Torino è considerata la città magica per eccellenza, uno dei vertici del triangolo della magia bianca accanto a Praga e Lione e vertice del triangolo della magia nera insieme a Londra e San Francisco.

Gli scettici sostengono siano bufale acchiappa-turisti ma l’esoterismo non è liquidabile in poche parole. E sebbene si presti a essere banalizzato, non essendo verificabile con gli strumenti tradizionali della scienza, è molto più articolato e interessante di quanto si va dicendo.

Ma quali sono i luoghi (veri o presunti) e i personaggi più misteriosi di Torino?

Partiamo dalla reliquia di Gesù Cristo conservata nel Duomo di Torino. Un lenzuolo di lino di 4 metri e 36cm per 1 metro e 11cm che ne avrebbe avvolto il cadavere. Milioni di fedeli da tutto il mondo accorrono per vederlo e venerarlo. La scienza afferma che non sia autentico perché le fibre di lino risalirebbero al Medioevo, tra il 1260 e il 1390 d.C. La Chiesa Cattolica parla di icona piuttosto che di reliquia, tuttavia molti sindonologi la ritengono autentica.

Gustavo Rol

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Personaggio singolare che ha sicuramente contribuito all’alone di mistero della città è stato Gustavo Rol, 1903-1994, sensitivo dalle capacità straordinarie, purtroppo etichettato come ciarlatano da numerosi scettici. Rol eseguiva nella propria abitazione strani esperimenti e molti vip dell’epoca si rivolgevano a lui per conoscere il futuro o partecipare alle sue serate, dove si dice accadessero cose incredibili.

Dai resoconti disponibili emergeva la figura di un uomo fuori dal comune, dotato di poteri paranormali quali chiaroveggenza, telepatia, levitazione, telecinesi, materializzazione e smaterializzazione di oggetti.

Rol è stato aspramente criticato da Piero Angela come si evince dal libro “Viaggio nel mondo del paranormale“, in cui viene etichettato come abile illusionista o prestigiatore. Angela sosteneva infatti che solo un esperimento condotto in condizioni controllate e replicabili potesse garantire la veridicità dell’accaduto, ma Rol rifiutò di sottoporsi a tali esami affermando che i suoi prodigi non fossero replicabili in modo continuo e uguale, ovvero secondo parametri scentifici, visto che provenivano da una fonte impossibile da “misurare”.

Secondo Rol “ogni cosa ha il proprio spirito” e l’uomo sarebbe dotato non solo dell’anima ma di uno spirito intelligente dotato di coscienza e creatività. L’anima ritornerebbe a Dio, lo spirito intelligente continuerebbe a stare sulla Terra anche dopo la morte.

Luoghi misteriosi della Torino magica: gli itinerari classici

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A livello turistico gli itinerari classici per gli appassionati di mistero sono i seguenti:

  • Casa di Gustavo Rol, Via Silvio Pellico, 31, dove il sensitivo svolgeva i suoi curiosi esperimenti.
  • Statua raffigurante la “Fede” nella Chiesa della Grande Madre di Dio. Nella sua mano sinistra la statua regge una coppa che, a detta di alcuni, simboleggerebbe il Santo Graal.
  • Il più importante Museo Egizio dopo quello del Cairo, che include una collezione di 5.628 reperti riuniti da Bernardino Drovetti, cui si sono aggiunti altri ritrovamenti effettuati tra il 1900 ed il 1935 dalla Missione Archeologica Italiana, per un totale di 6500 reperti esposti e 26.000 custoditi nei magazzini.
  • Mole Antonelliana, il più alto edificio in muratura del mondo. La statua della Fede si dice punti lo sguardo verso la Mole, forse a suggerire che il Santo Graal si nasconde proprio al suo interno. E i misteri di questo straordinario edificio continuano: si narra che la sua guglia altissima sia una specie di antenna catalizzatrice di energia celeste e terrestre. A quanto pare Nietzsche vide nella Mole l’immagine di Zarathustra, battezzandola Ecce homo.
  • Palazzo Trucchi di Levaldigi, luogo associato al demonio, dove campeggiano diavoli e serpenti. Ironia della sorte vuole che sia la sede della Banca Nazionale del Lavoro. Curioso è in particolare l’enorme portale che conserva il portone originario, scolpito nel 1675. Oltre a fiori, frutta, animali, sul portone è raffigurato il diavolo intento a scrutare i visitatori che bussano alla porta. Nel centro due serpenti uniscono le teste. Si narra che il portone sia comparso dal nulla dopo che un apprendista stregone invocò Satana che, infastidito, imprigionò lo stregone dietro al portone. Fra l’altro l’edificio nel 600′ fu sede della Fabbrica dei Tarocchi, contrassegnato al tempo dal numero civico 15, associato al Diavolo.
  • Obelisco di Piazza Statuto, sotto il quale si dice vi sia un ingresso per l’inferno.
  • Grotte Alchemiche nei sotterranei del Palazzo Madama o di Piazza Castello, in cui si narra che gli alchimisti torinesi cercassero di trasformare il piombo in oro. La loro ubicazione precisa non è mai stata chiarita ma si narra che attraversando le grotte si passi dalla dimensione terrena a una dimensione sconosciuta. Secondo diverse fonti le avrebbero attraversate o perlomeno visitate Nostradamus, Paracelso, famoso alchimista, l’alchimista ed esoterista Cagliostro, il mago Apolonnio di Tyana, conoscitore dell’arte occulta dei talismani. Si dice che la prima grotta nasconda una dimensione simile alla nostra, la seconda è intermedia, la terza porta in un altro mondo da cui non è possibile tornare.
  • Duomo di San Giovanni Battista, dove è custodita la Sacra Sindone.

Laura De Rosa

mirabilinto.com