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Tag: clima

Cop21: ecco come Eni difende l’ambiente

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L’ambiente sta lanciando messaggi di allarme, soprattutto per quanto riguarda il clima.

Proprio per questo motivo dal 30 novembre al 12 dicembre 2015 si è tenuto a Parigi la Cop21, l’accordo sul clima.

L’amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi, il 29 novembre ha rilasciato un’intervista al Sole 24 Ore descrivendo una situazione mondiale non adatta ad affrontare le tematiche ambientali relative al clima: se infatti l’Europa vuole davvero agire per ristabilire un clima più sano deve scegliere un modello low carbon, cioè un sistema globale di produzione e consumi a basso contenuto di carbonio, riducendo al minimo le emissioni di CO2 nell’atmosfera terrestre.

Perché i Koala abbracciano gli alberi? Ve lo sveliamo

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Vi siete mai chiesti perché i Koala tendono ad abbracciare gli alberi? Uno studio australiano ci spiega il motivo!

I dolcissimi e tenerissimi Koala conosciuti anche come i “piccoli orsi” fanno parte della famiglia dei marsupiali, arrampicatori australiani. Spesse volte ci siamo chiesti: perché mai si abbracciano gli alberi? Hanno bisogno di affetto o sono dei simpatici pigroni?

Mistero scientifico svelato: ecco perchè i koala abbracciano gli alberi!

Un gruppo di ricercatori americani ed australiani ha realizzato uno studio dal quale è emerso che i Koala tendono ad abbracciare gli alberi in quanto sfruttano la freschezza degli alberi rispetto all’aria, per potersi rinfrescare durante le estati australiane molto calde.

La Leggenda dei Giorni della Merla

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Photo by Malene Thyssen for Wikipedia

Ci sono diverse varianti della leggenda dei giorni della merla, ma in tutte le varianti ci sono due cose che rimangono sempre fisse, una sono i merli e l’altra sono i giorni: il 29,  il 30 e il 31 Gennaio.

Photo by Franco Visintainer for Wikipedia

Questi tre giorni si dice che siano “i tre giorni più freddi dell’anno”, quelli che gli “anziani del paese” sanno leggere per prevedere come sarà il clima di tutto l’anno.

La leggenda più bella è quella che narra della continua “bagarre” tra il mese Gennaio e i merli, che una volta portavano un piumaggio candido con un becco bello arancione.

Rajendra K. Pachauri: un cambiamento a favore dell’ambiente è possibile

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Rajendra Pachauri è stato presidente dell’Intergovernamental Panel on Climate Change dal 2002 ed ha dichiarato le sue dimissioni nel 2013. Pachauri è un economo, ingegnere ed ambientalista indiano, nato a Nanintal, India del Nord, nel 1940.

E’ stato definito la “Cassandra” del clima perché le previsioni a tratti allarmanti dei suoi rapporti sembrano poi essersi avverate, ma nonostante Pachauri sia convinto dell’attuale stato di “insanità” del pianeta, che sta risentendo in maniera fortissima del boom del consumo irresponsabile che ha caratterizzato gli ultimi cinquanta anni, è però convinto che le cose possano cambiare e che ci sia tempo per migliorare la situazione del pianeta e di conseguenza la nostra.

Il pianeta può essere salvato: abbiamo però solo dieci anni di tempo! L’allarme dell’Onu

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Il quinto rapporto dell’ IPCC  (Intergovernamental Panel on Climate Change), il gruppo scientifico dell’Onu, lancia un allarme a livello mondiale.

Abbiamo dieci anni di tempo per poter salvare il pianeta dalla catastrofe climatica. Una dichiarazione basata non su supposizioni o pareri personali bensì originata da ben 6 anni di studio: il rapporto è composto da 2.200 pagine scritto da circa 1500 esperti.

Gli scenari previsti dal rapporto sono quattro. Nel peggiore dei casi  i mari saliranno di 62 centimetri e le temperature aumenteranno di 3,7 gradi rispetto al periodo di tempo tra il 1986 ed il  2005. Nella situazione più ottimistica, invece,  i mari cresceranno di 24 centimetri e le temperature aumenteranno di un grado, sempre rispetto al periodo 1986 – 2005.

D*Haus: la casa che cambia con il clima

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Gli architetti inglesi David Grunberg e Daniel Woolfson hanno creato una casa davvero particolare: si chiama “D*Haus” e l’edificio è in grado di cambiare forma in base alle esigenze climatiche riuscendo in questo modo ad ottimizzare i consumi energetici sia per quanto riguarda la luce che il riscaldamento.

Le configurazioni che può assumere questa eccezionale casa sono ben 8:  le trasformazioni si basano sul “Haberdasher’s Puzzle” di Henry Dudeney, un matematico che è riuscito a scoprire il modo di selezionare un quadrato riorganizzandolo in triangoli equilateri. Grazie a questi possibili 8 cambiamenti l’edificio risulta estremamente flessibile per adattarsi nel modo migliore al freddo o al caldo, alla luce o al buio.

Amazzonia, la deforestazione causa cambiamenti climatici

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Si sa che a forza di abbattere alberi in Ammazzonia, la concentrazione di CO2 sulla terra aumenta, perchè non ci sono più le piante ad assorbirla, ma quello che preoccupa ulteriormente è che grazie a questa pratica scriteriata sembra che ci siano anche gravi ripercussioni sulle precipitazioni, che sono ridotte sensibilmente non solo in Amazzonia ma anche a centinaia di chilometri di distanza.

I ricercatori dell’Università di Leeds e del Centro NERC for Ecology & Hydrology, hanno scoperto che l’aria che passa sulle foreste tropicali è in grado di produrre più del doppio della pioggia dell’aria che passa su una bassa vegetazione. Perciò variazioni nell’assetto della vegetazione possono provocare cambiamenti climatici anche a centinaia di chilometri di distanza.

Olio di palma: perchè è da evitare?

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L’olio di palma è un olio vegetale largamente diffuso.

Dalle sito ufficiale di GreenPeace si legge “L’olio di palma raffinato è largamente utilizzato in cucina, onnipresente nella produzione mondiale di alimenti trasformati, nei saponi, nei detergenti e nei prodotti d’igiene personale. È anche largamente utilizzato nella fabbricazione di oggetti di metallo, plastica, gomma, in tessili, vernici, carta e componenti elettronici. L’olio greggio viene raffinato per produrre, tra le altre cose, l’olio per frittura usato dalle industrie che producono snack e come ingrediente di margarine, grassi per pasticceria, cioccolato, dolciumi, gelateria e latte condensato, oltre ai saponi e ai detergenti”.

Clima, Europa e America lontane da un accordo

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La diciassettesima Conferenza delle Nazioni Unite (Cop17/Cmp7) sul cambiamento climatico si è aperta a Durban sotto il cattivo auspicio di un mancato accordo tra America ed Europa.

Il neo ministro dell’ Ambiente, Corrado Lini, è partito alla volta dell’ appuntamento con un’ idea precisa in mente: “un partanariato oltre il protocollo di Kyoto” mai sottoscritto da Stati Uniti e Cina e presto prossimo alla scadenza. Cosa fare per fermare il riscaldamento globale entro i due gradi? Il primo punto da sistemare sarebbe proprio l’ emissione di CO2 da parte della Cina che tra il 2010 e il 2035 emetterà la stessa quantità della somma di Stati Uniti, Europa e Giappone. Una possibile di allinemanto? Sembra essere esclusa dai colossi economici mondiali e così sembra che anche questa volta la Conferenza arriverà ad un nulla di fatto per l’ ambiente.