Quando si decide di fare un serio lavoro su di sé, passata l’euforia degli inizi dove tutto sembra nuovo e meraviglioso, arriva il momento dove ci si ritrova a dover scavare in profondità per portare in superficie tutta quella serie di cose che, in tempi normali, non si vorrebbe vedere. Anzi, di solito si ha ben cura di lasciarle nascoste e ben sepolte lì dove sono; non sia mai che qualcuno se ne accorga, o peggio, che ci rendiamo conto di non essere la persona che credevamo.scavare con le mani

Poi, giunge il momento tanto temuto: l’incontro con l’Ombra, il nostro drago interiore, custode delle nostre paure e di tutti quei lati oscuri della nostra personalità, ma anche del nostro tesoro interiore più prezioso: quello che, secondo un’antica leggenda induista, sarebbe rimasto nascosto all’essere umano fino al tempo in cui avrebbe capito dove cercare.

E se c’è una cosa che non si ammette spesso quando si parla di lavoro interiore è che, nella pratica, riguarda più lo sporcarsi le mani di fango che peregrinare nel mondo tutto vestito di bianco.

“Non si diventa illuminati immaginando figure di luce, ma divenendo coscienti del buio.”
(Carl G. Jung)

Per potersi meritare il diritto di far emergere il nostro tesoro interiore e usarlo nel mondo, bisognerà dimostrare il proprio valore, dimostrare di avere coraggio, di aver maturato l’esperienza e la saggezza interiore per poter affrontare il nostro avversario ed essere abbastanza maturo, equilibrato e consapevole da riuscire ad aprire gli occhi su noi stessi senza giudizio né la tentazione di sentirsi “arrivati”, ma semplicemente riconoscendo la propria essenza.

Una vecchia leggenda svela il segreto del tuo tesoro interiore

Quando ci si avventura dentro il proprio mondo interiore, ci si deve confrontare col linguaggio dell’inconscio, fatto di simboli ed archetipi spesso rappresentati sin dall’antichità da dei e dee. Per questo motivo, non è raro imbattersi nei vecchi racconti e leggende che veicolano un sapere profondo e prezioso anche se attraverso parole semplici.

Ecco un’antica leggenda induista che ti aiuterà a capire cos’è quella cosa che cerchi e alla quale non riesci a dare un nome…

“C’era un tempo in cui gli uomini erano simili agli dei, ma abusarono talmente del proprio potere che Brahma, il Dio supremo, decise di privarli della potenza divina nascondendola in un luogo a loro inaccessibile. Pensò di consultare gli altri dei per risolvere il problema. Alcuni degli dei riuniti a consiglio dissero “Nasconderemo la divinità dell’uomo nelle profondità della terra”. Brahma rispose “Non è sufficiente, l’uomo scaverà e la troverà” gli dei dissero allora “Nasconderemo la divinità dell’uomo negli abissi oceanici”. Brahma rispose ancora “Non basta, l’uomo esplorerà le profondità marine e riuscirà a riportarla in superficie”, allora gli dei “la nasconderemo sulla montagna più alta, quasi al limite del cielo, dove l’uomo non potrà arrivare” Brahma rispose ancora: ‘Non basta, l’uomo scalerà le montagne più alte e se ne impadronirà’. Allora gli dei conclusero: ‘Non sappiamo dove nascondere la divinità dell’uomo, non c’è posto sulla terra, nel mare o nel cielo che egli non possa raggiungere.’

Finalmente Brahma senti di aver raggiunto la soluzione al problema e disse: ‘La nasconderemo profondamente dentro all’uomo stesso, abiterà proprio nel suo cuore: è l’unico posto in cui l’uomo non guarderà’.

Dentro di te c’è un temibile avversario, ma non è come sembra…

Un tale tesoro ovviamente va difeso perché il potenziale che può dare alla persona che lo conquista non è privo di responsabilità ed è proprio dentro di noi che troveremo il nostro lato Ombra che non è altro che il Guardiano di questa parte di noi così potente. È lui, il drago, l’Avversario, ma anche se ci ostacolerà in tutti i modi nella nostra ricerca del sé, rimane una parte di noi, una parte importante.

Se cercheremo di ferire il Guardiano, feriremo noi stessi; se cercheremo di ignorarlo, ignoreremo una parte fondamentale del nostro essere, ma allora come potremmo vincere questa battaglia contro la nostra Ombra sapendo che qualsiasi cosa faremo contro di lei, sarà a noi che lo faremo?

Ce lo spiega Bert Hellinger (e molti altri prima di lui): “I tesori più preziosi vengono custoditi dal drago più terribile. Per raggiungere i tesori, bisogna andare dal drago…e baciarlo.”

Una battaglia che non si vince lottando

accettare

Il confronto con il nostro lato Ombra è un momento prezioso perché segna un momento di passaggio importante: battere in ritirata di fronte al Guardiano ci porterà a negare una parte di noi, a rifiutare il dono e a rimanere bloccati nella nostra evoluzione; riuscire a guardarlo negli occhi, accettare che sia parte di noi ed integrarlo ci permetterà di lavorare su quel lato della nostra personalità che racchiude l’energia del caos primordiale e dargli una forma, lavorarla, trasmutarla.

“Nel nostro inconscio niente è da rifiutare, ma semplicemente da risintonizzare e trasmutare.”
(Carl G. Jung)

Non lotteremo più contro il drago, non faremo finta che quell’Ombra non sia nostra, la accoglieremo e così facendo potremmo lavorare assieme a lei per giungere ad un livello di comprensione e consapevolezza maggiore: canalizzeremo la sua energia impetuosa che useremo come carburante nel portare il nostro tesoro allo scoperto. Sarà su quella terra lavorata in profondità, sanata e rinvigorita, che potremmo allora edificare una vita basata sul nostro essere autentico.

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Sandra “Eshewa” Saporito
Autrice e operatrice in discipline Bio-Naturali
www.risorsedellanima.it