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Sfogo della LAV: attacco all'obiezione di coscienza

Di Valeria Bonora - 14 Gennaio 2013

Vi riporto uno sfogo legittimo della responsabile della LAV, Michela Kuan riguardante la Proposta di legge n. 5602 presentata il 26 Novembre scorso che riguarda la vivisezione e l’obiezione di coscienza.

«L’ennesima trovata non si limita a difendere la vivisezione, ma addirittura la beffeggia, ridicolizzando una Legge importantissima e vanto per il nostro Paese: la 413 del 1993 “Norme sull’obiezione di coscienza alla sperimentazione animale”; uno strumento fondamentale che da diritto a studenti e operatori di avere e fare una scelta etica e scientifica.
I firmatari: Turco, Beltrandi, Bernardini, Mecacci, Zamparutti e la tristemente nota Farina Coscioni che da anni si batte in prima linea per difendere la vivisezione tramite motivazioni soggettive e prive di nozioni tecniche, hanno proposto un testo che ha la finalità di garantire il diritto dei pazienti a rifiutare l’impiego di farmaci sperimentati su animali con tanto di apposizione di dicitura sulla tessera sanitaria, come se fosse possibile scegliere di curarsi con medicine non provenienti da test su animali!
Una posizione che dal partito-simbolo delle obiezioni di coscienza, vere, praticabili, è una grande delusione e un controsenso perché, di fatto, questa scelta non esiste; fare leva sul fatto che se ti vuoi curare non puoi essere contro la vivisezione non è solo senza alcuna logica, ma anche ingannevole e subdolo.
Un “gioco” di intenti inutile che imbroglia il lettore e che fa confusione sull’iter di commercializzazione di farmaci e prodotti medicali, infatti, dopo il passaggio sugli animali, tutti i composti vengono testati sull’uomo ed è questa fase che è indicativa, mentre quella basata sulla vivisezione lo può essere solo a posteriori, risultando, oltretutto, errata in più del 90% dei casi.
Inoltre, presentare una proposta di legge a Legislatura ormai al termine a cosa serve?
Purtroppo la sofferenza e la vita di milioni di esseri senzienti viene banalizzata da proposte di legge come questa che sprecano uno strumento importante che può essere un mezzo fondamentale per influenzare le decisioni politiche in base alle volontà dei cittadini.
Anzi, visto che la sperimentazione animale è obbligatoria, proprio dai radicali che sono stati fautori della “libertà di ricerca” ci saremmo aspettati, per logica, una proposta basata sul principio di implementare i metodi alternativi in modo da dare veramente una scelta di mercato e personale, posizione che avrebbe oggettivamente potuto cambiare le cose e non essere solo uno “specchietto per le allodole”.
Poi, se volessimo essere coerenti, allora sulla tessera sanitaria, per chi è attento alle tematiche sociali ai diritti umani dovremmo anche scrivere “non somministrare farmaci pericolosi sperimentati sull’uomo”… e allora avremmo bancali in farmacia vuoti.»

Cosa ne pensate voi? Anche per voi è una presa in giro questa proposta di legge? Forse dovremo chiederci se le persone che hanno proposto questa legge hanno davvero capito cosa vuol dire vivisezione o se ci stanno solo prendendo in giro.
 





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