Il sapere trasmesso di madre in figlia, per generazioni, è un tesoro d’inestimabile valore. E no, non tratta di come tenere la casa, il matrimonio o una conversazione in perfetto stile anni ‘50. Il retaggio femminile parla di molto altro: del vivere in un corpo di donna, accogliere i suoi ritmi, le sue onde, che fluiscono assieme alla natura, entrare in comunicazione con quell’intuito purtroppo raramente del tutto compreso o ascoltato, percepire il mondo in maniera differente, meno lineare e più ciclico, avere un’attenzione particolare alla propria tribù, e saper mobilitare quando serve le proprie forze guerriere per difendere ciò che sta a cuore.

L’eredità della stirpe femminile insegna a cambiare il mondo, a rivoluzionarlo in maniera gentile, senza armi, senza violenza. Con equità. Ma per giungere ad uno stato di potere equilibrato e centrato sul quale le donne possono posare la pietra del mondo che potrebbe vedere la luce un domani, occorre che recuperino la loro memoria: la memoria ancestrale veicolata dalle loro madri, nonne, antenate, la memoria che scorre dentro di loro e che mormora alla Luna, quella che le porta ad avere una connessione così particolare con la natura e col sentire delle altre persone.

Tutto questo potrà avvenire quando le donne accoglieranno la loro essenza e sapranno riconoscere ed agire i loro talenti, quando si daranno il permesso di rispondere alla loro chiamata interiore, alla loro vocazione. Per potersi dare questa possibilità, le madri hanno questo grande e profondo compito: quello di guidare le loro figlie, di aiutarle ad ascoltare la voce del loro essere autentico, così diversa da quella del mondo odierno plasmato su una forma mentis più lineare e gerarchica, meno collaborativa, meno femminile, ma non per questo motivo più potente.

La conoscenza è l’eredità della tua stirpe femminile

“Crescere una giovane donna, per una madre, è un compito importante. Insegnarle ad amare il suo corpo, riconoscere i suoi talenti, coltivare dentro di lei la saggezza antica della stirpe femminile è una responsabilità che richiede impegno e molta delicatezza.”
(Tratto da “Custode del fuoco Sacro” di Alessandra Comneno. Anima Ed.)

Abbiamo dimenticato l’aspetto focoso, attivo della donna, quando in antichità era lei ad essere la guardiana del fuoco sacro e del fuoco del focolare, del fuoco della vita. Sì, c’è stato un tempo in cui la donna era potente, senza per questo essere despotica, perché la figura sociale che instaura è spesso alla sua immagine: è un cerchio in cui ognuno ha il suo posto perché riconosciuto come importante per l’equilibrio della comunità.

Ma le donne non sono soltanto accoglienti, generose come la terra; possono essere il fuoco che scalda, che entusiasma e a volte che distrugge e trasforma, e per questo motivo è utile che ognuna possa contare sulla guida saggia, consapevole e gentile di un’altra donna che saprà accompagnarla nel suo cammino di scoperta della saggezza antica di cui è custode. Questo sapere è racchiuso in lei, nelle sua carne, nel suo cuore, nel suo ventre, in quel modo di percepire le emozioni, la natura intorno a sé.

trasmissione del sapere femminile

Molte donne hanno dimenticato di avere nel loro lignaggio un’antica guardiana del fuoco, ma in ogni donna è rimasta una scintilla di quell’antica fiamma trasformatrice. Una scintilla che necessita semplicemente di essere vista, valorizzata, nutrita, guidata da una madre, che sia di sangue o d’anima non importa; quella scintilla è un fuoco in potenza che ogni donna potrà trasmettere: potrà tramandare ciò che ha ricevuto e ciò che avrà imparato alle sue figlie, in un ciclo virtuoso evolutivo, non soltanto per il bene delle donne, ma per il bene di tutti, perché siamo tutti figli e figlie di una madre.

Il potere delle Madri: creare un mondo migliore per le future generazioni

Le donne sono in grado di mobilitare le forze attraverso i quattro angoli del pianeta, nel cuore dei conflitti più aspri, e di farlo cantando, portando una speranza di pace, un messaggio; mostrando, attraverso un’azione concreta nel mondo, che ciò che ci unisce può essere più forte di ciò che ci separa.

Ecco la preghiere delle Madri (Prayer of the Mothers), l’inno di “Women Wage Peace”, un movimento di Donne per la pace che ha mobilitato migliaia di donne, di culture e religioni diverse, in modo pacifico; donne che hanno fatto sentire la loro voce in tempo di guerra e che hanno mostrato al mondo che il potere delle Madri è forte e presente e che è in grado di spargere la sua voce ovunque nel mondo.

Per l’azione che le donne possono avere nel cambiare il mondo, è importante preservare la memoria del lignaggio femminile: perché se le donne si daranno la possibilità di recuperare il loro vero posto nella società, e ciò significa sedere da pari al fianco degli uomini di potere senza barattare ciò che le rende diverse, uniche, allora potremo contare su una visione più ampia del mondo e della storia, e contare sul loro prezioso ed indispensabile contributo per trovare soluzioni ai problemi che ora affliggono il mondo, nel rispetto della vita senza distinzione di sesso, etnia, religione o cultura.

Le donne sono maggiormente inclusive e incentrate sul benessere della famiglia, e l’umanità è la nostra grande famiglia: le madri ce lo insegnano da millenni. Forse è giunto il tempo di ascoltarle.

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Sandra “Eshewa” Saporito
Autrice e operatrice in discipline bio-naturali
www.risorsedellanima.it