Conoscete l’Agricoltura Biodinamica? A metà tra cielo e terra.

 

Tutti conoscono il biologico, ma c’è un altro tipo di agricoltura, meno conosciuta, che affonda le sue radici nel profondo della terra: la biodinamica.

L’agricoltura biodinamica si fonda sui principi fondati dall’antroposofo austriaco Rudolf Steiner (1861-1925) e fissati durante le otto lezioni per agricoltori che tenne nel 1924. Steiner partì da tre principi fondamentali: 

1) mantenere la fertilità della terra;

2) rendere sane le piante in modo che possano resistere alle malattie e ai parassiti

3) produrre alimenti di qualità più alta possibile

 

L’agricoltura biodinamica come tutta l’antroposofia si basa sulla conoscenza del cosmo e sull’equilibrio e l’armonia tra uomo e cosmo, tra terra e cielo, dove l’equilibrio tra questi due elementi fondamentali è inteso come rispetto dei cicli naturali ed ottimizzazione dell’agricoltura in funzione di questi.

 

La biodinamica non usa nessun tipo di veleno chimico e/o pesticida, ma questa è una conseguenza degli altri tre cardini su cui si basa: la liberazione nella terra di materie nutritive necessarie alla pianta,  l’inspirazione dall’atmosfera alla terra per mezzo delle piante, l’autoregolazione che esiste in tutti gli organismi viventi. Grazie a questi tre elementi la pianta è resa sana e forte ed è in grado di resistere ali attacchi dei parassiti, senza bisogno di pesticidi. In un certo senso potremmo dire che attraverso le tecniche biodinamiche viene concesso ala terra di liberarsi e di esprimere a pieno tutte le sue potenzialità. Questo avviene grazie all’utilizzo di preparati biodinamici, otto per l’esattezza, composti esclusivamente da materie organiche, minerali, erbe medicinali e distribuiti o forse sarebbe più esatto dire donati al terreno secondo i tempi dettati dal calendario delle semine, che stabilisce anche le varie rotazioni, in modo che il terreno non sia mai reso asfittico dalle monoculture. Il calendario delle semine rispetta gli ordini cosmici, l’influenza delle fasi lunari sui tempi di crescita, il legame indissolubile tra cielo e terra.

Nell’agricoltura biodinamica è riservata una grande attenzione alle radici, la stessa attribuitagli da  Steiner il quale sosteneva che le radici fossero come la testa dell’uomo e che il loro stato di salute fosse indispensabile per la salute della pianta e la qualità della produzione agroalimentare. In biodinamica il terreno non è mai compattato, ma sempre brullo e ricco e si permette così alle radici di scendere in profondità in modo che la pianta posso assorbire tutto il nutrimento necessario dal terreno, ma fondamentale è che il terreno stesso sia stato alimentato e curato secondo i procedimenti biodinamici. Alcuni agricoltori hanno testimoniato e documentato la situazione delle radici dopo 4 o 5 anni di biodinamica e risultano essere in perfetta salute, solide  e nutrite, questo permette alla pianta di rigenerarsi e di resistere ai parassiti.

 

La biodinamica è stata spesso tacciata di essere una derivazione dei rituali magici arcaici, ma deriva in realtà da un profondo studio del terreno e del suo ciclo vitale, inserito nella dinamicità del cosmo stesso che tutti ci riguarda e questo forse si ha qualcosa in comune con gli antichi rituali, ma quel qualcosa in comune è il rispetto per la Madre Terra.

 

 

 

Jordana Pagliarani

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avatar Articolo scritto da Jordana Pagliarani il 17/11/2013
Categoria/e: Ambiente, Primo piano.



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