità emoziona e ci riporta alle radici di questa meravigliosa promessa d’amore.

Spesso infatti si decide di sposarsi e ci si lascia travolgere dalle “procedure” più o meno convenzionali che accompagnano l’evento del matrimonio: fiori, fotografo, pranzo, abito, bomboniere e via dicendo. Procedure che però tolgono un pò di magia e di originalità alla nostro si.

E’ un pò come un regalo: autoprodurlo è meraviglioso perchè parla di noi, è come se regalassimo un pò del nostro mondo, è una cosa unica, pensata appositamente per quella determinata persona. Abbiamo speso del tempo sia per pensare a cosa creare, sia per concretizzarlo. Ci siamo divertiti, abbiamo fatto cavalcare la creatività, abbiamo personalizzato un regalo che altrimenti sarebbe stato un pò più freddo, un pò meno affettivo.

E come il regalo, il matrimonio autoprodotto parla di noi, è il nostro tocco, è un qualcosa di noi che va a modellare ogni singolo e minimo particolare.

E oggi vi vogliamo portare una testimonianza bellissima, quella di Claudia che con amore, divertimento e tanta gioia è riuscita, insieme a suo marito Roberto, ad autoprodurre il suo matrimonio. La ringraziamo di cuore per aver condiviso con noi questo suo stupendo e importantissimo pezzetto di vita!

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“Il 12 giugno 2011 mio marito Roberto ed io ci siamo sposati. ​ Volevamo che il nostro matrimonio fosse una festa da condividere con le persone che amiamo, con semplicità; abbiamo deciso di non affidarci a nessun wedding planner e preferire un matrimonio autoprodotto, preparando tutto da noi, fino al più piccolo particolare. Non è stato per niente faticoso, ma piuttosto un grandissimo divertimento!

Ci siamo messi a organizzare il tutto solo un paio di mesi prima, il giorno del matrimonio sono venute alcune conoscenti a dare una mano. Il pranzo era a buffet. Dopo aver allestito la sala, il più per noi era fatto. Con tanto entusiasmo e collaborazione il matrimonio ce lo siamo goduti prima, durante e dopo!

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Abbiamo chiesto a un caro amico, a quei tempi assessore e ora sindaco di un Comune vicino al nostro, di celebrare le nostre nozze. Avremmo voluto sposarci direttamente all’agriturismo che avevamo scelto, ma affinché il matrimonio avesse validità, dovevamo firmare necessariamente in Comune; abbiamo così deciso di farlo alla presenza delle sole due testimoni principali, vestiti semplicemente e senza scambio delle fedi, per poi fare la cerimonia vera e propria con amici e parenti, poche ore dopo.

Volevo che fosse un giorno vissuto intensamente attimo per attimo, con gioia e divertimento, così, essendo invalida civile al 67%, la mattina mi sono presentata in Comune vestita da vecchina, con tanto di bastone, occhiali a fondo di bottiglia, con la mia amica/testimone che reggeva un foglio con scritto “Roby sei sicuro? Vuoi davvero sposarmi?”. Un mio caro conoscente è venuto a scattare le foto per immortalare anche quegli attimi di risa e allegria. Grazie a Massimo e la sua splendida famiglia per aver celebrato le nostre nozze, ben due volte nel solito giorno. Grazie a Marco per le bellissime e divertentissime fotografie.

Subito dopo, poiché quel giorno c’era un referendum, sono andata a cambiarmi e poi a votare. Una bambina, vedendomi così vestita, con tanto di coroncina: “Mamma guarda, una principessa!”. Grazie a Paolo, un caro amico, per avermi accompagnato a braccetto al mio seggio a dire i primi quattro sì di questo giorno speciale.

Abbiamo celebrato la cerimonia in un boschetto vicino l’agriturismo gestito da una cara amica, con tanto di passeggiata in campo di grano per arrivarci. Il posto è “Toscana Family Holidays” alla Pieve di Santa Luce (PI), bellissimo. Secondo me la strada per arrivarci, passando dal bivio della SS206 per Orciano, è uno dei tragitti più belli della campagna toscana.

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Mia nonna. 81 anni. Con le lacrime agli occhi dalla felicità quando sono scesa dall’auto.

Mio padre, felice, che mi prende per mano e attraversa con me il campo che ci porta al boschetto dove tutti ci aspettano, dove Roby ci aspetta. Un bosco che sembra fatato. Sembra davvero di essere in una fiaba.

Musica popolare. Le canzoni con cui (veniamo a scoprirlo solo adesso) si sono conosciuti i miei suoceri. Danze, scherni.

Cose buone da mangiare. Un allestimento semplice, colorato, fatto di cose genuine, naturali.

Prati, colline, grano. Quanto commuove la semplicità.

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E’ stato un giorno meraviglioso. Tutto è stato meraviglioso. Riuscire a mettere insieme persone così diverse tra loro e vedere ognuno a proprio agio, felice, sorridente, rilassato… bambini ovunque… quanto hanno giocato! Quanti baci e abbracci ci hanno dato, e quanti bellissimi disegni! Bolle di sapone, girandole, cappellini. Che meraviglia, i bambini!

Non mi sono truccata per poter essere libera di commuovermi e dare tanti baci!

Nell’invito, anche quello fatto da noi, abbiamo scritto di portare le macchine fotografiche, perché avevamo deciso di non affidarci a fotografi professionisti, e di indossare scarpe comode.

La cosa per me più bella: il mio mazzolino! Fatto da me con erbe aromatiche e piante che nella tradizione sono legate all’amore e alla fedeltà e che significano matrimonio felice e duraturo. E’ bellissimo, il mio mazzolino. Profuma di menta. Ha fiori di campo a dargli colore.

Coroncina fatta da me con fiori essiccati e rafia.

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I nostri vestiti da sposi erano semplicissimi, il mio fatto a mano da una sarta, ho preso come modello un vecchio vestito che avevo ed ho apportato alcune modifiche. C’erano musicisti e ballerina di musica popolare, abbiamo ballato qualche pizzica e gli abiti dovevano essere adatti.

I coni per il riso li ho fatti io con carta marrone riempita con riso rosso e bianco, fiori essiccati.

Con piccoli covoni di grano gli amici dell’agriturismo hanno creato sedute e tavoli nel grande prato davanti alla tensostruttura sotto la quale abbiamo organizzato il pranzo a buffet.

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Il tavolo presso il quale ci siamo scambiati la promessa di matrimonio era coperto da un telo color panna; Roberto ed alcuni amici hanno adornato un arco con lavanda e rafia. Avevamo un tappeto di edera ai nostri piedi e alberi meravigliosi tutto intorno a noi.

Una conoscente ha fatto il cuscino per le fedi, ricamando a mano le nostre iniziali.

Per il buffet ​abbiamo scelto tutte cose genuine andando azienda per azienda ad assaggiare e ordinare ciò che ci occorreva, cercando di coinvolgere le attività di persone che conoscevamo e che lavorano qui vicino a noi. Sui tavoli bottiglie riciclate dalle forme stravaganti con dentro fiori di lavanda e campanelli con bigliettino “per richiedere il bacio degli sposi suonare forte!”.

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La torta nuziale era fatta con cheesecake messi a mo’ di fiori​, con rafia verde intorno a disegnare stelo e foglie.​

Bomboniere fatte da noi, con l’aiuto di alcuni amici: sacchettini con confetti, fuori cannella e anice stellato, foglietto con frase personalizzata e ricette a base di cannella e anice stellato.

Abbiamo messo una lanterna con un taglio e tante buste da lettera colorate vicino al buffet per chi voleva lasciare un pensiero in denaro perché non avevamo fatto una lista nozze e avevamo prenotato da soli l’agriturismo in Provenza per il viaggio di nozze.

Bolle di sapone, fogli e colori, girandole per i più piccoli.

Abbiamo teso dei fili di spago in un gazebo e messo foglietti colorati, mollette colorate con decorazioni in fimo fatte a mano da me ed una amica, mollette acquistate con girasoli e chi voleva poteva lasciare una dedica al vento​. E’ stato un regalo bellissimo ogni singolo biglietto!

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Una coppia di amici ha portato una polaroid, hanno fatto foto istantanee a noi e agli invitati, le hanno attaccate su un bellissimo quaderno facendo lasciare una dedica. Così la sera stessa avevamo un nostro primo album di foto ricordo.

Anche l’album finale lo abbiamo fatto a mano, enorme! Abbiamo scelto tra le centinaia di foto scattate da amici e parenti quelle secondo noi più belle e le abbiamo attaccate su fogli da disegno grandi, poi abbiamo costruito con legno ricoperto da tessuto un album dove custodirle.

Ringrazio tutti gli amici che hanno partecipato, e anche quelli che avrebbero voluto partecipare ma non hanno potuto: grazie per aver fatto tutto il possibile per essere presenti. Lo sarete comunque nel nostro cuore. Gli amici. Che dire? A un certo punto mi sono messa a piangere, pensando a quanto sono fortunata ad avere persone così speciali e con un cuore così grande vicino a me. Grazie ad ogni singola persona che ha partecipato, perché se la festa è riuscita è anche grazie a loro.

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Ringrazio chi si è fatto in quattro per rendere questo giorno stupendo e indimenticabile: Micaela e Saverio, Elena e Alberto, Barbara, Davide e Barbara, Giada e Mirko. Non credo che potrò mai trovare le parole per descrivere la gioia, l’amore, la gratitudine, la commozione e tutte le cose belle intense e preziose che ho provato per tutti loro.

Un ringraziamento speciale va a Mascia e Ovidio, è loro l’idea del bosco; grazie per averci messo a disposizione l’agriturismo “Poggio alla Pieve”, un posto da favola, a misura di bambino, immerso in una campagna toscana da sogno. Grazie a Jonathan e a suo cognato Ovidio per aver creato uno stradello nel campo di grano, ripulito per noi il boschetto e averci dato la possibilità di fare un matrimonio veramente fatato.

Grazie alla mia amica/sorella/antropologa/ballerina Serena Tallarico, che ha ballato per noi, che ha portato musicisti meravigliosi.

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Grazie ai nostri genitori e le nostre famiglie per aver partecipato, anche economicamente, ma soprattutto col cuore, a questo giorno così importante. Grazie a chi era presente, grazie a chi ha percorso chilometri e chilometri per non mancare. Un grazie speciale al mio papà, che amo infinitamente e che mi ha portato da mio marito mano nella mano, regalandomi uno dei ricordi più belli della mia vita.

Grazie alle frasi sui biglietti colorati, alle foto con dedica con la polaroid, alle buste colorate, ai regali belli, e anche a quelli brutti. Grazie ai sorrisi, agli abbracci, alla spontaneità. Grazie alla vita, che, davvero, oggi ci ha dato veramente tanto.

Grazie a Elena, che mi ha dato la possibilità di condividere questa esperienza con tutti voi. Grazie dal profondo del cuore”.

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Elena Bernabè

Dott.ssa Elena Bernabè

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avatar Articolo scritto da Dott.ssa Elena Bernabè il 10/11/2014
Categoria/e: Primo piano, Rassegna Etica.

Responsabile della redazione. Laureata in psicologia, appassionata di tematiche ambientali, animaliste ed equosolidali. Assetata di verità e disposta a tutto per ottenerla. Ama scrivere e creare in tutte le sue forme

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