Il fattore della temperatura corporea è ancora oggi poco noto e indagato sia a livello medico che tra la popolazione. Eppure pare rivestire una notevole importanza, perché alcuni specialisti (il più noto in questo ambito è il giapponese Masashi Saito) ritengono che una bassa temperatura corporea comporti l’indebolimento delle difese immunitarie, con il conseguente rischio di incorrere in svariate patologie e di aggravarle.

Classe 1972, Masashi Saito si è laureato in medicina all’Università Tokai di Tokyo, prima di specializzarsi al New York Medical College. Titolare di uno studio medico dal 2008, oggi è un professionista di fama internazionale, quale specialista di medicina anti-aging abilitato in Giappone, America ed Europa. Tra i suoi pazienti vi sono state personalità del calibro di Yoko Ono, Bill Gates, Bill Clinton, David Beckham e Alex Rodriguez, ma la grande popolarità di Saito si deve soprattutto alle sue doti di autore accessibile al grande pubblico. Dopo il suo primo lavoro sul ringiovanimento legato alla pratica del golf, la seconda pubblicazione “Aumenta la temperatura del corpo e recupera la salute” (Macro Edizioni, 2012) ha ottenuto un incredibile successo, registrando vendite record in Giappone.

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Secondo Saito, che oggi esercita sia in Giappone che negli Stati Uniti, la conoscenza della normale temperatura corporea è un fattore essenziale per valutare lo stato di salute di un individuo. Stante questa premessa, sono ancora troppe le persone che non conoscono questo dato, né se ne preoccupano. Nel frattempo il numero di individui con una temperatura corporea al di sotto dei 36° è aumentato notevolmente. C’è da preoccuparsi? Sì, sostiene Saito, «perché si tratta di una condizione che può portare a diverse malattie: da disturbi lievi come problemi della pelle, stitichezza e parodontosi fino a malattie serie come l’ulcera gastrica, il diabete, l’osteoporosi, la colite ulcerosa, il cancro, la malattia di Menière (una malattia dell’orecchio interno accompagnata da vertigini, perdita di udito e tinnito), la polmonite interstiziale (infiammazione delle aree fra gli alveoli polmonari), il Parkinson e la demenza. A queste si aggiungono disturbi allergici come l’asma, la neurodermite e il raffreddore da fieno, che una volta comparsi sono difficili da eliminare completamente con le terapie. In presenza di bassa temperatura corporea si ha un aumento del rischio che queste malattie insorgano e si aggravino».

Sull’importanza di conoscere la nostra temperatura corporea normale basta considerare un semplice inconveniente quale la febbre. Chi ha un valore di 36,5° non può considerarsi febbricitante quando la sua temperatura sale a 37°, discorso inverso vale invece per chi normalmente registra 35,5°. Ciò sta a testimoniare che il semplice dato numerico della temperatura corporea non riesce da solo a spiegare se siamo di fronte a un caso di febbre o meno. Secondo Saito il valore normale in un individuo sano è fra i 36,5 e i 37,0 °C. Se siete tra coloro che con il termometro a 37° pensano già di aver la febbre, sappiate dunque che questa temperatura è del tutto normale e sana qualora non vi siano sintomi patologici soggettivi, quali dolori o spossatezza. Come rilevato dal medico giapponese, in passato la temperatura alta era molto temuta perché correlata con il decorso di malattie mortali. Soprattutto in Giappone la febbre faceva particolarmente paura, ma oggi che le terapie mediche sono progredite bisognerebbe prender atto che le temperature basse sono ben più pericolose di quelle elevate.

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Origine di molti mali della società moderna, lo stress è anche la principale causa dell’abbassamento della temperatura corporea. Le armi del nostro organismo per difendersi da questa minaccia sono il sistema immunitario e quello ormonale. In caso però di un lungo e intenso periodo di stress, il sistema simpatico e parasimpatico – che provvede all’equilibrio vegetativo a sua volta chiamato a regolare il sistema immunitario per la difesa dell’organismo da fattori esterni quali virus e batteri ­– rischia di andare in crisi, mentre le ghiandole surrenali che regolano l’equilibrio ormonale e sintetizzano i corticoidi, fondamentali anche per riparare i danni cellulari, sono sottoposte a un forte affaticamento e non riescono più a portare avanti questa produzione così benefica. In sintesi, una temperatura corporea bassa comporta guasti al sistema immunitario e a quello ormonale, compromettendo il nostro stato di salute.

Stando alle ricerche di Saito, un grado in meno della temperatura del nostro corpo provoca un calo della risposta immunitaria del 30%, così che l’organismo non può più esser difeso adeguatamente da batteri e virus. Una condizione che incrementa il rischio di incorrere in varie malattie. Se ciò non bastasse, la bassa temperatura corporea accelera il processo di invecchiamento e provoca l’acidosi. Il ricambio delle cellule sane subisce un arresto, mentre quelle cancerose, intorno ai 35°, tendono a moltiplicarsi a dismisura. L’organismo scivola in quella che Sato ha chiamato “spirale negativa”, che «entra in azione quando il sistema immunitario è indebolito da una temperatura corporea bassa e i sintomi patologici ne risultano ulteriormente aggravati. Se invece si porta consapevolmente la temperatura a valori superiori, il sistema immunitario ne viene rinforzato e i danni cellulari vengono riparati. Questo mette l’organismo in condizione di regolare l’equilibrio ormonale e altre funzioni fondamentali per la conservazione della salute. Grazie all’aumento della temperatura corporea possiamo mantenere un organismo sano e resistente alle malattie e allo stress», spiega Sato nell’anteprima del libro.

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Il medico giapponese è convinto che il metodo più semplice ed efficace per mantenersi in salute e difendersi dalle malattie sia quello di aumentare la temperatura corporea. Basterebbe dunque impegnarsi per ottenere di tanto in tanto un valore superiore e mantenerlo costante. Questo perché con l’innalzamento di un solo grado della temperatura corporea la risposta immunitaria aumenta del 500-600%. Per favorire questo processo Saito ha messo a punto un percorso terapeutico fondato sull’allenamento muscolare, su alcuni semplici accorgimenti quotidiani e su un’integrazione dietetica a base di frutta, verdura colorata e formaggio.

In merito al primo aspetto non bisogna confondere l’allenamento muscolare con il bodybuilding. In questo caso non si mira a scolpire e ad accrescere i muscoli con pesanti esercizi che tendono a far perdere le linee armoniose del corpo, ma semplicemente a tenerli in forma e in funzione con un training anaerobico accessibile a tutti, partendo dal presupposto che proprio la muscolatura è la parte del corpo più importante ai fini della produzione di calore. Saito raccomanda un allenamento ogni tre giorni, con il consumo di un’immancabile banana prima dell’attività fisica e di formaggio subito dopo. Altri accorgimenti: l’allenamento all’aria aperta consente di rinforzare le ossa, mentre per l’aumento del metabolismo basale si rivela fondamentale il training dei muscoli del core. Ai fini della conservazione dello stato di salute la qualità muscolare si rivela dunque più importante della massa. Tenere in allenamento i muscoli, che con il loro lavoro si oppongono alla gravità, consente inoltre di mantenere la linea desiderata. Oltre a innalzare la temperatura corporea, l’allenamento muscolare comporta innumerevoli altri benefici, rivelandosi efficace anche contro la sensibilità al freddo, come prevenzione della demenza e in funzione anti-invecchiamento.

«Se trascuriamo a lungo la nostra salute, prima o poi dovremo constatare che il processo di invecchiamento è già nettamente progredito, finché finalmente ci decideremo a prestare al nostro corpo l’attenzione che merita. Poiché disponiamo di diversi meccanismi di regolazione, fino a un determinato punto i danni restano sotto la superficie, ma quando si va oltre tale punto, spesso si ha un improvviso peggioramento del proprio stato di salute. Il fatto è che le capacità innate del nostro organismo sono assai più straordinarie di quanto normalmente immaginiamo. Quando cominceremo a condurre una vita che abbia più riguardo delle cellule che costituiscono il nostro organismo e dedicheremo loro la dovuta attenzione, faremo sì che le forze originarie del nostro corpo possano essere rapidamente ripristinate», sostiene Saito.

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Per il medico giapponese la migliore strategia in funzione anti-invecchiamento consiste dunque nell’innalzamento costante della temperatura, che ci mantiene più giovani, in salute e meno predisposti alle malattie. La differenza la fanno poi anche la dieta e le piccole abitudini quotidiane: Saito raccomanda ad esempio di andare a dormire presto e alzarsi di buon mattino, non dormire mai con la luce elettrica accesa e non far uso di sonniferi, non riassopirsi dopo il risveglio, bere succo fresco di mele e carote e concedersi una passeggiata di 30 minuti ogni mattina, mantenere una buona postura, bere acqua calda bollita (la miglior bevanda), consumare pomodori durante la crescita, fare un bel bagno caldo quotidiano, e infine dopo cena aspettare quattro ore prima di coricarsi.

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Su con la temperatura per un pieno di salute!

Marco Grilli