Stephen William Hawking nasce l’8 gennaio 1942 ad Oxford. Cosmologo, fisico, matematico, astrofisico famoso per gli studi condotti sui buchi neri e la cosmologia quantistica, inizia gli studi alla Byron House School dove dimostra difficoltà nell’imparare a leggere. Frequenta altre scuole finché, all’età di 13 anni, non viene colpito da alcune febbri ghiandolari. I medici non si preoccupano ricollegando i disturbi alla crescita.

Prosegue i suoi studi presso l’Università di Oxford iscrivendosi alla facoltà di fisica. Si laurea poi alla facoltà di Scienze naturali ottenendo una laurea con lode. Prosegue con il corso di laurea in cosmologia presso l’Università di Cambridge. Inizia quindi a lavorare al Trinity Hall di Cambridge specializzandosi sull’origine dell’universo e sul Big Bang.

E’ il 1963, Hawking è a Cambridge e purtroppo, nonostante gli incredibili successi nello studio, inizia ad accusare sempre più difficoltà nell’uso degli arti. Ciò lo spinge a fare degli accertamenti medici che gli diagnosticano una malattia degenerativa dei motoneuroni. Hawking è costretto dalle circostanze a usare un bastone per muoversi, più tardi addirittura la sedia a rotelle. La diagnosi in realtà è ancora peggiore: stando ai medici ha ancora 2 anni di vita. Dopo un periodo difficile, Hawking decide di non darsi per vinto e di proseguire gli studi, nel frattempo trova moglie, Jane Wilde, da cui ha tre figli.

La malattia, rispetto ai pronostici tragici, ha un decorso inaspettatamente lento. Hawking riesce a conviverci per molto tempo e solo dopo 20 anni dalla diagnosi manifesta problemi con l’uso della parola, inoltre rispetto a una normale SLA, continua a muovere normalmente gli occhi conservando alcuni movimenti facciali. Motivo per cui i medici ipotizzano che non sia colpito da SLA ma da PMA, patologia neurologica simile ma meno letale della prima. Hawking tuttavia ha un parere diverso: afferma di essere affetto da vera SLA ma in una forma atipica.

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Ciò nonostante, lo studioso prosegue la sua carriera divenendo una delle figure di riferimento nell’ambito dell’astrofisica e della cosmologia, apparendo in documentari e trasmissioni televisive. Contribuisce alla scoperta della cosiddetta radiazione di Hawking, teoria cosmologica sull’inizio dell’universo senza confini, e della termodinamica dei buchi neri. Collabora anche con numerosi colleghi elaborando interessanti teorie astronomiche e fisiche. Dal 1979 al 2009 diventa titolare della cattedra di matematica all’Università di Cambridge, nel 2009 riceve da Barack Obama la Medaglia presidenziale della libertà.

Nel frattempo rischia più volte la morte a causa di alcune polmoniti ed è costretto a ricorrere a un sintetizzatore vocale per potersi esprimere. Dagli anni 80′ in poi le sue condizioni si stabilizzano ma nella seconda metà degli anni 2000, perde i movimenti impercettibili alle dita e di conseguenza la capacità di muoversi in maniera autonoma sulla sedia a rotelle e anche di scrivere. Grazie a un nuovo software di riconoscimento facciale, i suoi movimenti del viso vengono trasformati in parole.

Il contributo e l’insegnamento di Stephen Hawking

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Ecco un altro genio affetto da gravi disturbi, in questo caso di natura fisica, che ci dimostra che tutto è possibile e che a volte i tesori più preziosi si celano nei luoghi, e nelle persone, più inaspettate.

Non basta certamente un film per comprendere fino in fondo la sua vita ma “La Teoria del Tutto“, pellicola biografica dedicata al ricercatore, è stato in tal senso un tentativo riuscito. Adattamento cinematografico della biografia “Verso l’infinito“, scritta dall’ex moglie di Hawking, racconta la sua storia in modo cristallino, mettendo in luce la criticità della malattia degenerativa di Stephen. Un ostacolo non solo per l’amore ma anche per la sua carriera, continuamente sottoposta a difficoltà.

C’è chi, oggi, si interroga su come Hawking sia riuscito a vivere così a lungo, ci sono medici che ricollegano la sua longevità all’insorgenza precoce della malattia rispetto agli standard: comunque sia, una vita come la sua dimostra che “il grande disegno dell’Universo”, come lo chiama Hawking, è articolato, meraviglioso, destabilizzante ma vale la pena essergli grati, a prescindere: “Ciascuno di noi è libero di credere ciò che vuole e io credo che la spiegazione più semplice è che non esista alcun Dio. Nessuno ha creato l’Universo e nessuno decide il nostro destino […]. Probabilmente non c’è alcun paradiso, e nemmeno alcuna vita dopo la morte. Abbiamo solo questa vita per apprezzare il grande disegno dell’Universo e, per questo, io sono profondamente grato”.

Cosa ci insegna Hawking? Non solo a conoscere la cosmologia attraverso testi accessibili al grande pubblico, suo grande contributo, ma anche ad apprezzare l’esistenza, qualunque “dono”, bello o brutto, ci venga offerto. E a proposito di noi uomini, durante un incontro pubblico, Hawking ha affermato: “Gli uomini continuano ad essere stupidamente aggressivi, è la debolezza umana che vorrei fosse corretta. Potrebbe avere avuto un qualche vantaggio e aver garantito la sopravvivenza ai tempi delle caverne, quando l’uomo doveva procurarsi il cibo, difendere il proprio territorio, riprodursi. Ma ora l’aggressività rischia di distruggere tutti noi“. Se a dirlo è un uomo (prima che ricercatore) come lui, forse faremmo bene a crederci e a cambiare prima che sia troppo tardi.

Frasi e citazioni di Stephen Hawking

Quale miglior modo per conoscere il suo pensiero e il suo coraggio se non attraverso frasi e citazioni famose. Ecco la nostra top ten:

1. È quando le aspettative sono ridotte a zero che si apprezza veramente ciò che si ha

2.Il più grande nemico della conoscenza non è l’ignoranza, è l’illusione della conoscenza.

3. Confinare la nostra attenzione alle questioni terrestri significherebbe limitare lo spirito umano

4. Siamo noi a creare la storia con la nostra osservazione, e non la storia a creare noi.

5. In un universo infinito, deve esserci altra vita. Non vi è dubbio più grande. E’ tempo di impegnarsi per trovare una risposta.

6. L’intelligenza è la capacità di adattarsi al cambiamento.

7. Per quanto difficile possa essere la vita, c’è sempre qualcosa che è possibile fare. Guardate le stelle invece dei vostri piedi.

8. Grazie al modello matematico posso dirvi Come è nato l’universo: non chiedetemi il Perché.

9. La più rimarchevole proprietà dell’universo è di aver generato creature in grado di porre domande.

10. Quando mi fu diagnosticata la SLA mi sono stati dati due anni di vita. Ora, 45 anni dopo, sto andando abbastanza bene.

 

Laura De Rosa

mirabilinto.com