La vita secondo Rudolf Steiner

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Pedagogia Waldorf, medicina antroposofica, arte terapia, euritmia, architettura organica vivente e agricoltura biodinamica, tutto questo è Rudolf Steiner.

Egli infatti è il fondatore dell’antroposofia (dal greco “anthropos” uomo e “sophia” saggezza, conoscenza) . Il suddetto termine sta ad indicare lo scopo della sua vita: <<trovare nuovi metodi per lo studio dell’anima su base scientifica>>.

La biografia di Steiner è, infatti, imprescindibile dall’aspetto spirituale, poiché è all’età di circa sette anni che egli iniziò a percepire la presenza di un mondo soprasensibile di cui, tuttavia, non proferì parola per molto tempo.

antroposofiaLa nascita dell’antroposofia, nota anche come scienza dello spirito, si può far risalire all’8 ottobre 1902, quando, in occasione della conferenza per l’ associazione Giordano Bruno, egli dichiarò apertamente, per la prima volta, la possibilità di dare al proprio lavoro e alla propria ricerca un orientamento scientifico-spirituale.

Egli era convinto che ci potesse essere un collegamento tra natura e spirito, pertanto, l’approccio scientifico poteva essere applicato sia alle componenti tangibili, materialmente verificabili della vita, sia alle dimensioni intangibili, quelle spirituali dell’esistenza e della realtà, presenti in tutte le esperienze religiose e mistiche. Dunque, la scienza non doveva limitarsi a teorie che possono essere controllate e verificate, ma doveva studiare anche ciò che egli chiamava“vita interiore”: anima e spirito.

Queste le sue parole: «L’antroposofia è una via della conoscenza che vorrebbe condurre lo spirituale che è nell’uomo allo spirituale che è nell’universo. Sorge nell’uomo come una necessità del cuore, della vita del sentimento, e può essere pienamente giustificata se soddisfa questo bisogno interiore».

Il collegamento tra realtà materiali e spirituali, scienza e religione avviene, secondo la scienza dello spirito, mediante l’attività artistica.

Il movimento antroposofico si espresse, infatti, nei campi dell’arte drammatica, della pittura, scultura e architettura. Nel 1911 venne creata anche una nuova arte del movimento, l’euritmia, che attraverso il gesto porta ad espressione le qualità dei suoni e delle note musicali. Questa, insieme alle altre attività artistiche e scientifico-spirituali, trovarono posto anche nel piano di studi ideato da Steiner nell’ottica di creare una scuola unificata, aperta a tutti, indipendentemente dalle convinzioni personali e dalla posizione occupata nella società ed avente l’obiettivo di coltivare le qualità sociali nei giovani in divenire.

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Euritmia

Nella scuola steineriana il bambino non è un “contenitore” vuoto da riempire di nozioni, bensì una individualità unica e irripetibile, venuto al mondo con un bagaglio di talenti che devono essere lasciati emergere.
Il bambino è osservato con rispetto secondo il suo temperamento, la sua costituzione fisica, animica (vita di sentimento) e spirituale (vita di pensiero) e accompagnato nelle profonde trasformazioni della sua crescita per arrivare allo sviluppo di tutte le sue facoltà umane, definite organi interiori, indispensabili per un’armonica convivenza nel mondo.

Steiner ha dichiarato: <<Chi asserisce che la scienza dello spirito con orientamento antroposofico ha fondato una scuola per portare in essa la propria concezione del mondo – e dico questo proprio nel giorno dell’apertura- non dice il vero. A noi non interessa assolutamente proporre al futuro uomo i nostri principi o il contenuto della nostra concezione del mondo, non aspiriamo a dare un’educazione dogmatica. Ci preme invece che quanto abbiamo potuto acquisire grazie alla scienza dello spirito si trasformi in un’azione educativa vitale>>.

Una scuola, dunque, che vuole risvegliare nell’uomo, fin dall’infanzia e dalla giovinezza, attitudini sociali per il conseguimento della libertà spirituale nella vita culturale, dell’uguaglianza democratica nella vita giuridica e della fratellanza sociale nella sfera economica.

Dal 1919, anno in cui nacque il primo istituto Waldorf, ad oggi, numerose sono le scuole sorte in vari continenti che adottano la pedagogia Steneiriana.

Pedagogia-steineriana

Pedagogia steineriana

L’approccio che tiene conto della relazione tra corpo, anima e spirito, tuttavia non fu prerogativa pedagogica, bensì trovò seguaci anche in ambito medico. Nel 1921 sorse la prima clinica di medicina antroposofica e il primo laboratorio di prodotti farmaceutici ad Arlesheim, in Svizzera. L’Obiettivo del medico che orienta la sua professione in senso antroposofico consiste nell’ampliare la medicina convenzionale, cercando di cogliere, assieme al paziente, il significato della malattia riguardo alla sua evoluzione fisica, biologica, psichica e spirituale, tenendo conto delle leggi intrinseche alla biografia dell’uomo. Euritmia curativa, arte della parola, musicoterapia, pittura e modellaggio affiancano, ove giustificato e possibile, la terapia farmacologica.

Strettamente connessa alla medicina antroposofica vi è infine la pedagogia curativa, in cui ci si accosta in modo nuovo ed efficace al problema dei bambini bisognosi di cure dell’anima e dei portatori di handicap.

Prima di morire Steiner diede un ultimo contributo anche in campo agricolo con la creazione di un nuovo metodo di coltivazione che esula dall’utilizzo di concimi chimici ed è caratterizzato da una cosciente utilizzazione delle forze naturali: l’agricoltura biodinamica.

Agricoltura biodinamica

Agricoltura biodinamica

Chi è, dunque, Rudolf Steiner? Rispondere a questa domanda in poche righe non è certamente esaustivo, ma per semplificare, si può pensare a Steiner come una personalità poliedrica che si è immersa nello studio e nella ricerca dell’uomo di cui ha riconosciuto anche la sua natura spirituale. Rispettare l’uomo in quanto corpo, anima e spirito consente il manifestarsi di tutte le potenzialità umane che possono essere applicate nell’ottica di un cammino di conoscenza e verità. Questo, secondo l’ideatore della scienza dello spirito, sarà alla base di un rinnovamento sociale.

 Valeria Montuori

Valeria Montuori

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avatar Articolo scritto da Valeria Montuori il 15/12/2014
Categoria/e: Primo piano, Rassegna Etica.



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