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Progetto Home Care Premium 2014: Bonus per chi si Occupa di un Disabile

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Progetto Home Care Premium

Coloro che si prendono cura di un familiare con problemi che lo rendono non autosufficiente hanno spese difficili da sostenere, impegni differenti da quelli che può avere una persona senza vincoli di questo tipo, occuparsi di un famigliare disabile a domicilio è una responsabilità enorme, ed è anche un sacrificio che influisce duramente sul bilancio di una famiglia, ed è per questo che anche quest’anno c’è la possibilità di accedere al Progetto Home Care Premium che aiuta con un bonus che può arrivare intorno ai 1.200 euro mensili.

Prigioniera in Casa Sua: Ecco la Storia di Albina

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Ha solo quarantun anni, Albina Alghisi, ed è condannata ad una prigionia, dorata ma pur sempre una prigionia. Ha un marito, una figlia, vive in una bella casa a Cadignano e ha una malattia che la isola dal mondo, la Sensibilità Chimica Multipla, (MCS – in inglese Multiple Chemical Sensibility).
Diagnosticata solo otto anni fa, ha fatto di Albina una donna prigioniera di se stessa. In casa sua non può entrare nessuno, marito e figlia devono praticamente sterilizzarsi per entrare, nessun odore, nessun prodotto chimico, nessun sapone, nessun oggetto può entrare in casa altrimenti le scatenerebbe crisi d’asma, soffocamenti fino ad allergie cutanee che la inducono a strapparsi letteralmente la pelle di dosso e, nei casi più gravi, shock anafilattico.
La casa è nuova, appena acquistata perchè dove abitavano prima c’era troppo inquinamento e anche solo le lenzuola stese dei vicini erano un problema, inoltre in questa nuova abitazione, hanno dovuto adottare tutta una serie di misure di profilassi, come il ricorso a serramenti in alluminio e al trattamento dei muri con calce priva di sostanze chimiche. Albina non può uscire se non con una maschera a carboni attivi sul volto, e non sempre, ma solo quando le condizioni e la stagione lo permettono.
 
La casa si pulisce solo con un detersivo studiato appositamente, e la cucina è misera, Albina non può neppure cucinare molto perchè non deve venire a contatto con cibi che possano contenere sostanze chimiche, lei può mangiare solo patate bollite, grano saraceno e tacchino, il tutto rigorosamente bio.
E nonostante tutto questo Albina sta male comunque: “L’inquinamento non è controllabile, ma sono fortunata: cortisone e antibiotici placano le mie crisi, c’è chi negli stadi più avanzati della malattia ha sviluppato anche un intolleranza ai farmaci”.
Ovviamente non può neppure avvicinarsi ad un ospedale o al Pronto soccorso oltre che a qualsiasi altro luogo pubblico, ma questa malattia che le rende la vita tremenda non è ancora riconosciuta come malattia invalidante se non in pochissimi Paesi.
In Italia è spesso definita come un disturbo psicosomatico con una forte componente psicologica e autosuggestiva, ma negli stadi più avanzati, i danni interessano il sistema renale, l’apparato respiratorio, cardiocircolatorio, digerente, il sistema neurologico, muscolare ed endocrino, oltre a quello immunitario che è il primo ad essere colpito.
Questa Sindrome è simile all’allergia, me è in realtà una malattia totalmente invalidante per chi ne è affetto. Chi ne soffre perde definitivamente la capacità di tollerare gli agenti chimici che, a lungo andare, danneggiano fegato e sistema immunitario eliminando la mediazione cellulare che controlla il modo in cui il corpo si protegge dagli agenti estranei.
Insetticidi, pesticidi, disinfettanti, detersivi, profumi, vernici, solventi, colle, materiale edile, carta stampata, inchiostro, fumo di stufe e camini e scarichi delle automobili, farmaci, anestetici, prodotti in plastica, tessuti e stoffe: sostanze presenti ovunque, anche nel cibo e nell’aria che respiriamo.
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Albina però non si arrende e ha deciso di lottare, coinvolgendo parenti e amici: saranno loro a presenziare ai banchetti nei prossimi mesi per raccogliere le nostre firme e cercare di spingere chi di dovere a sveltire le pratiche perchè anche in Lombardia – come in Veneto, Lazio ed Emilia Romagna – ai malati di MCS vengano riconosciuti almeno i diritti più elementari.
Firmare il modulo per il momento, è già possibile passando per l’ufficio parrocchiale di Manerbio o richiedendo informazioni alla stessa Albina all’indirizzo alghisialbina@libero.it
Albina spiega che: “Fino a oggi oltre al Lazio, solo Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Emilia Romagna e Basilicata hanno riconosciuto la malattia, in modo da permettere ai malati di avere le visite e gli esami in convenzione. Abbiamo già raccolto 7mila firme in tutta la Lombardia e scritto una petizione alla Regione “.

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Pensione: ci si può andare prima! Ecco in quali circostanze

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La pensione, ai giorni nostri, sembra un traguardo irraggiungibile o almeno lontanissimo. Tuttavia vi è ancora qualche notizia positiva riguardo a questa importante questione.

E’ possibile, infatti, smettere di lavorare prima di aver raggiunto età e contributi necessari. Ma ciò può succedere solo ed esclusivamente se in azienda vi è un surplus di personale.

Grazie alla riforma Fornero ora è il datore di lavoro a dover pagare i contributi di un lavoratore che va in pensione in anticipo: prima era invece lo Stato.

Sul sito di Altroconsumo si leggono le condizioni tali per il prepensionamento:

I Neonati Finlandesi Dormono in una Scatola… Ecco Perchè

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Avete mai pensato che lo stato potesse regalare qualcosa alle neomamme oltre che il bonus che in tante mamme non recepiscono o perchè non ne fanno domanda o perchè non rientrano nella fascia di reddito necessaria oppure perchè in quell’anno nessun bonus era in programma?

Bene, pensate che in Finlandia lo Stato, anzi il Kela (corrispettovo della nostra Inps), dalla fine del 1930 manda alle neomamme, attraverso un servizio di posta, una scatola di cartone abbastanza grande e spessa da poterci far dormire il proprio bimbo all’interno, almento per i primi mesi… beh direte voi una scatola di cartone… che ci sarà di bello?? Il bello è che nella scatola di cartone c’è tutto il necessario per accudire il bambino, oltre ad essere un vero e proprio lettino!!

Pensioni addio! L’Inps ormai è al collasso

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Valerio Lo Monaco, direttore responsabile del quotidiano Il Ribelle, ha scritto un’analisi terrificante e veritiera riguardo le pensioni. Nel giro di pochi giorni il suo articolo è stato letto e condiviso da migliaia e migliaia di persone. Vi vogliamo riportare i passi più salienti.

L‘Inps è al collasso: pensate che “l’istituto di previdenza, infatti, aveva a inizio 2011 un patrimonio di 41 miliardi, come detto, il quale si è ridotto a soli 15 in 24 mesi”.