La costiera Sorrentina è una delle mete più gettonate da italiani e stranieri, con un flusso turistico che oramai ha sforato l’esclusività del periodo estivo e che dura per almeno 9 mesi all’anno. Questa lingua di terra sospesa sul mare ha un fascino unico: verdissima e selvaggia, profuma di limoni, buganvillee, olive e delle tantissime prelibatezze culinarie napoletane rinomate in tutto il mondo. In particolare, il mare della costiera è uno specchio d’acqua chiarissimo che dondola su scogli o su spiagge prevalentemente ciottolose, monito di una bellezza mozzafiato e di avventure tutte da scoprire nella terra delle sirene!

In particolare, se avete già programmato una vacanza per quest’estate o se avrete in programma di fare un salto nel magnifico e accogliente sud d’Italia, un sito imperdibile per rendere indimenticabile la vostra permanenza è quello della Baia di Ieranto.

Il nome della Baia ha origini greche e ben definisce la sacralità della località: “ieros”, infatti, significa “sacro”. Ciò perché a qualche chilometro di distanza si trova Punta Campanella, in cui si ergeva il tempio della dea Atena. Senza dubbi una scelta azzeccata: dalla baia di Ieranto e da Punta Campanella, lo sguardo si allunga sui faraglioni di Capri, aprendosi in un’orizzonte di meraviglia! Secondo Plinio il Vecchio, fu esattamente in questa area che Ulisse le avrebbe incontrate, durante il suo ritorno verso Itaca raccontato nell’Odissea 3000 anni fa.

Rispolverando gli studi letterari della mitologia e gli scritti dell’Odissea di Omero, sorprenderà ricordare che appena dopo aver scampato il pericolo di restare ammaliato dal canto delle sirene, Ulisse fece costruire il tempio della dea Atena, come ringraziamento per aver superato l’ostacolo in quel tratto di mare infestato.

LA LEGGENDA DELLE SIRENE

Le protagoniste dell’antica storia sono Ligeia, Leucosia, Partenope, tre meravigliose fanciulle metà donna e metà pesce, il cui canto dolce ed ammaliante ipnotizzava i naviganti fino a provocarne il naufragio contro le scogliere. Secondo il canto di Omero, dopo essere sfuggito alle insidie della Maga Circe, Ulisse escogitò un piano per scampare al pericolo delle sirene: si premurò che i suoi compagni di equipaggio si tappassero le orecchie con della cera mentre lui si fece legare strettamente all’albero della nave senza tappi, perché voleva ascoltare quel canto paradisiaco senza però rischiare di restarne prigioniero. 

Il risultato positivo del suo gioco d’astuzia fece sì che le sirene si tramutassero in roccia colpite dalla delusione e dal dispiacere, diventando le tre piccole isole che oggi corrispondono a Li Galli, Castelluccio e la Rotonda, situati proprio in prossimità di questo splendido paradiso naturale.

A Punta Campanella, sono visibili ancora oggi i resti del Tempio di Atena, costruito – si dice- da Ulisse. Una curiosità: secondo un’etimologia popolare, anche le origini del nome “Sorrento” derivano dalla denominazione ”Sirenide”, precedentemente attribuita alla zona per la presenza di queste leggendarie creature.

PERCHÈ VISITARE LA BAIA?

Perché è uno dei luoghi più suggestivi della penisola. Perché è un’area protetta dal valore e dalla bellezza inestimabile dal punto di vista paesaggistico e della biodiversità. Perché le sfumature di verde e azzurro di questo luogo resteranno impressi nella memoria e nel cuore! La baia è raggiungibile a piedi percorrendo un sentiero che presenta un certo dislivello, che per quanto fattibile, è un aspetto da tenere in considerazione soprattutto per valutare gli orari migliori in cui percorrerlo (sconsigliate le ore più calde e molto consigliato portare con sé un cappellino per il sole, in quanto la zona è notevolmente esposta).

Donata al FAI perché venisse sottratta ai pericoli di speculazione, la Baia è stata oggetto di importanti interventi di restauro ambientale volti a recuperare la macchia mediterranea originaria: dal rosmarino all’euforbia, al ginepro. Oggi Ieranto è riconosciuta come Sito di Interesse Comunitario, incluso nell’Area Marina Protetta di Punta Campanella, e l’elevato livello di biodiversità la rende una destinazione ideale per chi ama il contatto con la natura più incontaminata, anche attraverso esperienze stimolanti e divertenti come birdwatching, kayak, snorkeling, passeggiate botaniche e laboratori.

COME RAGGIUNGERLA

La baia si trova nel piccolo e delizioso borgo di pescatori chiamato Nerano, frazione di Massa Lubrense, raggiungibile in bus. Dalla piazza del paese, dopo qualche decina di metri, la strada principale scende leggermente in discesa e sulla destra si trova l’inizio del sentiero. Fin da subito sarà possibile accorgersi di quanto la natura sia ricca e diversificata: il primo tratto di ulivi spazierà poi in una rigogliosa macchia mediterranea, intervallata da coltivazioni di agrumi e terrazzamenti di ulivi delimitati da muretti a secco, oltre che dai resti di forni per la calce: all’inizio del ‘900 infatti la Baia era di proprietà dell’Italsider che ne fece un villaggio minerario per l’estrazione della calce. L’accesso via mare è interdetto a ogni tipo di mezzo a motore e si consiglia di contattare il FAI per avere maggiori informazioni riguardo le possibilità da loro offerte di visitare la baia senza mezzi inquinanti.