I dieci comandamenti di Osho, maestro di vita

❝In questo mondo l’odio non ha mai scacciato l’odio. Solo l’amore scaccia l’odio. Questa è la legge, antica e inesauribile.❞

Yin yang

Chandra Mohan Jain conosciuto come Osho Rajneesh nacque l’11 Dicembre del 1931 in un paesino in India, Kuchwada, e morì il 19 Gennaio 1990 a Pune dove ancora oggi c’è il suo Ashram. In questi 59 anni è stato un grande maestro spirituale.

Il suo nome, Osho, che deriva dal termine “Oceanico”, fu coniato dal filosofo William James e lui lo adottò per indicare quel “dissolversi nell’oceano dell’esistenza” proprio alle varie forme dell’esperienza religiosa.

Osho fu un oppositore delle religioni e dei poteri imposti, fautore della ribellione contro i dogmi comunemente accettati dalla massa.

OshoVisse i suoi primi sette anni insieme ai nonni materni che gli insegnarono il rispetto e gli diedero un’educazione basata sul principio della massima libertà. La sua infanzia è segnata dalla morte, prima il nonno, poi la cugina e un’amica. Da allora si isola e viene affascinato dalla verità dal mistero della morte e insofferente alle regole.

Scrive per una sua rivista già a 12 anni, è un abile oratore e medita per ore, ma è a 21 anni, che Osho el’Illuminazione, che gli permise di raggiungere la consapevolezza, quella dove  “la goccia si fonde nell’oceano, nell’attimo stesso in cui l’oceano si riversa nella goccia“.

« …un illuminato è qualcuno che parla schietto e dice pane al pane e vino al vino, è qualcuno che dice alle persone come vivere l’essenza, senza mai alterare o compromettere il messaggio. E quell’essenza è così rivoluzionaria che, se entri in comunione con il Tutto, la tua vita intera verrà radicalmente trasformata. Le istituzioni sono sempre andate in collera con gli illuminati: amano ogni sorta di prete e di pandit, ma ai politici gli illuminati non piacciono. E preti e pandit hanno sempre tramato con i politici: hanno sempre legato la religione alla politica, l’hanno sempre posta al servizio dei politici. Un illuminato è qualcuno che vive la propria vita immerso nell’essenza divina e non accetta alcuna condizione. Un illuminato è qualcuno che non fissa alcun limite e non accetta alcun limite. L’illuminazione è uno stato di ribellione, è qualcosa di simile a un carbone ardente: ti brucerà e ti ridurrà in cenere! Ed è solo dalle ceneri che il divino sorgerà.»

Dopo la laurea e un master in filosofia, Osho insegna all’Università, e anche i colleghi non esitano  a definirlo eccentrico ed anticonformista. Nel 1962 nacque il primo centro di meditazione basato sul suo insegnamento, il Jivan Jagruti Andolan, “Movimento del Risveglio“. Nel 1968 si dichiarò a favore della libertà sessuale scandalizzando i leader indù e affermando che:

qualsiasi religione che consideri questa vita come una valle di lacrime priva di significato incentivando pertanto l’odio verso questa esistenza, non potrà mai essere una vera religione. La religione è invece un’Arte che deve insegnare come godere della vita

Nel 1970 nacque la vera e propria “setta”, una comunità spirituale con dei discepoli alla ricerca del “risveglio spirituale”. Gli adepti vestivano con colori vivaci e caldi, arancione e rosso, indossavano il mālā (una collana di centotto grani, al cui termine era posto un medaglione che racchiudeva l’immagine di Osho), e accettavano un nome nuovo come simbolo di rinascita.

Nel 1974 si trasferì stabilmente a Pune, dove fondò il suo ashram, un centro di comunità spirituale, dove Osho teneva un discorso ogni mattina ed era seguito da migliaia di persone provenienti da tutto il mondo che volevano partecipare ai suoi corsi di meditazione, un semplice processo di osservazione della propria mente, e per cogliere il silenzio da cui ha origine la consapevolezza.

« Le mie meditazioni sono fatte per riportarti all’infanzia, quando non eri rispettabile, quando potevi fare cose pazze, quando eri innocente, incorrotto dalla società, quando ancora non avevi imparato gli inganni del mondo, quando non eri di questo mondo. Mi piacerebbe che tu tornassi a quel punto. E da lì, ricominciare. E questa è la tua vita. Ci sarà bisogno di disimparare. Disimparare significa che la smetti con questi modi sbagliati, smetti di percorrere strade che non sono tue, strade in cui sei stato costretto dalla società che ti ha convinto ad accettarle come giuste. Ti prendi la responsabilità della tua vita, diventi il maestro di te stesso. »

osho meditazione

Poi il silenzio si impossessa di Osho, il 1º maggio 1981 dichiara il culmine del suo lavoro di meditazione ed entra in un silenzio che verrà interrotto solo 1315 giorni dopo, il 30 ottobre 1984.

Nel frattempo le comunità di meditazione nacquero in tutto il mondo ed in Oregon nasce la Rajneesh Foundation International,  dove lui in persona andrà a trascorrere il suo tempo, quando nel 1981 si recò in America per motivi di salute. La comunità ospitava dai 4 ai 5000 adepti più una folla di 15mila persone durante i raduni annuali. Diventò una piccola città con tanto di negozi, aeroporto e diga che forma un lago. Due mense centralizzate, stalla per mucche da latte e pollaio per 700 galline. Un centro abitato con mezzi di trasporto e attività ricreative.

Durante il ritiro di Osho, però, alcuni discepoli organizzarono una serie di attacchi biologici con l’intento di influire sulle elezioni locali, per questo motivo Osho fu arrestato e, anche se condannato solo per violazione della legge sull’immigrazione, gli furono inflitti 10 anni di carcere e fu espulso dagli Stati Uniti.

Rimase in carcere per 12 giorni e alcune ricerche post-mortem potrebbero far pensare che in quei giorni Osho potrebbe essere stato avvelenato con del tallio.

Al rientro in India intraprese un viaggio per visitare il mondo ma ben 21 paesi gli negarono il visto di ingresso. Ritornò a Pune e per tre anni tenne due discorsi al giorno. Per la sua morte lasciò scritto un epitaffio che esprimeva in pieno il senso del suo passaggio in questa vita:

“Osho. Mai nato, mai morto, ha solo visitato questo pianeta Terra dall’11 dicembre 1931 al 19 gennaio 1990”.

Osho: la vita, l’amore e la risata

osho

Lui ha un grande rispetto verso la vita, e verso l’amore. Per Osho l’amore ha tre dimensioni ma solo l’ultima è quella nella quale si può parlare di vero amore: linterdipendenza. Nasce quando ci sono due persone che non sono né dipendenti né indipendenti ma in profonda sincronia tra loro, quando due persone respirano uno per l’altra, un’anima in due corpi.

Sosteneva che per combattere l’ego bisogna amare, solo amando incondizionatamente ci si annulla e sparisce l’ego. L’amicizia è l’amore, il vero amore, senza sesso. L’uomo deve essere in festa, gioire e ridere, solo così può celebrare la vita. L’unica cura ad ogni male è una risata, sana e liberatoria. Libera dalla serietà che Osho paragona ad un cancro, un cancro nato da una società malata.

Inoltre afferma che l’uomo è  responsabile della sua situazione, sia che sia felice sia che sia triste. E nel momento in cui l’uomo comprende se stesso può vivere nell’assoluta felicità e beatitudine.

❝E’ tempo che tu smetta di cercare fuori di te, tutto quello che a tuo avviso potrebbe renderti felice. Guarda in te,torna a casa.❞

Un’innata predisposizione alla vita fece di Osho un convinto vegetariano, solo gli immaturi e gli incivili possono uccidere per cibarsi. Per Osho mangiare carne è “antiestetico”, poiché rivela carenza di poesia, di “senso del bello”, di sensibilità per la vita.

I “dieci comandamenti” di Osho:

1) Non ubbidire ad alcun ordine all’infuori di quello interiore.
2) L’unico Dio è la vita stessa.
3) La verità è dentro di te, non cercarla altrove.
4) L’amore è preghiera.
5) Il vuoto è la soglia della verità: è il mezzo, il fine e la realizzazione.
6) La vita è qui e ora.
7) Vivi totalmente desto.
8) Non nuotare, galleggia.
9) Muori ogni istante, così da poter rinascere ogni istante.
10) Smetti di cercare. Ciò che è, è: fermati e guarda.

I ” dieci non-comandamenti”, i valori della vita:

1) Libertà.
2) Unicità dell’individualità.
3) Amore.
4) Meditazione.
5) No alla serietà.
6) Giocosità.
7) Creatività.
8) Sensibilità.
9) Gratitudine.
10) Senso del mistero.

Se desiderate approfondire gli argomenti di Osho, i suoi discorsi sono stati pubblicati in circa 600 libri, di cui più di 200 trascritti in Italiano.

Valeria Bonora

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avatar Articolo scritto da Valeria Bonora il 04/08/2014
Categoria/e: Notizie, Primo piano.

Sono eclettica, sempre alla ricerca di cose nuove, amo l’arte in ogni sua forma e gli animali. Mi piace leggere, scrivere e fotografare, ma soprattutto amo comunicare e trasmettere “qualcosa”. ~ “Tutti sono stati bambini. Ma pochi di essi se ne ricordano” ~ [Antoine de Saint- Exupéry]

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