Pensavo che stare in casa non avrebbe cambiato un granché nella mia vita perché sono sempre stata una solitaria, una a cui piace la calma e la tranquillità della propria casa, una che se deve uscire lo fa per necessità e che preferirà sempre una scarpinata sulle sue amate colline ad un’ uscita in pizzeria di sabato sera.

In questi giorni mi rendo conto che in realtà ciò che mi manca è paradossalmente sentire il rombo della vita intorno a me, vedere la gente passeggiare e chiacchierare rumorosamente, vedere i bimbi correre con furiosa gioia al parco, sentire il rumore della vita. Non è la mia tanto amata tranquillità che mi manca, ma mi manca ciò che evitavo. Mi manca ciò che è diverso da me, ciò che non mi corrisponde.

Mi manca il mondo, la diversità, l’Altro.

Mi manca ciò che non sono, ciò nel quale non posso specchiarmi né riconoscermi. Mi manca terribilmente perché era nello spazio vuoto tra me e l’Altro che si nascondeva la sorpresa, l’inatteso, la possibilità di vedersi creare qualcosa per me ancora sconosciuto.

Non avrei mai pensato che tutto questo mi sarebbe mancato così tanto se non ne fossi stata privata. E questo mi fa riflettere molto. È proprio vero che ci rendiamo conto del valore delle cose soltanto quando se ne vanno.

In questo momento d’isolamento, più che mai, sto vivendo sulla mia pelle la consapevolezza di essere soltanto un pezzo di un puzzle spettacolare, che la mia vita può avere un senso soltanto se sono in relazione con gli altri, se insieme formiamo un disegno, qualcosa che abbia un senso, un’utilità, se mettendoci in comunicazione gli uni con gli altri riusciamo a creare qualcosa assieme.

Siamo connessi e nemmeno lo sappiamo.

C’è un filo sottile nelle nostre vite al quale non diamo abbastanza importanza e che ci collega in maniera profonda alle persone che non vedremo mai, di cui non sapremo mai il nome, anche se la nostra vita dipende da loro.

Da qualche parte nel mondo c’è un agricoltore che pianta un campo di grano, altre persone lo mieteranno, altre lavoreranno il grano in farina, la farina in pane e poi la pagnotta arriverà da te, ti darà sostentamento, sosterrà il tuo corpo, la tua salute, ti permetterà, assieme a tutte le altre cose, di vivere.

È così anche per il medico, l’infermiere che ci curano: loro ci salvano la vita, ma dietro di loro ci sono tutte le persone che li hanno sostenuti, formati nella loro professione, assieme a quelli che forniscono e costruiscono il materiale sanitario. E forse ci dimentichiamo di tutti quelli che hanno partecipato alla costruzione degli ospedali, dall’architetto al commercialista, dall’idraulico al muratore. E ce ne sarebbero ancora tantissimi da nominare!

Dietro ognuno di noi, c’è una moltitudine di persone ed è questa moltitudine che forse diamo per scontato. Mai come oggi sento che non lo è. Ognuno di noi è importante al mondo. Tu lo sei. E lo sono anche tutte le persone che lavorano per sostenere la tua vita e la vita di tutti noi.

La nostra vita dipende dall’interazione che abbiamo con gli altri, dai nostri genitori ai perfetti sconosciuti che lavorano per noi. E quando risaliamo il filo delle connessioni, quando riconosciamo l’influenza che ognuno di noi può avere sulla vita degli altri, possiamo renderci conto che sì, siamo tutti correlati.

Hai presente quando accosti uno ad uno i pezzi di un puzzle e poi piano piano ne vedi il disegno? All’inizio non hai ben presente dove andrà il tassello che hai in mano, non sai nemmeno cosa potrebbe rappresentare, ma sai che si accosta ad altri ed è quando li metti assieme, uno ad uno, che riesci a capire cosa rappresentano assieme.

Forse facciamo anche noi parte di un puzzle. Ogni pezzo è unico, diverso dagli altri, e non tutti i tasselli possono combinarsi indiscriminatamente tra di loro. Ci sarà sempre il pezzo che rimarrà nel suo angolino, un po’ più isolato, quello che all’apparenza sarà simile ad altri ma i suoi colori saranno talmente decisi che sarebbe in teoria impossibile confonderlo, anche se nella pratica le cose stanno diversamente.

Sappiamo che ogni tassello è importante perché ha una sua funzione. Ognuno ha un suo scopo. Mai come ora credo che sia importante ricordarcelo, questo scopo.

Se mancasse un tassello, uno soltanto, il puzzle non avrebbe senso.

Se ne mancasse uno soltanto, passeremo il nostro tempo a cercarlo ovunque, perché sapremo che senza di lui il puzzle rimarrebbe incompleto.

È vero che il nostro puzzle è fatto di più di 7,7 miliardi di pezzi ed è parecchio complicato. Ci stiamo mettendo più di una vita a ricomporlo, ma forse questo ultimo scrollone che stiamo vivendo tutti assieme ci sta aiutando a ricomporci. Forse abbiamo messo alcuni pezzi al posto sbagliato e dobbiamo ricominciare tutto da capo. Può darsi.

Ma se ognuno di noi farà la sua parte, né più, né meno, forse potremo ricostruirci più velocemente e su della basi più sane e vedere cosa siamo in grado di essere quando ci mettiamo tutti assieme.

Quello che so è che in questi giorni sento la mancanza di tutti gli altri tasselli, sia quelli che si combinano con me che quelli che sono lontani e con i quali non avrò mai nessuna interazione. Perché ora che siamo tutti dispersi, isolati nel mondo, sento la mancanza del “noi”.

Non so cosa potremmo essere assieme, ho soltanto una vaga idea di quello che potremmo diventare. Ma sento che ognuno di noi è importante. Anche tu che stai leggendo ora queste righe lo sei, e voglio ringraziarti perché anche se non so come, né quando, ho la certezza che la tua vita influenza la mia, e forse viceversa. A qualche livello dell’esistenza, io e te siamo connessi. Lo siamo tutti.

Siamo tutti correlati.

Sandra “Eshewa” Saporito
Autrice e operatrice in discipline bio-naturali
www.risorsedellanima.it