Rudolf Joseph Lorenz Steiner fu un filosofo, pedagogista, artista e anche esoterista, nacque a Murakirály in una imprecisata data tra il 25 e il 27 di febbraio del 1861 e morì a Dornach il 30 marzo 1925.

Rudolf Steiner tutti lo ricordano per la sua innovativa scuola Waldorf, ma nel suo curriculum possiamo trovare anche la fondazione dell’antroposofia (con la quale cercava di sintetizzare scienza e misticismo) e l’agricoltura biodinamica, oltre che uno stile architettonico e pittorico, ha inoltre gettato le basi dell’euritmia.

«L’antroposofia è una via della conoscenza che vorrebbe condurre lo spirituale che è nell’uomo allo spirituale che è nell’universo. Sorge nell’uomo come una necessità del cuore, della vita del sentimento, e può essere pienamente giustificata se soddisfa questo bisogno interiore»

Ad ogni modo Steiner ha rivoluzionato il modo di insegnare, dichiarando che l’insegnamento dev’essere una vocazione e che è un buon maestro a generare buoni alunni, attraverso le relazioni umane e non un semplice passaggio di informazioni.

«Il nostro obiettivo: elaborare una pedagogia che insegni ad apprendere, ad apprendere per tutta la vita dalla vita stessa»

Nel 1919, Steiner istituì la sua prima scuola di pensiero.

Di seguito una raccolta di frasi celebri di questo grande uomo che gettò le basi per una scuola fuori dagli schemi e per idee innovative e trasversali.

Ciò che è necessario per continuare a fornire buona cura alla natura è completamente caduto nell’ignoranza durante l’era del materialismo.

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Una vita sociale sana si trova soltanto, quando nello specchio di ogni anima la comunità intera trova il suo riflesso, e quando nella comunità intera le virtù di ognuno vivono.

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E’ l’anima quella che conosce, e per l’anima i sentimenti sono ciò che per il corpo sono le sostanze che ne formano il nutrimento.

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L’insegnamento non è solo un freddo passaggio di informazioni, ma è una relazione tra due esseri umani, in cui uno è assetato di conoscenza e l’altro è votato a trasmettere tutto il proprio sapere, umano ed intellettuale.

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La massima fondamentale dell’uomo libero è quella di vivere nell’amore per l’azione e di lasciar vivere avendo comprensione per la volontà altrui. (da La filosofia della libertà)

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Nell’organizzazione dell’io l’uomo sperimenta sé stesso quale spirito nel corpo fisico. Perché ciò possa avvenire, è necessaria l’attività di esseri che vivono essi stessi come spiriti nel mondo fisico. (da Massime antroposofiche)

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Possa la mia anima rifiorire innamorata per tutta l’esistenza.

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Un seme contiene in sé più forza e potenza di quanta ne realizzerà la pianta ed in voi si trova un potenziale di spirito latente molto più grande di quanto possiate mai sospettare. Se volete liberarlo, allontanate il dubbio, la sfiducia, la preoccupazione.

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Vi sono uomini i quali credono che, coi limiti della percezione dei sensi, siano posti anche i limiti di ogni altra cognizione. Se ponessero attenzione a come essi diventino coscienti di quei limiti, scoprirebbero in questa coscienza anche le facoltà per varcare i limiti. Il pesce nuota al limite dell’acqua; deve ritrarsene, perché gli mancano gli organi fisici per vivere fuori dell’acqua. L’uomo arriva al limite della percezione dei sensi; può riconoscere che, lungo la via fin lì, ha acquistato forze dell’anima per vivere animicamente nell’elemento che non è abbracciato dalla percezione dei sensi. (da Massime antroposofiche)

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Ogni conoscenza che tu cerchi al solo fine di arricchire il tuo sapere, di accumulare tesori, ti fa deviare dalla tua strada; ogni conoscenza però, che tu cerchi per maturarti sulla via della nobilitazione dell’uomo e dell’evoluzione del mondo, ti porta avanti di un passo.

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Procurati momenti di calma interiore e in questi momenti impara a distinguere l’essenziale dal non essenziale.

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Per ogni uomo che persevera arriverà il giorno in cui spiritualmente gli si farà la luce attorno.

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Tutta la natura sussurra i suoi segreti a noi attraverso i suoi suoni. I suoni che erano precedentemente incomprensibili alla nostra anima, ora si trasformano nella lingua espressiva della natura.

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Una vita sociale sana si trova soltanto, quando nello specchio di ogni anima la comunità intera trova il suo riflesso, e quando nella comunità intera le virtù di ognuno vivono.

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Il senso della vita è dare senso alla vita.

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Quello che viene pensato partendo dai colori può essere eseguito in cinquanta modi diversi.

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Si può sperimentare come, in una didattica basata sull’elemento vivente, i ragazzi traggono le cose da loro stessi.

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Se incontro un uomo e biasimo le sue debolezze, mi tolgo forza per acquistare conoscenze superiori; se cerco invece amorevolmente di approfondirmi nelle sue qualità, accumulo tale forza.

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Se l’uomo non cerca di essere in qualche modo spassionato verso il destino, se non vi si adatta, se nutre rancore nei suoi riguardi e ne è malinconico, se lo ingarbuglia con decisioni soggettive, è come se egli di continuo disturbasse gli dei nella formazione del suo destino. Si può vivererealmente il proprio destino solo sapendo accettare la vita con animo imparziale.

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In ogni essere umano esistono facoltà latenti attraverso le quali egli può giungere alla conoscenza del mondo dello spirito.

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Ci sono soltanto tre modi efficaci per educare: con la paura, con l’ambizione, con l’amore.
Noi rinunciamo ai primi due.

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Lo spettatore che accoglie l’euritmia solo come godimento artistico, non ha affatto bisogno di conoscerne le leggi, come non è necessario conoscere contrappunto o armonia o altre teorie musicali per godere la musica. Ciò è ovvio per il godimento artistico di ogni arte, poiché è insito nella natura umana che l’uomo sanamente dotato possieda a priori quelle facoltà artistiche necessarie per accogliere l’arte che, in quanto arte, agisce per forza propria.
Chi però, eseguendo l’euritmia, ha il compito di porla dinanzi al mondo, deve penetrarne l’essenza, come il musicista, il pittore, lo scultore devono penetrare nell’essenza della propria arte.
Nel nostro caso, se si vuole penetrare nell’essenza dell’euritmia bisogna approfondire l’essere dell’uomo…

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Compiendo gli esercizi, l’anima diventa più attenta a ciò che accade in sé stessa e fuori di sé,  guarda il mondo con sensi più acuti. Un’anima sana non si fissa sull’aldilà o sulla fine del mondo,  ma accoglie i tesori che trova nel tempo presente,  nel luogo che il fato le ha destinato. Essere attenti ai segni che la vita ci manda, essere ben svegli è il segreto? (da Il genio della scienza dello spirito)

Valeria Bonora