Si percepisce in questo momento una gran voglia di premere sull’acceleratore. Di ripartire. Di ritornare ad una vita normale.

E’ stata una pausa lunga. Forse la più lunga di tutta la nostra vita. E più vera che mai.

E il desiderio di ritornare alla vita di tutti i giorni si fa sentire. Per ritornare al lavoro, per far riprendere le scuole, per poter rivivere le nostre città e i nostri parchi pubblici, per ritornare a muoverci nel mondo. Per ritornare ad una vita il più normale possibile.

Manca poco a questo passo. Sarà un passo importante, studiato con attenzione per poterlo compiere. Un piccolo grande passo che ci condurrà ad allontanarci dalla vita di adesso e ci porterà pian piano in una dimensione più conosciuta. Con le dovute cautele, con abitudini nuove, con un modo di vivere un po’ diverso da prima. Ma sarà pur sempre un passo verso la rinascita.

Nel fare questo passo però dobbiamo ricordarci di portare con noi il bagaglio di esperienza, di vissuti e di emozioni che abbiamo accumulato in questo periodo. E’ un tesoro inestimabile. Che non può essere sotterrato e dimenticato.

Non possiamo ripartire senza questo tesoro. Altrimenti non è un nuovo inizio ma l’ennesima fuga da noi stessi. 

Il passo che stiamo per compiere ci parla di una vita diversa da prima. Siamo obbligati al cambiamento. Spetta a noi decidere se creare una copia della vita precedente o se modellarne una nuova. Senza attendere che sia il mondo a decidere al nostro posto.

Sono molteplici gli aspetti della nostra esistenza che questo isolamento ha toccato, ha fatto emergere, ha messo in evidenza. Se siamo ben vigili a cogliere i vari tocchi riusciamo a raggiungere una chiarezza rispetto al nostro sentire mai raggiunta prima. Ed è fondamentale custodire queste corde dell’anima sfiorate e farle suonare vivamente nella nostra vita.

Agire a partire da questi tocchi e non re-agire con un’azione qualsiasi per il timore di comprendere dove vogliono condurci.

Ci siamo fermati. Ci siamo accomodati in questa pausa, in noi stessi, nella lentezza, nel silenzio. Ci voleva molto tempo per farci abituare a questa situazione. Ed è solo abituandosi alla calma che la nostra interiorità ci può parlare. O meglio, essa parla sempre ma noi non riusciamo a sentirla con le mille distrazioni delle nostre giornate.

Arriverà quindi il momento della ripartenza. Ma ognuno di noi ha il grande compito di renderla una partenza regina e non una partenza qualunque. Siamo chiamati a rimettere mano al nostro lavoro, alle nostre famiglie, ai nostri figli, all’idea che abbiamo della scuola e dell’ambiente. Ad aggiustare ciò che si può aggiustare, a concludere ciò che attende di finire da chissà quanto tempo, a cambiare idea, a rinnovare un progetto, a valutare idee nuove, ad imparare a dire no, a brindare ai propri sì.

Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo ” affermava il grande Gandhi. Poichè se non partiamo da noi stessi nulla cambierà fuori.

Per poter ripartire così ci vuole lucidità, consapevolezza, coraggio e fermezza. La vera prova arriverà con la partenza. Tutto ciò che abbiamo vissuto fino ad ora è stato un piccolo assaggio, un allenamento ad una vita diversa, una presa di coscienza fondamentale. Per prepararci ad un dopo dignitoso, creativo, valoroso, audace.

Ora siamo stati costretti a guardarci dentro, a convivere con i nostri draghi interiori, a conoscerli. Con la ripartenza saremo liberi di scegliere cosa fare. Se rinascere o far finta di ricominciare. Se muoverci o se rimanere ancorati ad un passato che non ha più senso di esistere. Se agire o preferire il lamento. Se continuare a scavare nelle nostre profondità o se fuggire puntando il dito all’esterno.

E’ il tempo della trasformazione. Il contatto con la morte, con la paura, con la malattia, con la solitudine, con la disperazione, con gli strati più sconosciuti di noi stessi sono messaggeri preziosi per il nostro cammino. Ci parlano, ci guidano, ci consigliano. Ci invitano a trasformarci.

Sta arrivando il momento della nostra metamorfosi, di evolvere da uno stato all’altro. Come il bruco che per diventare farfalla deve trascorrere un periodo completamente immobile nella sua crisalide.

La trasformazione è già in noi. Prepariamoci a volare come la più meravigliosa delle farfalle.

Elena Bernabè