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Frutta a scuola: un bene o un male?

Di Elena Bernabè - 2 Ottobre 2012

Una campagna a livello nazionale cerca di incentivare il consumo di frutta nelle scuole. L’iniziativa è sempre stata considerata positiva ma vi è un pediatra milanese, il dott. Italo Farnetani, che non è dello stesso parere.
Questa la sua dichiarazione: “Il metodo della campagna per incentivare il consumo di frutta e verdura fra i bambini italiani è sbagliato. E finirà per creare degli adulti che odiano la frutta”.
Secondo il pediatra l’incentivare il consumo di frutta è un obiettivo corretto, egli critica il modo che si è scelto per raggiungerlo.
Sostiene che “nelle scuole la frutta non si mangia a fine pasto, come in famiglia, ma a merenda e la mattina. Ma chi normalmente mangia frutta alla mattina? E’ una pratica innaturale, almeno in Italia, e perciò perdente. Inoltre lo spuntino di metà mattinata preferito dai bambini, come ha rivelato un’indagine che ho condotto qualche tempo fa, è salato: una pizzetta, un panino, una schiacciatina. Servire un frutto non contribuirà a farlo amare. Per di più servire la ‘mela di Stato’ al posto della ‘pizzetta comprata con mamma’ rappresenta un’interferenza delle istituzioni con la famiglia”.
E conclude dicendo: “Il bambino mangia la frutta se la mangiano a casa, e abbiamo visto che in genere c’è una preferenza legata alla produzione locale: in Veneto piacciono i kiwi, in Val di Non le mele, in Sicilia gli agrumi. La chiave giusta non è imporre qualcosa, ma insegnare a scegliere e coltivare il gusto. Penso a delle lezioni di frutta a scuola, con assaggi e istruzioni per preparare macedonie e altre prelibatezze salutari. Inoltre sarebbe bene, soprattutto per i più grandi, proporre snack a base di frutta nei distributori. A quella età sono molto attenti alla linea, e sarebbero felici di trovare uno spuntino salutare e non ipercalorico“.
Siete anche voi dello stesso parere del pediatra milanese?
 
Fonte: AdnKronos





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