Avete seguito la vicenda Arctic 30? D’Alessandro è libero su cauzione.

Era il 18 settembre 2013 quando i trenta attivisti che si trovavano a bordo della Arctic Sunrise vennero fermati dalla Guardia Costiera russa; i “Trenta”  erano li per protestare contro le trivellazioni in Artico (più precisamente contro una delle piattaforme della Gazprom).

Gli attivisti di Greenpeace, tra cui anche l’italiano Cristian D’Alessandro, sono stati prima fermati e poi arrestati con l’accusa di pirateria. Il team di ambientalisti stava protestando contro il disfacimento ambientale dell’Artico a causa delle piattaforme petrolifere come la piattaforma permanente Prirazlomnaya della Gazprom, le piattaforme estraggono combustibili indispensabili per la fusione dei ghiacci e contribuiscono in maniera determinante allo scioglimento dei ghiacciai dell’Artico (consideriamo che l’Antartide sta perdendo più di 24 km cubi di ghiaccio all’anno e che se i ghiacciai si sciogliessero il livello del mare si alzerebbe di 60-70 metri inondando aree vastissime di terra).

Cristian D’Alessandro è stato liberato insieme agli altri attivisti, l’australiano Colin Russel invece dovrà rimanere in carcere ancora alcuni mesi, fino al 24 febbraio. La cauzione prevista, dal tribunale di Pietroburgo, per la liberazione ammonta  a 45000 euro  e sarà saldata da Greenpeace International (data l’imminenza della situazione potrebbe essere intanto saldata dalla rappresentanza diplomatica italiana). Ancora non è stato comunicato quando gli attivisti potranno rientrare nelle rispettive patrie ed ancora non si sa se in attesa di essere dichiarati innocenti, cosa che speriamo tutti accada presto, saranno costretti agli arresti domiciliari.

Persone che restano in piedi finché il  loro ideale è in piedi, che lottano, credono, insistono, prendono sulle loro spalle “faccende” che dovrebbero essere di tutti. Le loro famiglie li aspettano, li capiscono, forse, gli attivisti ed ambientalisti di tutto il mondo inviano il loro sostegno. L’accusa di vandalismo, seguita a quella di pirateria, non è stata ancora ritirata. Greenpeace rifiuta tutte le accuse e ricorda un passato di attivismo pacifico contro la reazione forte e “forzata” della guardia costiera russa.

Gli interessi del governo russo, gli interessi della Gazprom sembrano essere non solo più importanti delle ragioni dell’ambiente, ma anche della libertà degli attivisti e della pena provata dalle loro famiglie. La scelta degli attivisti è consapevole, la salvaguardia dell’ambiente è di fondamentale importanza, che si tratti di foreste, ghiacciai, oceano.

“Libero su cauzione” per quale reato? Quali sono i confini della libertà d’azione in questi ambiti, fino a che punto abbiamo il diritto di manifestare per difendere ciò in cui crediamo, per tutelare l’ambiente che è patrimonio di tutti? Voi cosa pensate di “Artic 30” ?

Jordana Pagliarani

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avatar Articolo scritto da Jordana Pagliarani il 20/11/2013
Categoria/e: Ambiente, Notizie, Primo piano.



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