Cosa provoca l’attacco di panico

L’attacco di panico nasce nella mente e colpisce il corpo, è fatto di un mix esplosivo di ansia ed emozioni non metabolizzate. Aggiungici una bella spruzzata di pensieri catastrofici e il cocktail è servito!

Se la responsabilità di questo evento è da imputare alla testa, purtroppo tocca al corpo fare il lavoro sporco: per evitare che la quantità abnorme di energia mobilitata dall’ansia ti faccia visceralmente del male (non dimentichiamoci che le emozioni lavorano a stretto contatto con gli ormoni), il corpo è costretto a trovare una valvola di sfogo in grado di smaltire in poco tempo tutta questa energia.

Si può dire che l’attacco di panico può essere innescato da pensieri catastrofici e da emozioni molto forti; ma a volte anche l’assunzione di sostanze eccitanti può avere un ruolo rilevante: come l’abuso di caffè che può provocare tachicardia, per esempio.

Pensieri catastrofici /stress troppo intenso /evento destabilizzante → Tempesta emotiva (+ sostanze eccitanti) = possibile attacco di panico

L’attacco di panico è un episodio dove l’ansia raggiunge un livello abnorme e può durare da una manciata di minuti a 20 minuti (in casi rari) durante i quali si può riscontrare i seguenti sintomi:

Palpitazioni, tachicardia
• Sudorazione
• Brividi o vampate di calore
Tremori
Sensazione di soffocamento
• Dolore o fastidio al petto
• Nausea o disturbi addominali
• Sensazioni di sbandamento, senso di svenimento
• Derealizzazione o depersonalizzazione
• Paura di perdere il controllo o di impazzire
Paura di morire

Quando gli attacchi di panico hanno tendenza a ripetersi, si parla di disturbo di panico.

L’attacco di panico è come un’onda emotiva anomala che rompe gli argini, la potenza delle emozioni si scatena in maniera incontrollabile e travolge tutto sul suo passaggio dandoti l’impressione di perdere il controllo. Vorrei rassicurarti su un punto fondamentale: non stai perdendo la testa o impazzendo, sei semplicemente stato esposto ad un livello di stress talmente alto che il tuo corpo è stato costretto a premere il pulsante di emergenza per permettere a quell’energia dirompente di essere espulsa fuori.

Ansia, che fare quando il troppo storpia

Cosa fare quando ti ritrovi confrontato a questo tsunami emotivo? Non puoi opporti o bloccare l’evento perciò la soluzione migliore è imparare a surfare. La prima cosa da fare è accogliere l’onda rendendosi conto che è in atto un attacco di panico quindi occorre calmare i pensieri e focalizzarsi sul respiro per spingere la mente fuori dal circolo vizioso che ha creato.

Durante un attacco di panico, la “fame d’aria” dovuta al senso di soffocamento porta ad un’iperventilazione che può causare formicolio, senso di sbandamento, accelerazione cardiaca, ecc. Per ripristinare un ritmo cardiaco regolare e “surfare sull’onda”, sarà utile respirare svuotando bene i polmoni prima di inspirare (e/o respirare in un sacchetto di carta) per ripristinare il giusto equilibrio tra ossigeno e anidride carbonica. In poco tempo, la situazione tornerà alla normalità, al livello fisico almeno.

Se le barriere cadono, puoi allargare i tuoi confini

L’attacco di panico fa crollare tutto per un momento, e da un certo punto di vista, può anche rappresentare un aiuto: spesso sono le persone perfezioniste, che danno sempre il massimo, che non si danno il diritto all’errore, a soffrire maggiormente di ansia. L’attacco di panico le costringe a ridimensionare la causa del loro malessere e a dover fare un lavoro introspettivo per uscire dal circolo vizioso che rischierebbe di instaurarsi altrimenti.

Il panico arriva quando i muri della nostra mente si avvicinano sempre più, fino al momento in cui lo spazio dentro di noi è talmente stretto che l’unica via d’uscito per non rimanere schiacciato è fare esplodere tutto, ed è a questo che serve l’attacco di panico: a fare crollare le barriere che ci opprimono dentro con un’esplosione talmente violenta da farci temere per la nostra vita e/o salute mentale. L’ironia della sorte vuole che rimaniamo terrorizzati dall’esplosione che ci salva e non dai meccanismi infernali della nostra mente che ci avrebbero schiacciato come moscerini.

“Gli dèi che abbiamo rimosso dalla nostra consapevolezza nell’inconscio, sono diventati sintomi.”
(Carl Gustav Jung)

La verità è che dentro di noi c’è un’energia enorme che desidera essere canalizzata in qualche modo ma che sotto l’effetto dello stress ci si ritorca contro: quando ci toglie il respiro e ci fa tremare come una foglia, allora ci rendiamo conto della sua potenza.

Ma immagina per un momento quello che saremo in grado di fare se riuscissimo a convogliare tutta questa potenza in uno scopo preciso se, invece di soffocarci, ci permettesse di spiccare il volo. E se imparassimo a governare i nostri impulsi interiori, a direzionare quel furore che abbiamo dentro affinché ci dia la spinta necessaria a raggiungere i nostri obiettivi invece di subirli senza capire cosa ci sta succedendo, cosa saremmo in grado di fare?

“Se hai delle forze e non le usi, prima o poi ti si rivolteranno contro.”
(Proverbio cinese)

Magari potremmo imparare qualcosa da questi attacchi di panico e lavorare su di noi affinché i meccanismi mentali in grado di mobilitare così tanta energia da farci venire un attacco di panico lavorino a nostro favore per una volta.

A conti fatti, abbiamo due possibilità che si offrono a noi: possiamo continuare a lamentarci che nessuno ci abbia dato il libretto di istruzioni della nostra testa e delle nostre emozioni, oppure possiamo decidere di riprendere i redini della nostra mente in mano e fargli capire chi comanda. Certo, occorrerà tempo e fatica, e magari l’aiuto di uno psicoterapeuta, per conoscersi meglio ma sarà sempre meglio che rimanere alla merce degli eventi.

Sandra “Eshewa” Saporito
Autrice e operatrice in discipline bio-naturali
www.risorsedellanima.it