Come psicologo e pedagogista ho l’opportunità di lavorare con bambini, adolescenti e adulti che, in relazione a determinate esperienze vissute, necessitano di un intervento mirato al fine di sostenerli in un percorso che riesca a sollevarli dal peso dell’ansia e sperimentare strategie per tornare ad essere serene e padroni della propria vita.

Essendo esperto di pratiche bioenergetiche integrate, cerco di lavorare prevalentemente sul corpo, sul respiro, le tensioni e le distensioni attraverso il gesto e la sua intenzionalità espressiva. Si tratta di un percorso educativo e trasformativo che prende in considerazione il corpo, accogliendo la condizione ansiosa del soggetto.

Il percorso viene “ritagliato e cucito su misura”, nel senso che l’approccio non si basa su un protocollo definito ma viene costruito insieme alla persona per rispondere al meglio alle necessità e ai bisogni soggettivi. Il lavoro corporeo non sempre è così semplice ed immediato da attivare; spesso accade che il praticante tenti di controllare con gli occhi riguardo a ciò che gli accade intorno, impedito a lasciarsi andare, a sciogliere le tensioni e a recuperare gli aspetti più intimi di se stesso.

Il canale corporeo però è importante perché è un mezzo efficace per consentire al paziente di contattare, ad esempio, la rabbia e di avvertirla a livello corporeo.

La tendenza ad intellettualizzare i vissuti, non consente spesso di entrare in contatto con i propri stati emotivi in modo autentico, ecco perché il lavoro bioenergetico rappresenta la via privilegiata per avvertire in modo diretto determinate sensazioni che, altrimenti, seguendo il canale verbale, verrebbero perse in fiumi di parole impersonali.

E’ importante alternare esercizi in posizione di grounding (radicamento) per l’ascolto del proprio respiro, con quelli sulla espressione della rabbia percuotendo un apposito cubo. L’obiettivo può essere quello di affermare il piacere di essere amato pur riconoscendosi il diritto di manifestare emozioni negative, dando forza alle gambe e alle braccia. Verbalizzare attraverso il salto la frase: “io sono libero” per introiettare il potere del sentirsi indipendente unitamente al volo del gabbiano in bend over, può contribuire a rendere flessibile tutto il corpo per abbandonare la testa, rafforzare gli arti superiori ed inferiori, sciogliendo le spalle, il collo ed il cingolo scapolare dal peso delle raccomandazioni paterne e dal controllo materno, pur mantenendo i confini personali.

E’ importante mettere in contatto il diritto di essere amato con la possibilità di non essere completamente buono e di manifestare la rabbia per affermare il bisogno di essere autonomo. La difficoltà non tardano a farsi sentire. Il bisogno di controllare con lo sguardo cosa accade intorno manifesta spesso il bisogno antico di essere approvato, di avere la conferma di fare la cosa giusta e non tradire le aspettative.

Allo stesso tempo, è possibile avvertire la difficoltà di lasciarsi andare, come se non se fosse complicato potersi permettere di colpire liberamente il cubo, di alzare la voce e di imporsi. Capita in poche parole di Sentirsi trattenuti, come se qualcuno o qualcosa rallentasse i colpi e costringesse ad abbassare il tono della voce, mentre la mandibola tende a serrarsi sempre di più, quasi a scongiurare il pericolo di lasciare uscire qualcosa.

Si crea quindi l’occasione per prendere coscienza della compressione interna, scoprendo magari di essere dominati dalla paura di perdere il controllo e, soprattutto, del fatto che, sin da piccoli, si può aver avvertito la sensazione che non obbedire ai genitori significa non essere degni di amore. Da qui, la negazione di ogni forma di ribellione che può significare rifiuto ed umiliazione.

E’ possibile integrare esercizi di rilassamento della mandibola uniti ad un auto massaggio in quella zona stessa per facilitare le tensioni dettate dalla rabbia trattenuta per non essersi mai concesso il diritto di essere autonomo e pienamente libero di esprimere il dissenso. In un certo senso è possibile capire, magari per la prima volta, cosa significhi non riuscire ad imporsi nelle situazioni conflittuali e come sia invece vissuto come più familiare la tendenza ad assumere una posizione di sottomissione pur di non tradire le aspettative delle figure significative di riferimento.

Insomma, il percorso di pratiche bioenergetiche integrate consente di esprimere le proprie emozioni, il bisogno di essere libero ed essere amato e, soprattutto, che intimità e libertà non si escludono a vicenda, nel senso che, esprimere il proprio sentire in modo autentico invece di chiudersi in se stessi, probabilmente consente di sperimentare una vita piena e significativa anche da un punto di vista emotivo.

Se con la bioenergetica è possibile maturare importanti autoconsapevolezze circa la propria vita emotiva, con le tecniche meditative e le fantasie guidate, invece, possono essere raggiunti risultati diversi in termini di manifestazioni di assertività e decisioni di cambiamento. Uno degli scogli più grandi, generalmente, è quello di uscire da una routine di azioni giornaliere che oscillano dal dovere lavorativo a quello di supporto familiare.

Il senso di impossibilità di cambiamento percepito, si riflette spesso nella debolezza del grounding, ovvero, nell’ incapacità di stare con i piedi e le gambe realmente ancorati a terra in maniera solida. La mente, troppo impegnata a cercare di controllare gli avvenimenti esterni e a prevenire eventuali problemi, impediscono di dirigere le energie verso la ricerca di un piacere autentico.

La vita può quindi congelarsi sul piano del dovere e della rassegnazione impedendo di procedere con entusiasmo verso ciò che dà piacere e gratifica.

La paura di non rispondere alle aspettative, blocca all’interno di un procedere in attività quotidiane in maniera meccanica e distaccata, con la testa disconnessa ed impegnata in rimuginii continui e logoranti. La meditazione e le fantasie guidate servono allora per dare la possibilità al paziente di ricentrarsi, di spostare le energie e l’attenzione verso l’interno, alla ricerca di un baricentro e di una direzione verso la quale procedere.

E’ possibile procedere negli esercizi in maniera bendata per evitare di cadere la tentazione di controllare l’ambiente esterno, provando lentamente a sentire il respiro più profondo e, finalmente, a lasciare andare gli arti e a rilassare le spalle ed il bacino. Sono queste attività, ripetute per circa tre volte, che consentono di contattare dei contenuti importanti che magari sono stati negati sul piano verbale. Può emergere quindi la sensazione di essere stati manipolati, di essersi sentiti traditi dai genitori o di sentirsi socialmente inadeguati, culturalmente o professionalmente. In pratica è possibile rendersi conto di essersi messi in una posizione di “sudditanza”, mettendo da parte se stessi per obbedire alle richieste altrui.

La paura di dire la propria, di ribellarsi, di far valere se stessi e i propri bisogni per paura di perdere il consenso e l’amore, può essere superata riscoprendo la possibilità di recuperare se stessi, realizzare i propri desideri, svincolarsi da quelle catene mentali che si costruiscono negli anni e che possono vincolare in un ruolo marginale, all’interno del quale vige talvolta la paura del cambiamento, la rabbia da non poter esprimere, il rimuginio sui problemi più o meno reali.

Dott. Andrea Guerrini Psicologo e Pedagogista 

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