Psicologia

Riconoscere Il Viaggio Dell’Eroe Nella Nostra Vita Per Superare Le Prove

Di Sandra Saporito - 28 Ottobre 2019

La rappresentazione del viaggio dell’Eroe, che possiamo riconoscere nella maggioranza dei film e cartoni animati, riesce ad avere un forte impatto su di noi al livello emotivo e psicologico perché dà voce alle dinamiche che inconsciamente viviamo nella nostra vita.

“A volte è una sensazione di disagio, nemmeno troppo chiara, ma senti che qualcosa non va più come prima: come se il vestito che hai portato ogni giorno, improvvisamente non ti stia più bene, tira da una parte, stringe dall’altra, o improvvisamente è troppo largo. A volte, quando non siamo troppo attenti ai segnali del nostro inconscio, arriva qualcosa che rompe lo schema: un divorzio, la perdita del lavoro, e improvvisamente ti trovi seduta per terra fra i cocci virtuali, della vita che fino ad ora hai portato avanti. È così che inizia il Viaggio dell’Eroe. Il nostro Re interiore chiama e il nostro Eroe interiore risponde, che lo voglia o no, deve partire per il Viaggio. E in realtà, anche se non lo sa, questo è il Momento giusto. Il nostro Re lo sa quando siamo pronti. Siamo su questa terra per assolvere ad un compito, la missione in linea con la nostra anima, e ad un certo punto, il bisogno di rispettare questo compito diventa impellente.”
(Mariarosa Ventura, scrittrice di fiabe)

È possibile riconoscere la struttura del viaggio dell’eroe nella nostra vita, individuando le 12 tappe che lo compongono, così da permetterci di vedere con più chiarezza a che punto siamo nel nostro percorso personale, e capire se le prove che ci affliggono sono quelle di inizio percorso oppure se manca poco alla liberazione finale.

Le 12 tappe del viaggio dell’Eroe

L’origine del concetto del viaggio dell’Eroe sembra affondare le radici nell’inconscio collettivo di Jung, popolato di miti ed archetipi; poi, dalla psicologia approda tra le mani di Joseph J. Campbell, saggista e studioso delle religioni, che sviluppa la dinamica del viaggio dell’eroe riscontrato nei miti antichi di molte culture in giro per il mondo nel suo libro L’eroe dai mille volti (pubblicato in Italia nel 2016 dalle edizioni Lindau); ed infine, arriva a Christopher Vogler, famoso sceneggiatore della Walt Disney, che ne definisce la struttura in maniera chiara e concisa.

Le 3 fasi del viaggio dell’eroe

  • La prima parte rappresenta la partenza (tutta in salita).
  • La seconda parte o parte centrale è costituita dalla crisi, dall’iniziazione, dal momento di grande cambiamento o trasformazione.
  • La terza parte rappresenta il ritorno, la chiusura di un ciclo e l’inizio di uno nuovo con uno stato di coscienza più elevato.

Prima parte: La partenza

Mondo ordinario. Il mondo intorno a noi sembra andare avanti per inerzia; si vive in una sorta di routine che comincia a starci stretti, a non rispondere più a ciò che siamo col guaio di non sapere con precisione chi siamo e cosa vogliamo nella vita. Lo sguardo comincia a posarsi sull’orizzonte, si sogna un’altra vita.

Chiamata all’avventura. La chiamata è l’inizio della sfida. La strada davanti a noi comincia a tracciarsi, sia attraverso una serie di casualità, o meglio, sincronicità, sia attraverso le nostre decisioni. Sta di fatto che si sente in modo impellente il bisogno di muoversi dal mondo ordinario che non fa più per noi. A volte può capitare che questa chiamata inizi con alcuni eventi dolorosi: separazione, incidenti, lutto, è anche il momento della notte oscura dell’anima. Se rifiutiamo la chiamata, si ripresenterà con più forza di seguito.

Incontro col mentore (il vecchio saggio). Spesso in questa fase, qualcosa viene in nostro aiuto; può essere una persona che ci guida, una tecnica che impariamo, una conoscenza particolare, un talento che si sviluppa, la scoperta della nostra “arma magica”: il nostro dono personale. Spesso questa fase rispecchia un momento di sviluppo, di crescita attraverso l’apprendimento costante, la disciplina, l’allenamento.

Superamento della prima soglia. È il momento della prima sfida, si muovono i primi passi in un mondo che ci pare nuovo, testiamo le conoscenze ed abilità acquisite. Qui affrontiamo gli sfidanti, i guardiani della soglia: sono le nostre paure, i nostri blocchi inconsci. In questa fase avviene la prima caduta: l’idea che ci eravamo fatta all’inizio del viaggio si scontra con la realtà, l’entusiasmo scema per lasciare posto ad una visione più reale e concreta. Può essere che per un po’ non si riesca ad andare avanti, allora ci si ferma un attimo per fare il punto della situazione, per capire come e dove abbiamo fallito, per prepararci meglio allo scontro facendo tesoro delle difficoltà iniziali.

Il pericolo è quello di congelarsi in questa prima parte, dopo il superamento della sfida, pensando di essere giunti alla fine del viaggio quando si è solo a metà.

Seconda parte: crisi, iniziazione

Prove, nemici, alleati. In questa fase facciamo i primi nuovi incontri, belli e brutti, in quello che rappresenta per noi un mondo nuovo. Le sfide che avvengono in questa fase servono ad imparare le regole del nuovo ambiente, rivelando il nostro vero carattere e ciò che conta davvero per noi, ciò di cui siamo capaci (priorità, valori, ecc.). È una fase di aggiustamento, di perfezionamento, grazie anche all’assistenza e il conforto degli alleati/amici.

Prova centrale. È il momento di crisi, di trasformazione profonda, durante la quale ci confrontiamo con la nostra ombra. È la prova decisiva durante la quale qualcosa di noi muore per sempre. Moriamo per poter rinascere. Simbolicamente parlando possiamo parlare di rito di passaggio o rituale d’iniziazione. In questa fase avviene ciò che Campbell chiama “l’incontro con la divinità o con l’altro come tentatore”, ed è il momento culminante del viaggio. A questo punto, ci troviamo faccia a faccia con le nostre più grandi paure, con il fallimento o con la fine di un rapporto. La nostra vecchia personalità muore per lasciare spazio ad un rinnovamento profondo dal quale non si potrà tornare indietro.

Ricompensa. Dopo la prova giunge una nuova consapevolezza, un maggiore rispetto di sé. La ricompensa può rappresentare un riconoscimento, un premio, la riuscita di un’impresa, la realizzazione di sé. È un momento di epifania, di grande gioia.

Terza parte: il ritorno

Via del ritorno. Si attraversa un’altra soglia: quella che separa il mondo della prova dal mondo normale, dopo la fase di ricompensa. Si torna alla vita quotidiana, profondamente cambiati; si scende nella realtà con una visione totalmente cambiata che può essere a volte disagevole: ci vuole tempo per tornare alla normalità.

Resurrezione. È la prova definitiva che funge da esame finale, per provare che si è imparata la lezione, che si è in grado di integrare le nuove capacità, conoscenze, abilità, nel mondo. È il momento delle carte in tavola: se qualcosa non è stato risolto, viene a galla in questo momento.

Ritorno con l’elisir. Il processo di cambiamento nella nostra vita è giunto al termine. La trasformazione è stabile e definitiva: siamo cambiati profondamente e sappiamo usare le nostre nuove doti con consapevolezza e gioia. Sappiamo chi siamo e qual è il nostro dono. La nostra nuova vita è cominciata.

Ora che conosci le diverse tappe del viaggio dell’eroe, a che punto sei nella tua vita?

Sandra “Eshewa” Saporito
Autrice e operatrice in discipline Bio-Naturali
www.risorsedellanima.it

Bibliografia
Il viaggio dell’eroe”, Christopher Vogler
 





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