Come si è potuti arrivare ad un limite simile ancora non si sa. Sta di fatto che Palermo è letteralmente invasa dai rifiuti.

E non solo nelle zone periferiche ma in tutta la città.

Vi sono addirittura intere vie non percorribili a causa dell’immondizia che sovrana, un centro dialisi è rimasto imprigionato dai rifiuti come anche una famiglia che si è trovata l’entrata di casa ostacolata da cumuli di spazzatura.

Per risolvere l’emergenza e liberare vie ed entrate delle abitazioni e degli edifici sono dovute intervenire le pale meccaniche che però risultano essere scarse per una situazione così disastrosa.

L’azienda che si occupa dei rifiuti continua a raccogliere l’immondizia ma la città resta invivibile.

Cosa dire? Una condizione pessima che si ripete di continuo e che mina la bellezza delle città italiane, un vero disastro sia per l’ambiente che per l’uomo.

La soluzione a questi inconvenienti esiste ma gli interessi economici e politici che guidano il mercato dei rifiuti sono più potenti.

Cosa fare allora? L’unica arma nelle mani dei cittadini è la protesta pacifica, attiva e costruttiva. Bruciare i rifiuti non è una soluzione ma un danno alla salute dell’uomo e dell’ambiente e di certo non porta alla conclusione di questa situazione. E’ necessario unirsi e far sentire il proprio disdegno: ma l’unione non deve essere solo del popolo palermitano. L’Italia intera deve gridare il suo dissenso!

 

Fonte: Ansa.it