Anni fa un amico mi regalò un libro sull’angelologia, mossa dalla mia inesauribile curiosità diedi un’occhiata scoprendo che il mio angelo si chiama Kaliel/Caliel. Sebbene non mi sia mai interessata di angeli, da allora il suo nome mi ha accompagnato e più volte l’ho invocato. Le descrizioni che avevo letto delle persone nate sotto la sua influenza tuttavia non mi convincevano finché, in questi giorni, non mi sono imbattuta nelle parole di Igor Sibaldi.

E’ stata una rivelazione. Dire che la sua descrizione di Kaliel, angelo dei nati tra il 16 giugno e il 21 giugno, mi corrisponde è poco. Dice Sibaldi: “i Kaliy’el si sentono, fin da adolescenti, individui assolutamente speciali e anche indiscutibilmente superiori: veri e propri ET. Ma non si sognano di vantarsene: il loro animo è fondamentalmente gentile, dolce, addirittura mite… i nati sotto questo angelo sono molto generosi: nulla dà loro tanto piacere quanto l’aiutare altri in difficoltà. Hanno anche un irreprimibile senso di giustizia: una gran voglia di sfidare le persone malvage o false, e anche una loro personale esigenza di candore. Qualsiasi loro atto o pensiero che contrasti con la loro coscienza li manda in crisi fino ad annientarli; per questo imparano presto a schivarne il rischio…la prevedibilità li opprime, il lavoro dipendente li intossica, i ruoli, anche quelli famigliari (figli, coniugi eccetera), possono immobilizzarli soltanto temporaneamente. Devono davvero spiccare il volo ogni tanto, in tutti i settori della loro vita. Non è raro perciò che abbiano diversificati interessi e perfino che accumulino numerose professioni, oppure che ne scelgano una in cui, oltre a poter intervenire a favore di altri, possano dar prova della loro esuberante versatilità.”

E prosegue descrivendo i rischi degli individui Kaliel, qualora utilizzino in modo distruttivo la propria potente energia “anticonformismo, senso di superiorità e candore possono sommarsi in modo distruttivo, dando luogo ad avventurieri inconcludenti, per i quali più nulla “vale pena”, perfino cinici più o meno scandalosi che finiscono per annoiare se stessi e poi gli altri. E’ la situazione (tipica del prevalere dell’ “energia avversaria”) per cui i tratti tipici di un angelo (in questo caso kalieliani) si capovolgono diametralmente: i potenti Caliel si trasformano in personalità psichicamente instabili, sempre in situazioni di emergenza, che invece di dare aiuto devono chiederne.” Ogni individuo, indipendentemente dall’angelo che lo amministra, può convogliarne le energie in modo costruttivo o distruttivo a seconda delle scelte esistenziali prese nel corso della vita. Libero arbitrio.

Cosa sono gli angeli secondo Igor Sibaldi

angeli
Lo scopo dell’angelologia”, afferma Sibaldi, “è individuare il motivo per cui una persona ha deciso di nascere di nuovo in questo mondo e che cosa è venuta a fare… non parla del come ottenerlo ma del cosa.” Gli angeli, a parere di Sibaldi, non si possono vedere ma si possono vivere dentro di noi perché “l’angelo è un po’ come l’energia elettrica, si accende la lampadina e fa esistere l’energia elettrica.” Gli angeli sono forme di energia psichica che noi possiamo realizzare sulla terra.

In tale ottica “ognuno di noi, nella vita quotidiana, è un io molto più piccolo rispetto a quello che davvero è.” L’angelo che ci corrisponde identifica il tipo di energia che rappresenta la persona nata nei giorni di riferimento. In questo modo, studiando le caratteristiche dell’angelo, si può comprendere il proprio scopo. Se si capisce la propria direzione angelica, la vita inizia ad andare bene, mentre se la persona non la intuisce, la vita prende direzioni negative. Questo perché, quando una persona segue la propria vocazione autentica, l’universo cospira per il suo successo.

Per entrare in contatto con gli angeli secondo Sibaldi bisogna capire quali sono le nostre autentiche inclinazioni, capire cosa ci piace davvero, cosa molto più difficile di quanto sembri. Distinguere ciò che deve piacere da ciò che piace davvero è molto complicato. Ma se ce ne accorgiamo, la sensazione di benessere che ne deriva è fortissima. Questo modo di intendere gli angeli, a mio parere, ci incoraggia ad essere “padroni” della nostra vita, cosa che non accade quando pensiamo a queste entità sotto forma di angeli custodi pronti a soccorrerci nei momenti bui, come fossero genitori che si prendono cura dei figli. L’angelo siamo noi. E in tale ottica la responsabilità di risvegliarlo dipende solo da noi e ci carica di responsabilità. Siamo pronti a diventare adulti? A risvegliare il nostro “potenziale angelico”?

angelologia

Ma come si fa a scoprire il proprio scopo? Secondo Sibaldi è importante innanzitutto individuare l’angelo corrispondente alla propria data di nascita e poi iniziare a pensarci. Il proprio, per “attivarsi”, ci può mettere anche una decina di anni perché il processo di consapevolezza è lungo. Per individuare gli angeli è sufficiente consultare uno dei tanti elenchi che si trovano online e attraverso il libro degli angeli, prendere confidenza con le loro caratteristiche. Buon viaggio alla scoperta del vostro angelo!

Laura De Rosa

yinyangtherapy.it