Cosa significa lasciar andare? Carl Gustav Jung nel Libro Rosso afferma: “Lasciate cadere ciò che vuole cadere; se lo trattenete, vi trascinerà con sé. Esiste un vero amore che non si occupa del prossimo.” Mentre Bert Hellinger ne “Gli Ordini del Successo” sostiene: “Lasciare significa: lasciare che per un po’ le cose seguano il loro corso, che si muovano liberamente senza il nostro intervento, finché la direzione del loro movimento non si mostri spontaneamente. Se rinunciamo a tentare di guidare le cose e quelle, muovendosi, si allontanano da noi, lasciamole andare. Molliamo la presa. Se le lasciamo andare per la loro strada, ci rendiamo liberi per qualcos’altro.”

Quante volte succede di attaccarsi a qualcosa, magari a una persona, a un lavoro, a un’idea per scoprire, col passare del tempo, che non era poi così interessante. E la vita, in alcuni casi, sembra fare strani giri per allontanarci da quegli attaccamenti superflui. Ci arrabbiamo. Ci sentiamo frustrati perché le cose non sono andate come speravamo. Ce la prendiamo con le altre persone coinvolte. Ci sentiamo traditi. Ma nel momento in cui “lasciamo andare”, ecco che quella cosa, o quella persona, apparentemente indispensabile ci appare in una nuova luce. La vita è fatta di alti e bassi. Di buio e luce. Inutile fingere il contrario. Ma è bello darle fiducia. Perché quando lo facciamo, capita che ci porti esattamente dove abbiamo bisogno di andare. Anche se la meta ci appare sconveniente, inaspettata, strana.

Fuck it – Il metodo VAFFA: l’ultima frontiera della spiritualità

metodo-vaffa

John C. Parkin ha ideato un metodo dal titolo originale e provocatorio, il metodo VAFFA (Fuck it), corrispettivo occidentale del lasciar andare orientale. Secondo Parkin dire VAFFA equivale a eseguire un atto spirituale, più in sintonia con la nostra mentalità.

Quando dici VAFFA, ti liberi dai problemi, dalle paure, dai timori che spesso popolano la mente, eliminando tutti quei “devo” che spesso ti allontanano dalla felicità.

Rispetto ai libri infarciti di consigli new age, questo testo è divertente, scanzonato, provocatorio ma tra le righe, dicono in molti, riesce a spiegare come liberarsi concretamente dei doveri che ci impediscono di fiorire. Un metodo cosiddetto spirituale alternativo e molto profano, come lo è d’altronde la nostra società.

Parkin afferma che il “VAFFA” è la sintesi occidentale del lasciar andare, in grado di liberarci dall’idea che la vita sia una continua lotta, allontanando le cose poco rilevanti, imparando a distinguere ciò che conta davvero da ciò che è superfluo, per ritrovare la vera libertà. Il metodo VAFFA è concreto, terra a terra, non implica strani regimi dietetici nè rituali orientaleggianti rivisitati in chiave occidentale. E chissà che non sia realmente la chiave di svolta!

Urla un bel VAFFA a tutti i ‘dovrei’ presenti nella tua vita e, alla fine, fai quello che vuoi fare… non importa cosa pensano gli altri… Quando dici VAFFA, lasci andare la presa sulle cose,e di solito si tratta di cose che ti stanno provocando dolore. Quando dici VAFFA, ti arrendi al flusso della vita; smetti di fare ciò che non vuoi, finalmente fai quello che hai sempre desiderato fare, smetti di dare retta alla gente e ascolti te stesso. Quando dici Vaffa, esegui un atto spirituale (l’ultimo) perché ti arrendi, lasci andare, smetti di resistere e ti riaccomodi nel flusso naturale della vita stessa”.

L’autore, tra i vari VAFFA, suggerisce di usare “la parola magica” anche nei confronti della serenità: “dì Vaffa al fatto di essere una persona serena“. Più ci sforziamo per raggiungere la serenità, più è probabile che ci sfugga. Che sia vero?

Il metodo VAFFA e la spiritualità moderna

lasciar-andare

Il metodo VAFFA, che funzioni o meno, suscita una riflessione sulla spiritualità moderna. Perché a forza di volerci migliorare, voler evolvere, essere più buoni, più atruisti, più concentrati, rischiamo di perderci in un circolo vizioso di “devo”, mascherandoli di “voglio”.

E questo ha ben poco a che vedere con la filosofia del “lasciar andare” e del “lasciarsi andare”, strettamente connessi tra loro. Se ci obblighiamo a essere in un certo modo allontanando le emozioni negative perché sconvenienti, continuaiamo a vivere nella logica del “devo” e questo alla lunga provoca frustrazione piuttosto che serenità.

Ma il metodo riflette anche la necessità di trovare vie di crescita alternative rispetto alle discipline di altri contesti. Perché il rischio che corriamo inseguendo le filosofie altrui, è di perdere il contatto con le nostre origini e la nostra identità. Non significa che dobbiamo rifiutarle o non interessarcene, ma forse è fuorviante identificarci completamente con esse. Perché non individuare una nostra via? Il metodo VAFFA è in tal senso un tentativo di mediazione tra il mondo orientale e quello occidentale. Apparentemente ridicolo, probabilmente più utile di tanti fricchettonismi. Perché ogni tanto tornare con i piedi per terra fa bene. E ricordarsi da dove si arriva anche.

Laura De Rosa
yinyangtherapy.it