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Rajendra K. Pachauri: un cambiamento a favore dell'ambiente è possibile

Di Giordana - 21 Gennaio 2014

Rajendra Pachauri è stato presidente dell’Intergovernamental Panel on Climate Change dal 2002 ed ha dichiarato le sue dimissioni nel 2013. Pachauri è un economo, ingegnere ed ambientalista indiano, nato a Nanintal, India del Nord, nel 1940.
E’ stato definito la “Cassandra” del clima perché le previsioni a tratti allarmanti dei suoi rapporti sembrano poi essersi avverate, ma nonostante Pachauri sia convinto dell’attuale stato di “insanità” del pianeta, che sta risentendo in maniera fortissima del boom del consumo irresponsabile che ha caratterizzato gli ultimi cinquanta anni, è però convinto che le cose possano cambiare e che ci sia tempo per migliorare la situazione del pianeta e di conseguenza la nostra.

Pachauri proviene dall’India ricca, la sua città natale è situata su uno splendido lago di montagna ed è probabile che il suo pensiero sia stato compreso proprio più in occidente che in Asia e nel subcontinente dove, benché ci siano menti come Pachauri, Vandana Shiva e Amartia Sen, è ancora molto indietro nel cammino di consapevolezza ambientale.
La ricchezza del pensiero di Pachauri però sta proprio nell’unione tra la sua antica cultura di rispetto per gli esseri viventi e le più moderne ed occidentali concezioni in campo climatico-ambientale. Nonostante il suo realismo schietto Pachauri non sostiene che sia necessario smettere di consumare ( d’altronde sarebbe un’affermazione contraddittoria per un esponente di un paese in via di sviluppo e questo è un elemento da non sottovalutare, non si può infatti chiedere, come già fece presente la Cina, ai paesi in via di sviluppo di smettere di consumare per recuperare i danni che già precedentemente erano stati fatti), ma ritiene che sia necessario cambiare lo stile di consumo, trasformandolo in un accordo tra uomo ed ambiente piuttosto che in una relazione tra risorsa da consumare e consumatore che non vedrà alla fine un consumatore soddisfatto e vincitore, ma un uomo disperato che ha esaurito le sue risorse.
Pachauri è stato preso ad esempio ed ha sostenuto la settimana internazionale del vegetarianesimo, nel 2013, è infatti un fermo sostenitore della riduzione del consumo di carne e della dieta vegetariana, Pachauri sostiene, a prescindere dalle ragioni animaliste, che la riduzione degli allevamenti di bestiame migliorerebbe notevolmente le condizioni climatiche e ambientali (riduzione dell’inquinamento proveniente dai liquami di scarico, incremento degli ettari di terreno coltivabili, cessazione della produzione di mangimi animali perlopiù costituiti da alimenti geneticamente modificati coltivati su larga scala e con utilizzo di monoculture e pesticidi).
L’idea del vegetarianesimo, parziale o integrale, che propone Pachauri non è una sfida tra onnivori e vegetariani, ma una strada comune verso un atteggiamento più sostenibile, così come molti altri atteggiamenti quotidiani perché come lui stesso sostiene, il cambiamento climatico non è causa, ma conseguenza.
[Fonte immagine: Wikipedia]





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