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Le mappe mentali possono dirci chi siamo veramente?

Di Laura Cusmà Piccione - 4 Gennaio 2023

Alla voce mappe mentali su Google oggi corrispondono oltre 870 mila ricerche al mese soltanto in italiano. Questo dato conferma che le persone sono attente alla crescita personale. Le mappe mentali sono, infatti, la rappresentazione grafica della nostra mente. Aiutano a sviluppare il pensiero laterale, ad apprendere e memorizzare attraverso l’associazione di idee e la deduzione; perciò qualsiasi concetto, sia personale, di studio o lavorativo per noi importante può essere riversato su una mappa mentale. Sono eccellenti strumenti per organizzare il lavoro. L’organizzazione può sembrare pratica polverosa e tediosa, invece ci consente di trovare il nostro tempo libero per sfruttarlo al meglio.

Avere tutto ben chiaro nella mente. Ecco da dove tutto ha inizio. Sapere esattamente cosa si vuole è la cosa più importante per ottenerlo
Mae West

La mappa mentale può persino avvicinarci di più alla felicità perché questa non arriva per caso, siamo noi che dobbiamo creare le precondizioni affinché entri nella nostra vita. Così come la crescita non avviene magicamente, siamo noi che dobbiamo imparare a conoscerci e programmare in che modo investire il nostro tempo ed energie. E la mappa mentale può aiutarci. Le mappe mentali scrivono un viaggio di introspezione interiore che può dirci chi siamo veramente, secondo Marco Venturi, che lavora nella formazione musicale e personale anche con le mappe mentali, che gli ha permesso di creare una community con migliaia di iscritti con cui condivide oltre alle mappe mentali, ebook e idee.

Cos’è la mappa mentale

E subito Venturi spiega cosa sia la mappa mentale, sin dalle sue origini rintracciabili nella necessità di Tony Buzan di trovare un efficace e innovativo metodo di insegnamento e soprattutto di apprendimento: “Una mappa mentale è una rappresentazione grafica, creata a mano oppure con software digitale, di come funziona e ricorda la nostra mente. Le mappe mentali sono un’invenzione di Tony Buzan, psicologo inglese che negli anni ‘Sessanta, osservando il metodo d’insegnamento nelle scuole elementari trovò diverse lacune.
I bambini si distraevano e annoiavano facilmente e soprattutto dimenticavano buona parte delle lezioni.
Ideò così una modalità radiale di scrivere e non lineare come il testo di un libro. Con questa libertà di aggiungere informazioni, colori e collegamenti (a destra o sinistra, sopra e sotto al concetto principale) la mente rimane attratta e divertita, il che si traduce in diverse attitudini tra cui più concentrazione, memoria, maggiore creatività e maggiore flusso di idee”.

Più apprendi e accumuli nuovi dati in un modo integrato, radiante, organizzato, più ti sarà facile apprendere.
(Tony Buzan)

Questi strumenti di apprendimento possono aiutarci a scoprire chi siamo veramente, perché ci consentono di conquistare il sapere.

E io ho i miei pensieri. Quando penso non sono un civis e neppure un socius. Non devo rispondere a una società né a una politica. Rispondo ai miei soli averi: i pensieri.
(Manlio Sgalambro, “Trattato dell’età”)

“Le mappe mentali – continua Venturi – sono ottimi strumenti per conoscerci di più per un semplice motivo: siamo il risultato di ciò che abbiamo appreso, ripetuto e ricordato. Riflettendo su questa frase possiamo dedurre che i nostri pensieri, la nostra felicità media, le nostre idee oppure i nostri successi sono un derivato di apprendimento, ripetizione e infine memoria.

L’uomo è l’essere che non può uscire da sé, che non conosce gli altri se non in se medesimo, e che, se dice il contrario, mente.
(Marcel Proust, “Alla ricerca del tempo perduto”)

E il nostro cervello ha bisogno di suggestioni, come afferma Venturi, per non impigrirsi: “In effetti la nostra mente ha enormi qualità ancora inesplorate ma di certo sappiamo che il cervello è l’organo più pigro del nostro corpo. Necessita di essere attivato e stimolato quotidianamente altrimenti si accomoda in pantofole per risparmiare energia”.

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Lorenzo Lotto, L’albero della vita, Oratorio Suardi, Trescore Balneario. Credit foto © Wikipedia

Poi Marco Venturi spiega come le mappe mentali riescano a stimolare il cervello e di come ci conducano ramo, dopo ramo a far spuntare l’albero della nostra vita: “Su una mappa mentale ad esempio, possiamo scrivere il nostro nome al centro oppure mettere una nostra immagine e lasciare che le parole o idee da aggiungere ci vengano di getto, senza pensare. Inizialmente ogni pensiero può sembrare scollegato dal restante ma continuando a scrivere ciò che ci viene in mente noteremo presto che stiamo scrivendo di noi, di ciò che siamo. Potremmo scrivere e scoprire più risorse che non usiamo, paure o limiti che evitiamo oppure potremmo avere nuove intuizioni ma una cosa è certa, scopriremo più cose su noi stessi”.

Quando la tua mente fluttua, esistono due entità: una sono le nuvole, i pensieri, gli oggetti, le immagini; l’altra è la consapevolezza, la mente stessa. Se presti troppa attenzione alle nuvole, agli oggetti, ai pensieri e alle immagini, hai dimenticato il cielo.
(Osho Rajneesh)

Dopodiché Venturi illustra come realizzare in pratica una mappa mentale:
“Ognuno di noi ha una propria espressione creativa che migliora con l’esperienza. Di norma si procede in questo modo:
Prendi un foglio di carta grande, almeno in formato A4, disponilo in orizzontale e al centro del foglio scrivi o disegna il concetto principale. Da questo, in senso orario, in alto a destra o come desideri disegna delle braccia o rami su cui scrivere i temi o titoli secondari. Puoi riempire gli spazi vuoti delle braccia con diversi colori. Da ognuno di questi rami possono partire altri rami più piccoli contenenti approfondimenti e dettagli. Puoi scrivere parole, meglio in maiuscolo, schizzi, disegni, numeri o date, simboli e collegamenti tra le parole e le braccia.
Su una mappa mentale di una pagina ad esempio puoi riassumere il contenuto di un intero libro. Il titolo al centro, le prime braccia sono i capitoli e infine, sui rami più piccoli sintetizzare i concetti trattati.
Non preoccuparti che sia chiara o leggibile per altre persone, ciò che è importante è che aiuti te a memorizzare ed elaborare le informazioni.

IMG Mappa mentale su I 5 passi per l’autostima . Per gentile concessione di Marco Venturi.

Con la sua attività di formatore e grazie al suo sito, Marco Venturi è riuscito a creare una comunità con migliaia di iscritti, a dimostrazione di quanto le persone cerchino strumenti e aiuti per favorire il proprio sviluppo umano. L’autore della comunità spiega così il suo successo: “Il mio intento primo è da sempre dare valore alle persone. Sul sito www.latuamappa.com condivido oltre a diversi articoli di crescita personale e professionale ben 150 mappe mentali create nel tempo. Cerco di dare settimanalmente contenuti di valore e gli iscritti lo apprezzano con commenti e recensioni.
Le persone che amano l’apprendimento sono spesso quelle che accettano di sfidarsi ed è questo che fa la differenza. Sapere non basta, serve applicare ciò che sappiamo per avere un riscontro nella realtà.
L’interessante tecnica delle mappe mentali favorisce questo processo riflessivo perché aiuta a creare collegamenti (sinapsi) nel reticolo cerebrale del cervello”.

La vera libertà mentale è la capacità di creare l’ordine dal caos.
(Tony Buzan)

Sul suo sito il formatore afferma che le mappe mentali possono davvero aiutarci a essere più sani, efficaci e liberi (soprattutto da noi stessi). Come?
“L’applicazione delle mappe mentali – risponde – ha decisamente mille risvolti. Possiamo crearne per diversi obiettivi, per chiarirci le idee sul nostro stile di vita, su come liberare tempo per noi o aumentare l’efficienza sul lavoro. In effetti, dalle richieste e dai commenti sul sito ritorna sovente la domanda di come liberare se stessi.

La libertà risiede nella comprensione di se stessi, di momento in momento.
(Bruce Lee)


Liberare se stessi è una cosa, sostenere il peso di quel sé liberato è un altro.
(Toni Morrison)

Siamo esseri abitudinari e nel tempo non ci accorgiamo di finire dipendenti da abitudini spesso mentali. Convinzioni limitanti e idee sbagliate di sé possono essere trascritte su una mappa mentale privata per essere rielaborate e osservate da una diversa angolatura.
A questo proposito occorre prestare attenzione alle parole che usiamo e soprattutto alle domande che ci facciamo. Ricordiamoci che le semplici sensazioni passeggere creano le emozioni e gli stati d’animo sono il risultato di queste ripetizioni.
Spetta a noi stessi considerare se le parole e le domande che ci facciamo sono utili o dannose a noi”.

L’anima libera è rara, ma quando la vedi la riconosci, soprattutto perché provi un senso di benessere quando gli sei vicino.
(Charles Bukowski)

Esemplifica Venturi: “L’autostima personale ha bisogno di una risposta esterna per dare frutti ad esempio, e questa risposta arriva dagli altri quando noi cambiamo atteggiamento.
Le mappe mentali aiutano a riflettere, da questa deduzione scopriamo di poter cambiare il comportamento”.

La felicità

Persino la felicità, cui ogni creatura vivente anela, può essere ricercata attraverso una mappa mentale. Sul suo sito Venturi offre gratuitamente anche 20 segreti della felicità. Una felicità che possiamo trovare ritornando ai valori personali, i più autentici.

Leonardo da Vinci, Gioconda Credit foto © Pexels

Secondo Venturi: “La felicità è l’obiettivo primo di ogni essere vivente ma i messaggi che raccogliamo ogni giorno ci traggono in inganno. La felicità è un percorso in cui dobbiamo sporcarci le mani e non un acquisto nuovo.
Credo che, sebbene la felicità per ognuno di noi sia una cosa diversa, fra i 20 segreti quello più efficace sia davvero semplice: ritornare ai valori personali. La domanda perfetta è questa: Cosa è davvero importante per me?

Non è la felicità che conta? Non è per la felicità che si fa la rivoluzione? La condizione contadina e sottoproletaria sapeva esprimere, nelle persone che la vivevano, una certa felicità “reale”. Oggi, questa felicità – con lo Sviluppo – è andata perduta
(Pier Paolo Pasolini)

Ed ecco come si potrebbe realizzare la mappa mentale della felicità:
“Su una lista o mappa mentale possiamo elencare i nostri personali 10 valori principali. Occorre essere onesti con se stessi per far si che l’esercizio dia risultati veritieri.
Una volta scelti questi valori in ordine di priorità, dal più sentito e necessario all’ultimo li riversiamo su una nuova mappa mentale e riflettiamo su come applicarli nel nostro ambiente.
Per esempio, se per me adesso è importante essere apprezzato sul lavoro, come posso esserlo di più? Certamente servirà lavorare bene ma riceverò apprezzamento se mi attiverò apprezzando e sostenendo gli altri…La risposta è garantita e immediata.
Joseph Riggio disse: Ciò su cui fai attenzione, aumenta”.

Un importante passo da muovere per essere felici è compiere atti di gentilezza, perché consente di conquistare la gratitudine.
Secondo Venturi, dovremmo essere sempre gentili, senza temere il rischio di cadere nel buonismo:
“Il fatto che la gentilezza sia in disuso e associata a buonisti è un ennesimo errore che crediamo normale.
Tramite la gentilezza verso ogni essere noi riceviamo un regalo importantissimo, la gratitudine.
La gentilezza come la gratitudine è contagiosa. Se un semplice sorriso illumina oltre al nostro viso anche quello degli altri, una piccola gentilezza certamente verrà restituita con interessi.
Serve più attenzione alle persone”.
Nella crescita personale una frase recita: Lascia le persone un po’ meglio di come la hai trovate.

Credit foto © Pexels

La crescita personale

La mappa mentale sul sito del nostro interlocutore è indicata come “un semplice ma potente esercizio per scoprire ogni volta qualcosa in più su chi siamo veramente”. La mappa mentale, infatti si rivela uno strumento utile all’affermazione della nostra crescita personale, messa in crisi dalle credenze errate su noi e sul mondo che ci inculcano sin dall’infanzia e che dovremmo abbattere, al fine di allenare la mente ad accettare i cambiamenti necessari alla nostra crescita personale.
La necessità di cambiare per evolverci è centrale nel pensiero di Venturi.
Infatti, Marco Venturi torna al discorso sul cambiamento, spronandoci a superare quelle sovrastrutture:“Siamo esseri abitudinari e spesso con credenze sbagliate su di noi e sul mondo che abbiamo appreso in infanzia (quindi non nostre).
Se a questo aggiungiamo che la nostra mente è davvero pigra il cambiamento è ciò a cui fuggiamo di più.

A nascere sono buoni tutti.
Persino io sono nato!
Ma poi bisogna divenire. Divenire.
Crescere, aumentare, svilupparsi,
ingrossare (senza gonfiare)
accettare mutamenti (ma non mutazioni),
maturare (senza avvizzire),
evolvere (e valutare),
progredire (senza rimbambire),
durare (senza vegetare),
invecchiare (senza troppo ringiovanire)
e morire senza protestare.
(Daniel Pennac)

Poi Venturi offre “due considerazioni su cui riflettere:

  1. Gli animali sopravvissuti nella storia non sono i più feroci o grandi come i dinosauri ma quelli che hanno saputo adattarsi ai cambiamenti.
    Gli stessi alberi che crescono su ripide rocce in alta montagna hanno la corteccia più pesante delle piantine in giardino. Perché? La Natura ci insegna che la flessibilità è l’unico modo per continuare a vivere.
Credit foto © Pexels
  1. E’ sufficiente una domanda per scardinare la paura del cambiamento: Credi davvero che ogni cosa, genitori, moglie, figli, lavoro, sicurezza resterà esattamente come ora tra 10 anni?…È chiaramente impossibile e l’adeguamento indispensabile.

Per allenare la tua mente ad accettare il cambiamento fai una lista di risorse, di limiti e di bisogni personali. Una volta completata chiediti quale piccolo passo puoi mettere in pratica da oggi per garantirti un domani più sereno e sicuro. Un passo difficile ma necessario.

Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiar se stesso.
(Lev Tolstoj)

I temi delle mappe mentali

I temi che possiamo sviluppare inalberando mappe mentali non riguardano soltanto la progettualità professionale, ma anche la crescita personale, come dichiara Venturi:
“Alla voce mappe mentali su Google oggi corrispondono oltre 870 mila ricerche al mese solo in italiano. Questo dato conferma che le persone sono attente alla crescita personale.
Per esempio, una grande azienda o multinazionale prima di produrre e lanciare un nuovo prodotto non procede a caso. Incarica ogni settore di ricercare dati specifici e dopo una o più riunioni incorpora costi, fornitori, previsioni e quant’altro in una bozza condivisa (mappa concettuale) che viene rielaborata e aggiornata fino a un progetto finale (Solution Map) che contiene e garantisce l’attivazione del processo”.

L’utilizzo delle mappe mentali ai fini della crescita personale è spiegato soprattutto in relazione alla crescita culturale che questi strumenti rendono più pratica:
“Le mappe mentali con il loro potere inclusivo sono utilissime per valutare, elaborare e pianificare la propria crescita personale, nello studio per sintetizzare o memorizzare progetti, corsi, interi libri, conferenze, esami o tesi. Sono finalmente usate nelle scuole in supporto ai bambini.
Aiutano a sviluppare il pensiero laterale, ad apprendere e memorizzare con associazione di informazioni e deduzione perciò qualsiasi concetto, sia personale, di studio o lavorativo per noi importante può essere riversato su una mappa mentale”.

Chi sbaglia a pianificare, pianifica di sbagliare.
(Giorgio Soffiato)

E persino la nostra parte creativa può essere sviluppata in una mappa mentale:
“Le mappe mentali possono “organizzare” anche gli aspetti creativi della vita? È giusto “domare”anche la nostra parte creativa?
Rispondendo alla prima domanda sull’organizzazione direi assolutamente di sì. Le mappe mentali sono utilissime per fare ordine nella mente e scoprire più cose su di noi e sulle nostre attitudini ma la qualità di queste riflessioni deve avere un riscontro nella vita vita reale ed essere portata in pratica.
Sul sito sono disponibili diverse risorse gratuite e riguardo l’organizzazione e la produttività le mappe mentali già pronte che consiglio di valutare sono:
• Il Principio o Regola 80/20 di Pareto sul lavoro,
• come organizzare la settimana e liberare tempo,
• 5 modi per essere più efficace e produttivo,
• equilibrio, come disegnare la tua vita,
• il metodo Smart…

Riguardo la creatività credo che ognuno di noi abbia insito un grande potere creativo che con coraggio e passione debba essere espresso. Creatività manuale, intellettiva oppure direttiva.
Penso che oggi giorno l’innovazione sia il miglioramento e l’aggiornamento di ciò che è già stato inventato nel passato. La creazione è sempre il risultato di qualcosa che è stato ideato, rifinito e modellato e infine creato.
A favore di allenare la creatività mi sovviene una frase che dice: Siamo qui per tre motivi, il primo è domare il brusio nella mente, il secondo è scegliere la nostra canzone, il terzo è cantarla.

D’altronde la mappa mentale stessa richiede una quota di creatività per essere realizzata e – come fa notare Venturi: “Con l’esercizio migliora notevolmente. Soprattutto all’inizio delle nostre creazioni di mappe mentali non dobbiamo intimidirci per disegni poco chiari oppure per parole che non sembra abbiano senso. Sono informazioni contenute nel nostro cervello che con la pratica sviluppano il nostro personale modo e bagaglio.
La creazione di mappe mentali a mano libera su di un foglio di carta per la nostra mente è un gioco esattamente come per i bambini. Con parole, disegni e colori diversi non facciamo altro che attrarre la sua attenzione e stimolarla, divertirla. Nel frattempo noi facciamo ordine tra le idee”.

Credit foto © Pexels

Anche le idee possono essere sviluppate con le mappe mentali. Venturi ci spiega come sia possibile a partire da un punto di vista scientifico: “A questa domanda risponderei in modo più tecnico. Abbiamo nel cervello 2 aree che elaborano informazioni diverse. Diciamo che l’emisfero destro gestisce le emozioni, l’istinto, l’intuito, la spiritualità, l’elaborazione delle immagini ecc. L’emisfero sinistro è più serio e logico. Gestisce le parole, le lingue, il conteggio, ragiona…
Le mappe mentali permettono il collegamento di entrambe le parti, fantasia e logica e qui avviene la magia della creatività e di nuove idee.
L’unione di queste diverse facoltà che tutti possediamo ci da l’opportunità di allargare il nostro spettro mentale e di connettere concetti a sensazioni, colori a dettagli, dati a immaginazione.
In effetti la nostra mente non contiene parole ma immagini mentali che connesse tra loro creano la memoria.
Allenando la capacità di immaginare aumentiamo la disponibilità mentale a creare o trovare risposte.

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Concludendo, la mappa non è il territorio nel senso che “Ciò che vediamo attorno a noi e l’interpretazione che ne diamo è l’esatta riproduzione di come noi lo percepiamo. Cambiando la nostra percezione cambia il rapporto che abbiamo con l’esterno”, mentre sì, le mappe mentali possono dirci chi siamo veramente in quanto – termina Marco Venturi: sono un percorso di introspezione che chiaramente ci porta a rielaborare noi stessi, i nostri pensieri e il mondo che ci circonda.





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