Arriva direttamente dalla LAV la notizia che uno dei due cuccioli ricoverati ieri, dopo un controllo per l’affido, no ce l’ha fatta e l’altro è in condizioni gravi.

La morte è avvenuta presso una clinica veterinaria cittadina ed ora le associazioni LAV e Legambienta, custodi giudiziari dei cani in uscita dall’allevamento sotto sequestro probatorio, hanno chiesto disposizioni alla Procura per gli accertamenti dovuti sul corpo dell’animale.

E’ successo tutto ieri sera, i due cuccioli erano arrivati con l’ambulanza veterinaria dell’Enpa condotta da una guardia zoofila presso l’area allestita a Montichiari per il controllo veterinario ma uno dei veterinari che li ha visitati ha subito visto le gravi condizioni dei cani e ne ha disposto l’immediato ricovero.

Altri due cuccioli sono stati ricoverati e non ritenuti inidonei all’affidamento a famiglie, grazie alle segnalazioni dei medici veterinari delle associazioni ieri pomeriggio presso un’altra clinica, e le loro situazioni sembrano stabili per ora.

Per ora gli affidi sono bloccati in attesa delle decisioni del tribunale del riesame, se tutto va bene ripartiranno da domani. Ieri mattina però qualche cucciolo è riuscito ad uscire da green hill, un affido a tempo determinato per ora «Non scodinzolano, hanno tutti la pancia gonfia e piena di vermi – spiega Patrizia Montafia, una delle affidatarie – ci hanno detto che non vivranno a lungo, ma io dico che non sarà così». Sono tutti cuccioli di un paio di mesi, ancora sotto sequestro. Non hanno nome e sono marchiati sotto all’orecchio BSGH, Brescia Green Hill. «Hanno congiuntiviti, tracheiti, dermatiti – dice Silvana Confente, la veterinaria che è partita insieme a quindici famiglie piemontesi determinate ad adottare un cucciolo – non hanno mai toccato l’erba e conoscono solo le luci del laboratorio. Sono cresciuti senza stimoli ambientali».