Le foreste, al pari dei deserti, mi hanno sempre affascinata. I deserti riecheggiano in me una sensazione di vuoto, nulla, assenza di punti di riferimento, morte iniziatica. Le foreste, specialmente quelle tropicali, sono invece un pullulare di vita in una forma primordiale, non ordinata, e in quanto tale piena di potenzialità. D’altronde, a livello simbolico, la foresta è vitale e al tempo stesso pericolosa, rappresenta infatti un luogo di prove e sfide che, una volta sorpassate, trasformano l’essere in modo radicale. Immergersi in una foresta è come inoltrarsi nella propria interiorità a caccia della propria vera identità.

Rainbow Forest, Hawaii

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Le Hawaii ospitano la Foresta pluviale di Manui dove si trovano alcuni alberi dai tronchi variopinti, che sembrano usciti da un quadro. In verità è la natura la sola autrice di tali capolavori: l’eucalipto arcobaleno o Rainbow Tree, facente parte della famiglia degli Eucaliptus Deglupta, è un albero dai colori cangianti, difatti il tronco man mano che cresce si sfalda portando alla luce tutti i colori dell’arcobaleno, che si alternano nel corso del tempo. Il rainbow tree predilige gli ambienti tropicali e in effetti è in queste zone del mondo che trova il suo habitat preferito, raggiungendo addirittura i 70 metri di altezza. I fiori, invece, sono bianchi e soffici.

Foresta di Crooked

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La Crooked Forest, o Foresta Storta, è un luogo davvero incantato, situato a Gryfino, comune polacco nell’ovest del paese. La foresta include 400 alberi di pino dai tronchi curvi a 90 gradi, un autentico spettacolo per il visitatore curioso. Si dice che la strana forma dei tronchi dipenda da un intervento mirato, voluto dai contadini e dai falegnami locali che intorno agli anni 30′ li avrebbero volutamente pressati per una decina di anni, in modo da ottenere del legname curvo, più adatto alla realizzazione di mobili e altre costruzioni. Ma in realtà non si è sicuri sull’origine della foresta curva, c’è chi dice siano stati gli alieni a renderla tale o forse esperimenti nazisti.

Foresta sommersa, Kazakistan

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Nelle montagne Tien Shan, in Kazakistan, c’è una foresta sommersa nel lago Kaindy che è a dir poco spettacolare. Si trova a 2mila metri sopra il livello del mare e la profondità del lago si aggira intorno ai 30 metri. Il lago, secondo quanto si sostiene, sarebbe nato in seguito a un terremoto, difatti il nome, “kaindy”, significa letteralmente “caduta di sassi”. Gli abeti che popolano il lago sono rossi di tipo asiatico e sempreverdi. Il loro aspetto cambia da sopra a sotto l’acqua: sopra risultano spogli, sotto si intrecciano alle alghe.

Foresta Costa D’avorio

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La Costa d’Avorio è un paese ricco di foreste, alcune delle quali utilizzate a scopi commerciali, altre considerate sacre dai locali. Il territorio è molto ricco da questo punto di vista e una delle foreste più interessanti è quella di Tanoè, nel sud-est del paese, caratterizzata da numerosi corsi d’acqua dolce ove vivono molte specie animali, anche a rischio estinzione, come il colobo rosso di Miss Waldron, il cercopiteco diana, il cercocebo dal collare.

Foresta Amazzonica

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Come non citare l’immensa Foresta Amazzonica, una meta senz’altro unica che merita almeno una visita nel corso della vita. Essa si estende lungo 9 paesi e quasi due terzi della superficie si trovano in Brasile. Include 390 miliardi di alberi e 16000 specie diverse, una culla di biodiversità, purtroppo minacciata dalla deforestazione.

Foresta Nera in Germania

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La Foresta nera è un’autentica meraviglia situata nel sud-ovest della Germania. Essa include due grandi parchi, quello del centro-nord e quello del sud. Il suo nome non è casuale ma dipende dagli abeti che la popolano in modo fitto a quote elevate. Il bello è che è possibile visitarla senza problemi grazie ai numerosissimi sentieri attrezzati. Per visitarla è possibile rivolgersi a tour operator che programmano questo tipo di escursioni.

Laura De Rosa

yinyangtherapy.it