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Quante cose ci perdiamo nella vita per colpa della fretta?

Di Elena Bernabè - 8 Marzo 2013

Una mattina di gennaio un uomo entrò nella stazione della metropolitana di Washington DC, si mise vicino ad un muro ed accanto ad un cestino di rifiuti. Ed iniziò a suonare il violino proprio nell’orario di punta. Migliaia di persone passarono di lì e sentirono la sua musica. Lui suonò per circa 43 minuti sei pezzi di Bach.

Qualcuno gli lasciò un dollaro, qualcun altro si fermò brevemente ad ascoltarlo. Solo i bambini attirati dalla musica e dalla bravura dell’uomo cercarono di fermarsi a lungo: furono però in tutta fretta costretti dai genitori a proseguire lasciando quelle melodie così meravigliose per loro.

Il violinista finì di suonare, mise insieme i 32 dollari raccolti. Nessun applauso o complimento.

Dietro a questa comune storia c’è qualcosa di incredibile. L’uomo che suonava il violino nella metropolitana di Washington DC era Joshua Bell, uno dei musicisti più talentuosi e famosi al mondo! Lui suonò alcune tra le musiche più eleganti mai scritte con uno dei violini più preziosi mai realizzati.

Pensate che solo due giorni prima aveva fatto il tutto esaurito al teatro di Boston, dove il biglietto costa in media 100 dollari.

La prestazione segreta di Joshua era stata organizzata dal quotidiano Washington Post come parte di un esperimento sociale per indagare la percezione, il gusto e le priorità delle persone.

Queste le domande all’origine dell’esperimento: in un ambiente comune ad un’ora inappropriata percepiamo la bellezza? Ci fermiamo ad apprezzarla? Riconosciamo il talento in un contesto inaspettato?

Hanno vinto, purtroppo, l’indifferenza e la fretta. Ma quante cose allora ci perdiamo nella vita? Vale davvero la pena di vivere in questo frenetico modo?
Eccovi il video dell’esperimento:

 
Fonte: http: www.washingtonpost.com
 





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