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Harlan vende gli animali a pezzi, fermiamola con la raccolta firme

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Manifestare contro Harlan e manifestare per chiedere al Ministero della Salute, Dipartimento della Sanità Pubblica, di non rinnovare a Harlan l’annuale autorizzazione a importare specie da destinare ai test.

Tutta l’Europa si sta mobilitando per fermare quest’azienda statunitense, fondata a Indianapolis  nel 1931 da Howard P. Harlan e portata avanti da suo figlio, per poi trasformarsi in un gruppo ramificato nei quattro continenti che fornisce agli stabulari della sperimentazione cani, conigli, ratti, topi, criceti, gerbilli, macachi, allevati o acquistati in Stati dove certe specie si prelevano anche in natura.

Green Hill: I cani staranno con le loro famiglie!

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E’ veramente con le lacrime agli occhi che vi copio pari pari un comunicato stampa della LAV, sono lacrime di gioia per i 2639 beagle di green hill che continueranno la loro nuova vita presso le famiglie che li hanno accolti!!!!

 

“Un altro fondamentale passaggio per far emergere tutta la verità su Green Hill, la conferma che i 2639 beagle usciti dall’allevamento continueranno a vivere con le loro nuove famiglie; continua l’impossibilità materiale di riprendere la produzione di cani per la vivisezione”. Così la LAV commenta la decisione del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Brescia, su richiesta della Procura di Brescia di disporre il sequestro preventivo dei cani, già sotto sequestro probatorio, inserendo nel provvedimento anche la struttura.

Harlan: a Udine 2000 manifestanti contro la vivisezione

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Sembra proprio che si inizi a capire cosa c’è realmente dietro ai laboratori di ricerca e sperimentazione animale, dopo la vicenda di Green Hill molte persone si sono rese conto che tutto gira intorno al dio denaro, e molto poco intorno al benessere dell’uomo. E così gli antivivisezionisti si sentono forti e in grado di affrontare sempre più battaglie, questa volta si scende in campo contro Harlan.

Dalla LAV arriva la notizia che Il 29 settembre, a Udine, gli animalisti sono nuovamente scesi in piazza questa volta contro la Harlan Laboratories, un colosso nella fornitura di animali destinati ai laboratori e già tristemente noto al nostro Paese per il recente scandalo legato all’importazione di 900 scimmie.

Una Green Hill in Francia da chiudere

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Per fortuna in Italia Green Hill è stato messo sotto sequestro e tutti i cani affidati a famiglie che sapranno dare una vita più serana a questi animali. Ma la lotta contro gli allevamenti di cani per la vivisezione non si ferma, in Francia è pronto un nuovo allevamento che rifornirà i laboratori di mezza Europa, Italia compresa. Si chiama CEDS (Centre d’Elevage du Domaine des Souches) situato nel comune di Mezilles, 30 chilometri a ovest di Auxerre che si occupa della fornitura di BeagleGolden Retriever a scopo scientifico. L’allevamento, con alle spalle più di 30 anni di attività, secondo la Leal (Lega anti vivisezionista) ha tra i 1.500 e i 2.000 cani destinati alla sperimentazione animale tra cui circa 60 fattrici e 250 cuccioli.

Harlan e vivisezione: lettera di Annamaria Manzoni

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Annamaria Manzoni è una psicologa che ha scritto due libri nei quali si analizza il rapporto uomo-animale nella società odierna (“Noi abbiamo un sogno” e “In direzione contraria“).
Di seguito pubblichiamo una lettera che ha di recente scritto riguardo la vivisezione riferendosi nello specifico all’arrivo recente di scimmie machachi destinate all’azienda Harlan che opera nel campo della vivisezione.
900 macachi, stipati in grossi gabbioni, arrivano di nascosto dalla Cina fino nel cuore della Brianza in ordine sparso per non dare nell’occhio, e poi da qui in direzioni variegate per subire tante diverse atrocità per il bene di noi umani.
Tantissime argomentazioni scientifiche che confutano il valore della vivisezione sono a disposizione di chi vuole avere informazioni al proposito: solo un’osservazione allora da persona qualunque. Questa: se i vivisettori hanno tanta certezza riguardo al fatto che quello che faranno ai piccoli e grandi macachi è non solo fondamentale per il progresso della scienza, ma anche del tutto lecito dal punto di vista morale, bene, che lo facciano a testa alta e alla luce del sole, che agiscano con l’orgoglio e la sicurezza conseguenti.
E, se tutto è così corretto, anzichè opporsi ad ogni filmato, ci facciano sapere e vedere esattamente ciò che avviene nei loro laboratori, senza preoccuparsi per la nostra sensibilità perchè se i tormenti agli animali possono essere da loro inflitti con tranquillità, figurarsi se noi non potremo nemmeno sopportarne la vista. Altrimenti le uniche informazioni su cui potremo ragionare saranno quelle ottenute in modo clandestino da chi, ostinandosi a volerne sapere di più, è riuscito a vedere e filmare di persona, quelle che ci mostrano piccoli di scimmie sdraiati, svegli e terrorizzati, sui tavoli operatori con gambe e braccia spalancate e legate, o con gli occhi cuciti con ago e filo, altri con elettrodi ben piantati nella testa, con arti amputati, con ustioni su tutto il corpo. E con lo sguardo che inutilmente chiede pietà. E gli unici audio saranno quelli che trasmettono i gemiti di un dolore disperato, prima che il silenzio delle corde vocali amputate sia l’unico suono percepibile affinchè le orecchie sensibili dei vivisettori non siano disturbate nelle articolate e creative varianti del loro lavoro.
In ogni caso, se i vivisettori si sentono investiti del compito di lavorare per il benessere dell’umanità, ufficialmente li esonero dall’incarico di preoccuparsi con questi sistemi del mio Annamaria Manzoni

Dopo Green Hill c’è Harlan

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Come Gree Hill anche Harlan è un’azienda che alleva animali destinati alla vivisezione.

Si trova vicino a Monza con sede in un capannone che sembra voglia nascondere cosa viene all’interno: nessuna insegna, nessun numero civico.

Le associazioni animaliste sostengono che in questi giorni sono già arrivati 150 macachi provenienti dalla Cina e altri 750 sono già in viaggio.

Animali destinati ad essere letteralmente torturati e uccisi.

E come per Green Hill anche in questo caso gli animalisti protestano ed insieme a loro l‘ex ministro del turismo Michela Vittoria Brambilla, famosa per le sue battaglie in favore degli animali, ha presentato una denuncia alla Procura di Monza e una ai Nas e anche un’interrogazione parlamentare al fine di indagare le condizioni di salute degli animali.