Hai mai pensato che forse non ti sta arrivando quella risposta perché ti sei posto la domanda sbagliata?

Il segreto per far accadere le cose è tutto nel porre la domanda giusta nel momento giusto.

La Psicologia lo sa che il potere curativo è tutto nella domanda. Non nella risposta come siamo abituati a pensare.
Il grande cammino che ognuno di noi deve compiere è proprio quello di imparare a porre, a se stessi e agli altri, la giusta domanda.

Quando riesco a porre la domanda giusta al momento giusto la persona dinnanzi a me rimane come impietrita. Regna un silenzio profondo, di pensieri e di movimenti del corpo. Ed è proprio in quel silenzio che nasce il processo creativo dove la risposta si mette in moto per raggiungere chi la sta attendendo.

Come fare a porre e a porsi la domanda giusta?
Si può iniziare percependo ciò che stiamo vivendo senza alcun tipo di giudizio: riconosciamo la nostra rabbia, la tristezza, l’arroganza, nostra e degli altri, senza voler soffocare queste emozioni. Accogliamole e cerchiamo di comprendere il messaggio che vogliono inviarci. Senza giudizio o voglia di vedere noi stessi o gli altri diversi.

Tutto ciò che viviamo accade perché custodisce un messaggio per noi. Ma spetta a noi, solo a noi, coglierlo e comprenderlo.

Pian piano, giorno dopo giorno, emergerà una parte di noi molto saggia che ci porterà in modo naturale e senza sforzo a far sbocciare in noi domande preziose, profonde e rivoluzionarie.

“Prima di valutare se una risposta è esatta si deve valutare se la domanda è corretta.” (Immanuel Kant)

Esistono tante vie per imparare a porsi le domande giuste, quelle che ti cambiano la vita, quelle che ti sbloccano, che ti portano a fare un salto evolutivo. E con l’esercizio ci si ritrova ad un certo punto a non sopportare più le domande “banali”, proprie e degli altri. Quelle domande che si ripetono, sempre uguali nel tempo, che ci bloccano, che non ci permettono di essere creativi.

Igor Sibaldi, scrittore e studioso di teologia e filosofia, nel suo libro “Al di là del deserto” scrive una meravigliosa riflessione:

“Hai mai pensato che le domande che ti poni, quelle e non altre, creano la forma della tua filosofia personale e che questa filosofia influenza il tuo modo di vivere? Le poche domande che ti poni, ti fanno vedere solo la parte di mondo che accetti di vedere e da questa prospettiva dipendono le tue possibilità, le tue scelte, i tuoi piaceri e le tue delusioni.

Vedere i limiti e gli errori della filosofia ti permette di andare oltre, di accelerare e superare, prima che da questa filosofia personale sbagliata, derivi una visione distorta e una vita sbagliata.

IMPARA A FARE LE DOMANDE GIUSTE: QUELLE PIU’ CORAGGIOSE E AUDACI.”

Al di là del Deserto
Che cos’è la Metafisica e come utilizzarla nella vita quotidiana

Voto medio su 5 recensioni: Da non perdere

€ 15,90

Le vie che ci portano a far nascere le domande giuste sono infinite ma tutte, proprio tutte, sono accomunate da un grande e preziosissimo aspetto: non sono vie della ragione ma vie che hanno a che fare più con il nostro istinto, la nostra anima, il nostro nucleo più profondo.

Il teatro, la fiaba, la pittura, la corsa, lo yoga e tutto ciò che alimenta e nutre la nostra anima sono in grado di far emergere le domande rivoluzionarie, quelle che vanno oltre al nostro pensiero usuale, quelle che non hanno mai fatto parte di noi. E così, in modo semplice ed immediato, senza nemmeno accorgercene, spuntano, apparentemente dal nulla, quesiti straordinari in grado di stravolgere completamente la nostra vita.
Accade perché siamo riusciti a far tacere le domande della mente, quegli interrogativi che invece di nutrirci ci ingabbiano e ci riportano al punto di partenza, ancora più stanchi, più spossati, più impauriti e più disorientati.

Il “perché mi ha lasciato?” si trasformerà così in ” chissà quale grande dono riceverò ora da questo lasciar andare?”.
Il “perché tanta sofferenza?” si trasformerà in “cosa mi stai comunicando Sorella Sofferenza?”.
Il “come fare a non vedere più quella persona che mi infastidisce?” si trasformerà in “cosa mi sta comunicando il mio fastidio? Quali corde profonde quella persona riesce a far vibrare in me?”

Tutte queste domande rivoluzionarie si spostano dal “me” alla “relazione”: non sono io il fulcro (non sono io la vittima) ma il significato profondo (il messaggio) che emerge dalla relazione con quell’accadimento, con quella persona o con quell’emozione. E sono tutte domande accomunate da un grande tesoro: la fede nella vita! Non intesa solo in senso religioso ma in senso più ampio.

“La fede è un dono con il quale si nasce: venire al mondo è un atto di fede, il mondo è un atto di fede. Ma poi si forma il pensiero e la sensazione che le cose esistano perché hanno cause in altre cose e non semplicemente perché tu ci credi. Allora la fede si stempera, a volte si perde. Bisogna comprendere l’importanza della fede e coltivarla. Se hai fede non ci sono obiettivi irraggiungibili, devi avere fede per evitare a questo mondo di prendere possesso di te! La fede è una qualità dell’amore. Quando ami hai fede.”

(Selene Calloni Williams, “Ci credo, ci riesco”)

Ci Credo, ci Riesco
Un libro per poter fare ciò che hai sempre voluto fare e non hai ancora fatto

Voto medio su 5 recensioni: Da non perdere

€ 12,50

Abbiamo il dovere di coltivare la fede nella vita, di credere ai suoi segnali, di creare domande di alta qualità, costruttive, originali e spettacolari. Solo così potremo essere certi di vivere davvero.

Per imparare a porsi domande coraggiose e audaci vi consiglio i corsi e i seminari di Paola Biato —> psicofiaba.jimdo.com/corsi-e-seminari/

Elena Bernabè

Bibliografia

  • Selene Calloni Williams, “Ci credo, ci riesco”, Edizioni Mediterranee
  • Igor Sibaldi, “Al di là del deserto”, Salani Editore
  • Paola Biato, “Fiabe di potere”, Verdechiaro Edizioni
  • Umberto Galimberti, “Il segreto della domanda”, Feltrinelli