Non lo trovate irresistibile? L’uccello giardiniere e l’amore

Avete mai pensato che anche nel mondo ornitologico potesse esserci un Casanova? Si tratta del Ptilonorhynchidae, un passeriforme, più comunemente chiamato Uccello Giardiniere. Gli uccelli giardinieri trovano il loro habitat in Australia e Nuova Guinea, sono passeracei di dimensioni medio-grandi (possono arrivare fino alle dimensioni di un corvo) e, come nei fagiani, il maschio presenta livree colorate e vistose, mentre le femmine hanno un piumaggio che sfuma dal verde al grigio, al marrone.

L’uccello giardiniere è uno dei protagonisti dell’interessantissimo libro dell’etologo Donald Griffin, “Menti Animali” (ed.or Donald R. Griffin, Animal Minds, The University of Chicago Press, Chicago 1992), ed è un affascinante esempio della complessità del comportamento animale.

Questo piumato Casanova mette tutte le sue energie, talenti ed abilità al servizio di un solo scopo: la conquista dell’amata. Si tratta di un vero e proprio talento “architettonico” nel costruire il nido che viene usato come attrattiva per le femmine durante al stagione dei corteggiamenti, più bello è il nido, più la femmina sarà disposta ad accoppiarsi con il proprietario di casa.

La cosa strabiliante, però, è la capacità che questi uccelli hanno di costruire i loro nidi secondo precise regole geometriche e cromatiche. Tra l’altro, è da notare che li dove scarseggia la bellezza del piumaggio si affina l’ingegno, ovvero, se un esemplare è caratterizzato da un piumaggio non particolarmente vistoso potete star certi che saprà compensare con un nido incredibilmente costruito e, è davvero il caso di dirlo, arredato alla perfezione.

Il nido è costruito da un intreccio di rametti, foglie e bastoncini orientati in altezza, come a formare delle torri all’interno del quale si lascia lo spazio per la piattaforma che dovrà poi ospitare la femmina; la piattaforma è ricoperta di muschio che sarà di varie forme e dimensioni, in proporzione anche all’altezza delle torri intrecciate che la sovrastano. Completata questa struttura di base inizia il vero e proprio lavoro, una meticolosa ricerca di oggetti con i quali “arredare” il nido, o forse a questo punto sarebbe meglio dire alcova?

I maschi della specie scandagliano il territorio circostante che in alcune aree dell’Australia comprende anche zone abitate limitrofe, alla ricerca di piccoli oggetti come tappi di bottiglia o lattine o vetri se si tratta di una zona non lontane da un centro abitato, gusci di conchiglie, petali di fiori, sassi, rami e quant’altro possa soddisfare quello che alcuni ornitologi definiscono un vero e proprio senso estetico; infondo per condividere le ragioni della loro definizione basta sapere che alcuni esemplari (studiati in natura) appartenenti ad una colonia Australiana che vive a ridosso di un centro abitato, hanno sviluppato un particolare comportamento adattativo che gli permette di sfruttare al meglio la “contaminazione urbana”. Questi esemplari, infatti, vanno a cercare i loro pezzi d’arredo vicino alle discariche ed usano i residui di blu di metilene(un colorante che si può trovare in gran parte dei flaconi di detersivi e detergenti gettati) per colorare sassi e piccoli oggetti come vetri spezzati, per “dipingere” i piccoli oggetti si forniscono di strumenti di fortuna come ramoscelli morbidi o foglie che fungeranno da pennelli per il blu di metilene.

Una cosa sorprendente che è scaturita da alcuni studi è la meticolosità con cui questi animali provvedono all’arredo del loro nido. Un ornitologo ha osservato per diverso tempo alcuni esemplari ed ha constatato che se rimuoveva o invertiva la posizione degli elementi abbellenti posti all’esterno del nido, durante l’assenza del suo proprietario, quest’ultimo, al rientro, rimetteva “tutto a posto”. 

Ovviamente la scelta finale spetta alla femmina della specie che dovrà valutare il futuro padre dei suoi figli in base all’abilità con cui è stato costruito il nido, molte si fermano ed osservano, ma solo una rimarrà, almeno per un po’.

 

Jordana Pagliarani

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avatar Articolo scritto da Jordana Pagliarani il 31/10/2013
Categoria/e: Animalismo, Primo piano.



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